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Intervenuto in conferenza stampa, il nuovo acquisto del Palermo, Mauro Cetto, ha parlato del suo modo di giocare, ma ha anche dichiarato di apprezzare il calcio italiano e di aver accettato Palermo rifiutando altre squadre. Ecco i tratti salienti della conferenza di presentazione:
ITALIA «Ho voluto provare l'esperienza italiana perché questo è un Paese mi piace, e ho deciso di scegliere il Palermo, che sta migliorando sempre più. Avevo voglia di cambiare aria, dopo l'esperienza al Tolosa. Modo di giocare? Solitamente gioco nella linea dei quattro difensori, ma ho giocato anche a 3 con l'Under 20 argentina e al Nantes».
CARATTERISTICHE «Caratteristiche? Preferisco dimostrare il mio valore sul campo, piuttosto che parlarne. Mi piace il gioco duro e cerco spesso l'anticipo di testa. Sono un comunitario, i miei nonni hanno origini trentine».
APPRODO AL PALERMO «Ho avuto diverse proposte, vedi Lille, Montpellier e Monaco. Ma, come già detto, ho deciso di accettare Palermo, anche perché la società ha dimostrato più volontà».
OBIETTIVI «Obiettivi? Dobbiamo provare a onorare tutte le competizioni, anche perché il mister ha a disposizione un gruppo di validi giocatori. Ritengo, tuttavia, che la priorità vada data al campionato. L'obiettivo minimo sarà quello di fare meglio rispetto alla scorsa stagione. Ripeto, siamo un gruppo valido, ci proveremo».
MODO DI GIOCARE «Il mio modo di giocare è un mix tra calcio europeo e sudamericano. Sono di origini argentine, ma gioco in Europa da un po'. Tuttavia, ritengo di difendere come un argentino. Modelli? E' sempre complicato fare dei confronti, preferisco dimostrare il mio valore in campo».
CAMPIONATO ITALIANO «Il campionato italiano è maggiormente competitivo rispetto a quello francese, qui gli attaccanti sono più difficili da marcare. Temo, tra gli altri, Eto'o e Ibrahimovic, ma occhio anche a Gilardino».
CRESCITA DELLA SQUADRA «Il Palermo è una squadra in costante crescita e con un presidente ambizioso. Sono tutti fattori positivi. Zamparini? Ci siamo solo salutati. I contatti con il club rosanero sono iniziati un paio di settimane prima della conclusione della Ligue 1».
PASTORE «Pastore via? Bisogna cercare di tenere i più forti, tuttavia Javier è reduce da una stagione importante ed è naturale che possa andare via, considerato l'interesse di diverse squadre importanti. Spogliatoio? Conoscevo già Miccoli, Balzaretti, Pastore, Munoz e Pinilla, gli altri invece ancora non li conosco bene».
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