Palermo e il nuovo stadio: questione di pazienza

Progetti futuri a tinte rosanero


Palermo e il nuovo stadio, una telenovela infinita. Le idee non mancano, la volontà, almeno a parole, sia di Maurizio Zamparini che della nuova amministrazione comunale neppure, adesso è arrivato il tempo di passare ai fatti, in modo da potere regalare a una città che aspetta buone nuove in tal senso da tanto, probabilmente troppo, tempo il tanto agognato impianto che avvicini nuovamente la gente alla squadra.

Zamparini ha le idee abbastanza chiare in merito: una struttura da 35 mila posti, costruita al posto dell’attuale Velodromo “Paolo Borsellino”, dotata di tutti i comfort di cui godono i moderni stadi costruiti negli ultimi anni in Europa per i Mondiali in Germania prima e per gli Europei in Polonia e Ucraina poi. Dovrebbe trattarsi di una vera e propria cattedrale dedicata al calcio, costituita da due anelli per ogni settore, rigorosamente al coperto, ampie vie d’accesso e di fuga, rivestimento in vetro all’esterno. All’interno dell’impianto, invece, troverebbero collocazione bar, ristoranti, una galleria con negozi e spazio merchandising ed, eventualmente, anche sale cinema in grado di intrattenere i fruitori di quello che potrebbe chiamarsi “Stadio della Sicilia” sia prima che dopo gli incontri di calcio.

Un impianto non solo a misura di tifoso, insomma, ma per tutta la famiglia. L’intenzione del patron rosanero, infatti, è quella di riavvicinare i nuclei familiari al mondo Palermo: uno stadio in grado di offrire quest’insieme di servizi sette giorni su sette per almeno 20 ore al giorno rappresenta un innegabile incentivo alla creazione di una comunità rosanero sul modello di quanto già avviene in Inghilterra e, seppur in parte, anche in Germania.

L’unico nodo da sciogliere è rappresentato dalla collocazione della struttura. Come già accennato prima, Zamparini intende offrire il proprio contributo a patto che venga realizzato allo Zen, dove già l’imprenditore friulano ha creato uno dei quattro centri commerciali dislocati lungo l’hinterland palermitano, il Centro Conca d’Oro. Il mondo della politica, tuttavia, non ha esitato nell’esporre qualche perplessità in tal senso, proponendo soluzioni logistiche alternative: tra le altre zone proposte, la Bandita ed un agglomerato di terreni tra Carini e Villagrazia di Carini.

La divergenza di posizioni, tuttavia, non appare uno scoglio impossibile da sormontare, come d’altronde confermato dalle parole distensive lanciate dal neo-sindaco Leoluca Orlando a margine della conferenza stampa di presentazione di Sannino e Perinetti: «Penso che una città come Palermo meriti un grande stadio. L'amministrazione se ne deve fare carico, ma non deve apparire come un'imposizione sugli altri sport. Mi assumo l'impegno di portare avanti il progetto. Con il presidente Maurizio Zamparini troveremo un accordo per fare tutto in modo assolutamente costruttivo, vedere il calcio in un grande stadio è quello che tutti vogliono. Valuteremo con l'amministrazione e con la società i tempi, i luoghi e i progetti». Come dire: ancora un po’ di pazienza, Palermo, ma lo stadio si farà.

(per l'immagine si ringrazia l'U.S. Città di Palermo)


Gianluca Rubino 29/06/2012
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