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Il Catania accoglie la 'Vecchia Signora'

Oggi alle 15 il Catania di Montella sogna il colpaccio ai bianconeri


Uno dei piatti più succulenti offerti dal menu della quinta giornata del campionato di Serie A si può gustare al "Massimino" di Catania, dove i rossazzurri di Vincenzo Montella sognano lo sgambetto alla Juventus di Antonio Conte, capolista del torneo insieme a Genoa e Udinese. Il fischio d'inizio è fissato, come di consueto per il classico filone domenicale che va in scena dopo l'anticipo del mezzodì e prima del posticipo serale, alle ore 15.

Per il Catania si tratta già di per sè di una sfida dal livello di difficoltà interessante, alla luce dei propositi bellicosi di una Juventus che alla propria non indifferente forza sportiva cerca di accompagnare quella fame e quel cinismo che nelle ultime due stagioni sembrano essere mancate del tutto alle "zebre". Rafforzare una squadra sotto l'aspetto del tasso tecnico, con interventi mirati e che seguano la logica del miglioramento, già è difficile; lo è ancor di più incidere sulla psiche dei
giocatori perchè la Juve lotti sempre per vincere e non si senta mai appagata. Un compito molto arduo che dopo Ranieri nessuno ha svolto con successo in passato e che quest'estate è stato affidato ad uno dei migliori interpreti dello stile della Juve vincente: Antonio Conte.

QUI JUVE - Finora, con lui, i bianconeri sono sempre riusciti a rispettare il dettame principale, quello di imporre il proprio gioco e limitare le occasioni in cui l'avversario potesse reagire. Emblematica in tal senso la vittoria con il Parma all'esordio, in uno Juventus Stadium allestito a festa; col Siena la brillantezza della domenica prima non c'è stata ma c'è stata la capacità di comandare le operazioni e di conquistare i tre punti; mercoledì sera, contro il Bologna, la Juve ha forse abbassato la soglia della tensione nella prima parte di gara, andando in vantaggio sostanzialmente grazie ad una soluzione di Pirlo e rimanendo in 10 prima dell'intervallo per via dell'ingenua espulsione di Vucinic. Nel secondo tempo i ragazzi di Conte, colpiti su palla inattiva in apertura da Portanova (male Chiellini che si è fatto anticipare), sono comunque riusciti a non soffrire oltremodo l'inferiorità numerica cercando pure, anche se non con sufficiente incisività, il gol della vittoria. Insomma, è una Juve comunque in un ottimo stato di forma, che magari rispetto alle altre squadre che puntano ai vertici ha avuto un calendario più agevole in avvio e che proprio per questo deve cercare di smussare i propri limiti, paradossalmente derivanti non tanto dalla linea di mediana, con diversi osservatori che temevano una grande difficoltà di Pirlo (al momento il migliore in squadra) nella linea mediana a due, quanto appunto dalla difesa, ancora fragile in alcuni momenti della gara che possono risultare decisivi.

QUI CATANIA - C'è chi invece deve acquisire autostima, fare quadrato e realizzare concretamente che il campionato di serie A è cominciato da tre settimane: si tratta del Catania, evoluto in positivo a piccoli passi dal Siena al Cesena, ma che ha drasticamente cancellato i propri progressi mercoledì sera contro il Genoa. Con la fase offensiva che ha confermato le perplessità suscitare nelle due precedenti uscite, ha deluso non poco la fase difensiva, apparsa in difficoltà sin dall'inizio, anche quando i rossazzurri giocavano ampiamente alla pari con gli avversari e avevano avuto due occasioni nitide per passare avanti. Potenza e Capuano inconcludenti negli appoggi nella metà campo avversaria e quasi sempre in ritardo nel recuperare la posizione, Spolli impacciato e timoroso come non si era mai visto, perdipiù di fronte a Caracciolo che per rapidità e controllo di palla non avrebbe dovuto creargli alcun problema; il solo Bellusci è apparso all'altezza della situazione, per quanto insieme al collega Spolli abbia sbagliato il tempo del fuorigioco in entrambe le occasioni che hanno visto Palacio andare a segno. E' ancora una squadra alla ricerca dell'equilibrio tattico e lo si è visto soprattutto domenica, con una "coperta" troppo corta per cui attaccare con decisione significava doversi esporre oltremodo alle sortite avversarie. Un dato di fatto che, alla luce dell'inizio di un nuovo ciclo con un allenatore giovane e di prospettiva e una squadra rinnovata, sarebbe benaccetto, se il reparto offensivo desse frutti più consistenti: invece la tabella "gol fatti" è riempita dal misero numero 1, un rigore realizzato (e neanche battuto molto bene) da Maxi Lopez contro il Cesena, mentre i tiri in porta non raggiungono la decina. Un'abulimia che fa rivivere gli incubi delle partite da sbadigli della passata stagione con Giampaolo, ma che stavolta andrebbe attribuita non tanto a fattori strutturali ovvero a difetti delle idee di Montella, quanto piuttosto a scarsa lucidità dei singoli sia al momento dell'ultimo passaggio sia nella fase del movimento senza palla in generale. Le parole di Montella nella conferenza stampa di ieri sono state eloquenti nella direzione di non ripetere quanto accaduto a Genova e dare il massimo, sia per dimenticare tale serata, sia per inseguire un'iniezione di punti e morale che in questo momento può fare solo bene.

LE FORMAZIONI - Per quanto riguarda le formazioni, in casa Juve Conte potrebbe accantonare per la trasferta in Sicilia il 4-2-4 in favore di un più bilanciato 4-2-3-1: il tecnico pugliese vuole avere più sicurezze circa la capacità di imporre il proprio gioco e limitare le possibilità di contropiedi dei rossazzurri. Senza Vucinic, squalificato, l'unica punta sarà Matri, assistito da un terzetto composto da Krasic, Vidal ed Elia. Non può dirsi combinato meglio il Catania, che ha sì recuperato Almiron, che partirà titolare, ma dovrà rinunciare a Biagianti, uscito anzitempo contro il Genoa; alla vigilia della gara si è fatto male anche Potenza, che ha rimediato un problema muscolare, concedendo a Montella in difesa la sola possibilità di scegliere per la sinistra tra Capuano e Marchese, mentre negli altri ruoli le scelte sono obbligate, considerando anche l'indisponibilità di Legrottaglie, che in settimana ha comunque intensificato il suo programma di recupero. Sciacca dovrebbe essere lanciato dal 1' come mezzala, al pari di Lanzafame che è il più papabile per giocare nel tridente offensivo a sinistra, dove ha deluso Bergessio; affiancherà Gomez e Maxi Lopez, sicuri del posto, mentre Suazo partirà dalla panchina. Ecco le probabili formazioni: per la Juventus, Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Grosso, Pirlo, Marchisio, Krasic, Vidal, Elia, Matri; per il Catania, Andujar, Alvarez, Bellusci, Spolli, Capuano, Almiron, Sciacca, Ricchiuti, Gomez, Lanzafame, Maxi Lopez.

I PRECEDENTI - Quello che si giocherà oggi sarà il quattordicesimo incrocio tra le due squadre sotto l'Etna: nei 13 incontri precedenti tre vittorie per il Catania, quattro pareggi e sei affermazioni ospiti. Nella passata stagione, il 5 dicembre 2010, successo bianconero per 3-1, in virtù delle reti di Pepe e Quagliarella (doppietta), mentre Morimoto aveva realizzato il momentaneo pareggio; l'ultimo pareggio risale alla stagione ancora precedente, la 2009-10, un 1-1 del 2 maggio 2010 che ebbe un sapore dolcissimo per il Catania che in quella domenica ottenne la certezza della permanenza in serie A dopo una rincorsa seguita a tempi di lacrime e sangue: allora segnarono Silvestre e Marchisio; per trovare l'ultimo successo dei rossazzurri in casa propria bisogna andare indietro fino al 27 settembre di 47 anni fa: nella stagione 1964-65 la "Vecchia Signora" cadeva sotto i colpi di Danova, Calvanese e Rambaldelli, solo per gli almanacchi il gol di Da COsta. Una striscia negativa per i rossazzurri che continuerebbe se si considerano altre due sconfitte in amichevole: 1-3 davanti ad un "Cibali" stracolmo il 21 dicembre 1992, gol della bandiera di Orazio Russo; 0-3 il 5 settembre 2002, con reti di Salas, Camoranesi e Paro.

L'ARBITRO - L'arbitro sarà il signor Paolo Silvio Mazzoleni della sezione di Bergamo, 59 gare di serie A all'attivo. L'ultimo precedente con il Catania risale a due stagioni fa, al 29 agosto 2009 per la precisione, quando il Catania perse per 2-1 in trasferta contro il Parma. In totale con il fischietto lombardo il Catania ha un bilancio di 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. La prima occasione in cui Mazzoleni diresse i rossazzurri è da ricercare nella stagione 2001-02, in serie C1: al "Cibali" il Catania sconfisse il Sora per 3-0, grazie alle reti di Eddy Baggio, Massimo Cicconi e Davide Cordone.

Come in ogni occasione in cui scende una grande a Catania, per le strade, le piazze e i bar della città i propositi dichiarati di vittoria, gli scongiuri e le "iettature" si mescolano inesorabilmente nelle ore e nei giorni che precedono la partita. Il modo migliore di guardare a questa partita, al di là delle riflessioni sull'attuale gioco e sulle recenti prestazioni della squadra, è quello di aspettare che si facciano le 15 e quel momento in poi immergersi in toto nella realtà della partita. Sperando che a farlo siano simultaneamente i giocatori, l'allenatore, i tifosi allo stadio e davanti alla tv... o come ama dire il direttore Lo Monaco in simili occasioni, tutta quanta la città.



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Michele Patanè 25/09/2011
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