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Milazzo, ci vuole più “rigore”

L’editoriale


Ottantasettesimo minuto di Milazzo-Vigor Lamezia: l’arbitro Juan Luca Sacchi concede ai padroni di casa un calcio di rigore per atterramento in area di N’Ze; sul dischetto si porta Quintoni che, insieme a Malafronte, è il capocannoniere della squadra rossoblu. Il laterale sinistro prende la rincorsa, guarda la porta, colpisce il pallone, ma l’estremo difensore biancoverde riesce a respingere il tiro e mandare la palla in calcio d’angolo. Sono praticamente gli ultimi istanti della gara di ieri, persa di misura per un errore dal dischetto.

Non che la colpa della sconfitta sia da addossare sulle spalle di Quintoni, per carità, anzi a lui va fatto un plauso per essersi fatto carico di una responsabilità così grande a pochi minuti dal termine. Ma va considerato che quello di ieri è il terzo rigore sbagliato dai mamertini, dopo i due falliti contro L’Aquila, nel girone d’andata, da Bucolo e Proietti, i quali si fecero ipnotizzare da Testa, estremo difensore della squadra abruzzese. Ieri il protagonista, in tal senso, è stato Forte.

Inoltre va sempre registrato il problema dei gol subìti nei minuti iniziali. Stavolta non si tratta dei primi minuti del primo tempo, bensì del secondo: nella ripresa, infatti, sono bastati soltanto tre minuti alla squadra calabrese per bucare la difesa mamertina e trovare il gol-vittoria, conquistando tre punti importantissimi per la classifica. Peggiora invece la posizione del Milazzo, ora raggiunto a quota 23 punti da Ebolitana e Neapolis Frattese e superato dal Fondi: i rossoblu sono rientrati pericolosamente in zona play out.

Se le altre pretendenti alla salvezza cominciano a correre, occorre correre più di loro, cosa che bisogna fare comunque, anche se loro dovessero passeggiare. Sulla carta ci sono squadre inferiori al Milazzo, ma bisogna fare vedere questi valori anche sul campo, per riscrivere la classifica in modo favorevole. Se ciò non sarà fatto, lo spettro di una retrocessione in serie D sarà inevitabile. Dunque, meglio pensare di dover sudare e correre più degli altri.

Le prossime gare saranno decisive per poter capire meglio le ambizioni della squadra di Catalano e Trimarchi, ma si tratta di sfide quasi proibitive: domenica il Milazzo andrà ad Aprilia per affrontare una squadra che, dopo le difficoltà iniziali, sta letteralmente sorprendendo tutti; dopo la trasferta laziale, i rossoblu ospiteranno un’altra big del campionato, il Catanzaro di Ciccio Cozza; affrontati i calabresi, sarà la volta di andare in Abruzzo, per affrontare L’Aquila sul proprio campo. Forse è un po’ presto per capire come potrà finire, ma qualche risultato a sorpresa potrebbe risollevare morale e ambizioni di tutti.



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Luca Di Noto 23/01/2012
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