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Questa settimana, escludendo clamorosi colpi di scena, il Ragusa dovrebbe dire addio al campionato di serie D con la conseguente cancellazione dagli albi federali. Dopo qualche mese di silenzio, abbiamo deciso di rintracciare l’ex direttore generale degli azzurri Francesco Sortino, per fare un po’ il punto della situazione e chiarire alcuni aspetti di tutta la vicenda. Queste le sue parole in esclusiva a Golsicilia.it.
DEBITI: «Ancora oggi sento parlare di debiti esorbitanti, gonfiati non si capisce perché, probabile solo per fare in modo che questa società sparisca dal panorama calcistico. L’amministrazione comunale è arrivata a rendere pubblico un debito di 100.000 euro e dico a gran voce che è una cosa per nulla vera. Il debito c’è, nessuno lo nega, ma ammonta a circa 50.000/60.000 euro. Tutta questa situazione è stata creata nella gestione Enzo Vito, perché la gestione Savarese è durata una ventina di giorni effettivi e non ha accumulato nulla».
SAVARESE: «L’attuale presidente, non avendo avuto risposte dall’ambiente e dall’imprenditoria locale, d’accordo con l’amministrazione si è messo da parte, dicendo di essere disponibile a qualsiasi tipo di soluzione. Lui è stato operativo circa 20 giorni, ripeto, poi si è messo da parte ma ad oggi non è successo nulla per cambiare le cose. L’amministrazione prima aveva detto che trovava cordate di imprenditori pronte a rilevare la società ma non ci è riuscita. Lo stesso Savarese aveva trovato un imprenditore pronto a finanziare la restante parte di stagione, ma gli hanno chiuso mille porte in faccia».
IMPRENDITORE PIEMONTESE: «Visto il rapporto che lo lega a Savarese, voleva dare una mano alla società, anche solo traghettando verso l’Eccellenza per poi programmare e ripartire. È uscito fuori che questo imprenditore voleva in cambio appalti pubblici, cosa falsissima perché tutti sappiamo bene che l’appalto pubblico è regolato da appunto una gara d’appalto che lui conosce benissimo perché fa questo lavoro in Piemonte. Lui ha chiesto all’amministrazione soltanto, visto che comunque in Sicilia e a Ragusa non era mai stato, di potere svolgere la propria attività anche qui. Questa situazione avrebbe portato anche posti di lavoro a qualche ragusano, perché di certo avrebbe avuto bisogno di personale e comunque non se lo sarebbe portato da Torino. Lui non ha quantificato, anche perché la legge la conosce bene, ha chiesto ribadisco solo la possibilità di essere messo nelle condizioni di lavorare anche a Ragusa. Questo significa magari metterlo in contatto con qualche imprenditore, non quindi un “contributo” economico ma il gesto di essere accolto bene dal punto di vista imprenditoriale anche in terra iblea».
AMMINISTRAZIONE COMUNALE: «Non si è schierata contro, ma si quasi del tutto disinteressata del problema. Gli hanno semplicemente detto che gli avrebbero fatto conoscere qualche imprenditore locale e poi sarebbero stati fatti suoi. Però non funziona così, perché sarebbe bastato creare una tavola rotonda con qualcuno realmente interessato a fargli svolgere questa attività. Che poi è un’attività normalissima, non vende navicelle spaziali, ma si occupa di grafica pubblicitaria e cartellonistica stradale».
TEMPI: «Per un mese lo hanno palleggiato. Aspettava la chiamata dell’Assessore, ha anche mandato un commercialista a verificare la situazione contabili ed i conseguenti debiti della società Ragusa e certe volte neanche lo richiamavano anche se sulla carta dovevano avere fretta nel chiudere la cosa per salvare la squadra».
ALTRE CORDATE: «Con l’imprenditore piemontese, Savarese sarebbe rimasto alla presidenza perché ripeto li lega un rapporto. Per andare totalmente via invece, ha chiesto una cifra inferiore a 10.000 euro nonostante le grandi spese sostenute quest’anno che ammontano a 30.000/40.000 euro. A partire dall’iscrizione al campionato, 19.000 euro, per passare da altre spese accessorie sia durante la gestione Vito che dopo e tutto è documentabile. Si sono inventati che il passaggio si doveva fare a Ragusa e non a Napoli, ma cosa cambia? Questa cordata, quella di Gambina per intenderci, aspettava che Savarese arrivasse in Sicilia ma ripeto, chi va da chi che importanza ha?».
AMMINISTRAZIONE COMUNALE (2): «Non conosco nessuna squadra, dalla serie A all’Eccellenza, in cui l’amministrazione comunale non si fa carico di alcuni finanziamenti o almeno di trovare degli imprenditori disposti a fare da sponsor. La squadra di calcio è patrimonio della città e quindi è interesse di tutti fare in modo che le cose vadano nel verso giusto. Loro hanno detto che per un mese non hanno voluto la quota del campo per allenarsi… Poi per carità, in mezzo ai debiti c’è sicuramente anche qualche altra quota per il campo, ma qualche soldino l’ha preso anche l’amministrazione comunale perché qualche quota è stata pagata».
IMPRENDITORIA LOCALE “LONTANA”: «Non è mai fregato nulla della squadra all’imprenditoria locale. Ora che Vito si è dimostrato un flop sono tutti bravi a dire “Ci avevo visto lungo”, ma all’inizio perché non si è avvicinato nessuno? Perché quando Rimmaudo ha detto che avrebbe lasciato, si è dovuto aspettare un personaggio da Napoli per rilevare la società e nessun ragusano si è fatto avanti? Lasciamo stare che si parla di calcio, ma per avviare un’azienda gli elementi basici sono l’imprenditoria locale e l’amministrazione comunale che a Ragusa sono stati totalmente assenti. Tuttavia voglio rivolgere un ringraziamento particolare al titolare del “Blue Moon” il ristorante, che si è sempre messo a disposizione e ci ha rimesso dei soldi, anche se una parte di debito è stato coperto sempre da Nicola Savarese comunque».
Quando Savarese ha fatto il passo, rilevando la società da Enzo Vito, non ha considerato la possibilità di non farcela rimanendo da solo?
«Assolutamente no. Perché dopo avere pagato la società ad Enzo Vito, per un importo superiore ai 10.000 euro, gli sono arrivate delle garanzie da persone poco serie che poi non sono arrivate. Siamo andati a parlare per due volte con un politico siciliano di livello nazionale, importante e di spessore, che ci aveva detto che ci avrebbe dato una mano. Avremmo avuto una sponsorizzazione non importante ma di più e davvero ci saremmo rilanciati. Savarese insomma dormiva sonni tranquilli, ma tu lo hai più visto o sentito? Il nulla, quindi Savarese ha deciso di mettersi da parte. Avevamo avuto contatti con un altro imprenditore ragusano, che aveva promesso circa sette sponsor da almeno 10.000 euro l’uno. Quando ci siamo seduto per discutere, era solo e con 1.000 euro. Devo aggiungere altro?».
RIMMAUDO: «Ha lasciato una società modello, pulitissima con zero debiti, sanissima sotto tutti i punti di vista. Il sig. Rimmaudo è un gran signore e si è dimostrato anche un grande presidente. Però, voglio ri-domandarlo, perché quando ad aprile ha detto che voleva farsi da parte nessun imprenditore locale si è fatto avanti e oggi invece qualcuno c’è ma si lamenta dei debiti? Il sig. Rimmaudo voleva una piccola quota per ammortizzare le spese affrontate nel tempo, forse è per questo?».
RADIAZIONE: «Il ragusano, forse giustamente, è scettico con Savarese ma qualcuno dice ancora addirittura che è legato ad Enzo Vito, cosa falsissima. È facile parlare ed accusare, ma ad oggi nessuno ha la soluzione. L’unica che c’era ed era conreta, l’imprenditore piemontese, l’aveva fornita ancora una volta Savarese ma è stato fatto di tutto perché scappasse anche lui. Addirittura è stato detto che questo tizio è solo un dipendente della ditta di grafica, ma è scritto ovunque che è il titolare. Si sono inventati di tutto su Savarese per screditarlo, dopo le situazioni che aveva creato Enzo Vito, ma l’unica cosa che li lega è che sono entrambi campani anche se di pasta diversa e Savarese lo ha dimostrato».
AMAREZZA: «C’è tanta amarezza perché Ragusa è una città in cui si sarebbe potuto fare davvero calcio per bene. Gente educata, davvero un bel popolo. Però quelli che tengono veramente al calcio sono poco più di un centinaio, gli altri sono in perenne “attesa di vedere”. Oggi vanno tutti dietro la Passalacqua Basket, ma se domani facendo tutti gli scongiuri qualcosa dovesse girare storto, nessuno seguirebbe più neanche quello. Il ragusano medio vuole il cinema, ma non vuole farsi carico del biglietto contribuendo a rendere il cinema migliore, giusto per usare un parallelismo. Ciò non toglie che ci sono stati degli errori gestionali, guai a non ammetterlo e ne siamo consapevoli».
MIO RUOLO: «Ci tengo a sottolineare che io sono stato un dipendente della società sia con Enzo Vito che con Savarese, anche se con quest’ultimo c’è una forte amicizia. Insieme a tutti i dipendenti, io ci ho rimesso sia a livello economico che a livello di immagine. Ad inizio stagione sono stato chiamato per svolgere questo ruolo, concordando un aspetto economico, ma non ho mai preso un centesimo. La squadra che era stata creata a Ragusa in un mese di lavoro con 20 giocatori, aveva le basi per raggiungere una salvezza tranquilla. Lo dimostra il fatto che già a dicembre tutti i nostri ex tesserati hanno trovato squadra, nessuno è rimasto svincolato, quindi carciofi non erano. Con le condizioni giuste, sia economiche che ambientali, ci saremmo tolti qualche bella soddisfazione».