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Domenica al Provinciale arriva il Pergocrema, compagine che si trova ai piani alti della classifica. Andiamo a conoscere meglio i rivali dei granata.
STORIA I gialloblù nascono 79 anni fa come squadra amatoriale della città di Crema. Nonostante la società non sia mai stata rifondata, il nome della squadra è cambiato più volte nel corso degli anni: da Pergolettese (1932) aCremapergo (1994) al definitivo Pergocrema (2001). Dopo alcuni anni tra dilettanti e categorie minori, i canarini tornano tra i professionisti nel 2004 disputando quattro stagioni in C2 prima della promozione in Prima Divisione.
CELEBRI Partendo dagli allenatori, non si può non citare una vecchia conoscenza dei tifosi aretusei. Adriano Cadregari, alla guida del Pergocrema per un paio di stagioni alla fine degli anni ’80. Sono davvero pochi i mister, non ce ne voglia nessuno, degni di nota che negli anni si sono succeduti sulla panchina dei canarini. Probabilmente il più celebre tra questi è Giuseppe Sannino, attualmente al Siena, che ha allenato a Crema nel 2007 prima di lanciarsi nella fantastica cavalcata del Varese.
Giocatori Anche qui nessun nome di “grandissimo” rilievo, ma tanto buoni giocatori che hanno fatto negli ultimi anni la fortuna delle squadre di A e B. Qualcuno ricorderà Pierluigi Brivio, portiere per tanti stagioni al Vicenza, che ha chiuso la carriera proprio al Pergocrema; oppure Massimo Cicconi, attaccante, tra i pochi ad avere vestito in carriera le maglie di Palermo e Catania. Bisogna citare anche Gianluca Savoldi, figlio di Giuseppe bandiera del Bologna, e Marco Sgrò protagonista e assist-man dell’Atalanta di Pippo Inzaghi. Ha iniziato la carriera con la maglia dei canarini, quando ancora la squadra si chiamava Cremapergo, un giovanissimo Fabio Caserta ed è cresciuto calcisticamente a Crema anche Attilio Lombardo. Degni di nota sicuramente “Bisonte” Hubner (capocannoniere in A nel 2001 col Piacenza) e Alessio Tacchinardi, metronomo della Juventus di Marcello Lippi. Ha vestito la maglia del Pergocrema, in tempi più recenti, il fantasista dell’Atalanta Giacomo Bonaventura
L’ALLENATORE Portiere di buon livello, con un passato anche all’Udinese di Causio e Zico, Fabio Brinidecide di iniziare la carriera d’allenatore a 41 anni sulla panchina dell’Ancona. Dopo alcune stagioni, tra C1 e B, sulle panchina di Vicenza, Taranto e Ternana (tra le altre), nel 2007 viene ingaggiato dalla Salernitana. A stagione in corso ottiene la promozione in B e una tranquilla salvezza l’anno dopo. Nel 2009, dopo appena cinque partite di campionato, viene esonerato. Questa è l’ultima esperienza di Brini su una panchina, che dunque rimane fermo due anni, prima d’essere chiamato a guidare il Pergocrema la scorsa estate. Fautore del modulo più classico del calcio, il 4-4-2, basato sulla corsa degli esterni e sul grande movimento delle punte, non disdegna il tipico gioco “all’italiana” fatto di catenaccio e ripartenze.
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