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Catania, la squadra non ingrana

L'editoriale


Il Catania in trasferta non funziona. Ma non sono solo i punti a latitare: preoccupano più di ogni cosa la mancanza di gioco, i continui errori difensivi e Maxi Lopez che continua ad essere lasciato troppo solo lì davanti, nonostante a gennaio la società abbia acquistato in suo soccorso Gonzalo Bergessio. L

’ex attaccante del Saint-Etienne, che tra l’altro conta tre partite condite da due gol con la nazionale albiceleste, ha mostrato in queste prime settimane in maglia rossazzurra grandi qualità ma non si è ancora completamente adattato al campionato italiano. Sorprende, quindi, la decisione di Simeone di non aver voluto cambiare le carte in tavola nel corso della sfida con la Fiorentina inserendo Morimoto, alla quinta stagione in serie A e alla ricerca definitiva della consacrazione. A centrocampo pesa l’assenza di Biagianti: Carboni, ieri in staffetta con un Ledesma ancora sottotono, ha deluso di nuovo le aspettative. L’unica nota positiva della giornata rossazzurra è stato Ezequiel Schelotto, un giocatore che forse farebbe comodo in una posizione più offensiva. Dotato di grande velocità, potenza e un fisico statuario (187 cm), il centrocampista argentino naturalizzato italiano ha coperto in lungo e in largo la fascia destra, dimostrandosi l’unica vera e propria spina nel fianco per la Fiorentina.

Ma ciò che pesa di più della situazione catanese, adesso, è la mancanza di continuità che fa sprofondare di nuovo la squadra a un passo dal baratro: è solo una, infatti, la lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione che è diventata più vicina che mai. Diventa fondamentale, a questo punto, la sfida salvezza contro la Sampdoria che, contro ogni previsione, si ritrova invischiata nel caos tanto quanto la squadra di Simeone. E con i blucerchiati, che nelle prossime ore dovrebbero cambiare guida tecnica, ci vorrà un’altra mentalità per raggiungere un risultato positivo di estrema importanza.



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Andrea Motta 07/03/2011
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