



Applausi per Sottil all'assemblea AIAC 2011
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Un Messina deludente con la Nissa
Avvio sprint del Campobasso, Milazzo k.o.
Per tutti, prima o poi, arriva il momento di affrontare l’esame di maturità. Per Palermo e Siena questo cade domenica prossima con inizio alle ore 15.00. Se da un lato c’è chi potrebbe accettare di esser rimandato di una settimana, dall’altro c’è chi preferirebbe molto volentieri evitare questa situazione per non dare adito a sfoghi presidenziali che potrebbero ledere la psiche di un ambiente un po’ troppo giovane.
Ma Palermo-Siena è una sfida dai mille incroci, dai mille destini che si sarebbero potuti incrociare ma che per forze superiori hanno proseguito su binari differenti. È una storia che passa inesorabile da Varese ma è anche storia di ricordi, di emozioni e di lacrime.
C'è stata gente che a Palermo è stata soltanto di passaggio. C'è stata altra gente che ha sfruttato l'occasione di giocare in rosanero come trampolino di lancio per emigrare verso altri lidi. C'è, invece, chi sarebbe rimasto a vita all'ombra di Monte Pellegrino, chi, pur di indossare la casacca rosanero, avrebbe accettato senza problemi la panchina e persino la tribuna. Franco Brienza, fantasista in forza alla squadra senese, fa parte di quest'ultimo gruppetto di giocatori e rappresenta un pezzo della storia rosanero recente essendo stato, nella stagione 2004-05, quella del ritorno in A, l'unico titolare che aveva vestito la maglia rosanero anche in C1. Storie di qualche anno fa, storia di un ragazzo che a Palermo ha lasciato il segno, storia di una tifoseria affezionata a lui come a tanti altri giocatori protagonisti in rosanero.
C’è invece gente,nativa di Palermo, ma che per tanti motivi non ha mai potuto vestire la maglia rosa. Gaetano D’Agostino ed Emanuele Calaiò ne sanno qualcosa. In quasi tutte le finestre di mercato, sia il centrocampista sia l’attaccante, vengono accostati alla squadra di Zamparini ma, putacaso, finisce tutto con un nulla di fatto. Loro in Sicilia verrebbero di corsa ma il destino, a volte soave a volte beffardo, impedisce tutto ciò. Per l’ex centrocampista di Udinese e Fiorentina si era ipotizzato un interesse rosa anche nell’ultima sessione di mercato ma alla fine il Presidente e Sogliano decisero di puntare tutto sul duo Della Rocca-Barreto.
Ma Palermo-Siena è anche una sfida dal sapore particolare per Pablo Gonzalez. Lui a Palermo vi è arrivato a giugno, dopo una straordinaria stagione in quel di Novara, ma in seguito a scelte tecniche più o meno discutibili fu ‘spedito’ in bianconero. Lui, nell’unica apparizione in rosanero, ha fatto più che bene andando a segno nella tanto insidiosa quanto deleteria trasferta in casa del Thun. Probabilmente una chance, almeno semestrale, la meritava ma secondo Pioli no.
Ma parlando di Pioli si deve, per forza di cose, parlare di Mangia. E se parli di Mangia alla vigilia della sfida con il Siena devi parlare di Sannino e della loro esperienza a Varese. Entrambi, facendo riferimento a quel destino questa volta benevolo, si son ritrovati catapultati nella massima categoria italiana. E se per Sannino il salto di qualità era annunciato dopo un’estenuante gavetta che lo ha visto allenare realtà come quella dell’Oltrepò, del Meda e del Pergocrema questo non si può dire per Mangia che, fino allo scorso anno, allenava la Primavera del Varese. Hanno lavorato assieme per tre anni, non poco. Un triennio che ha permesso ai due di completarsi sia dal punto di vista umano ma anche e soprattutto dal punto di vista tattico. Hanno portato le rispettive realtà lombarde a risultati straordinari sfiorando il salto in Serie A e la vittoria del campionato di categoria. Il loro diktat prevede che ambedue le squadre giochino con il 4-4-2 ergo è facile aspettarsi una partita bloccata con le due squadre capaci di annullarsi reciprocamente per tutto il match. I due si conoscono a memoria ma, esperienza alla mano, si dice che l’allievo può superare il maestro…
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