moto ricambi ed accessori, caschi personalizzati, vespa, givi, cif, bardahl, agv , airoh, yamaha, suzuky calzaturificio scarpe per bambini a palermo vendita ricambi ed accessori per cellulari nokia, samsung, iphone, smarthphone tipografia , incisioni laser, cassette per vino, registri scolastici, traforo laser, stampa digitale
 

Papadopulo a GS.it: «Con l'Acireale due stagioni intense e memorabili»

Intervista esclusiva all'allenatore toscano


Approdato in Sicilia nell'estate del 1992, Giuseppe Papadopulo ha guidato l'Acireale Calcio nelle due stagioni che hanno coinciso con il raggiungimento dei traguardi più prestigiosi della storia della società granata: la promozione in Serie B del 1993 e la permanenza in cadetteria ottenuta nella stagione successiva dopo lo spareggio vinto per 4-3 ai calci di rigore contro il Pisa. Arrivato ad Acireale quasi in punta di piedi, mister Papadopulo nella sua esperienza biennale nella città delle cento campane ha conquistato l'apprezzamento di tutti, contribuendo a scrivere alcune delle più esaltanti e significative pagine della storia del calcio acese. Archiviata l'avventura granata, mister Papadopulo nel corso degli anni ha avuto modo di allenare tante squadre tra Serie A e B come ad esempio Siena, Lazio, Palermo, Lecce, Bologna e Torino. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.itil tecnico toscano ha parlato delle sue annate ad Acireale. 

Mister Papadopulo, prima di tutto le chiedo come è nato il suo approdo ad Acireale nell'estate del 1992...

«Nell'estate del 1992 fui contattato dall'allora presidente Enrico Barbagallo e dall'amministratore delegato Antonio Rapisarda. Con loro stabilì di iniziare l'avventura con l'Acireale Calcio, società di Serie C-1 che ambiva a dei traguardi prestigiosi. L'impatto con la gente e con la città di Acireale fu estremamente positivo anche perchè Acireale è una località accogliente, ubicata in una parte incantevole della Sicilia; gli acesi li ricordo molto volentieri perchè con me e la mia famiglia hanno legato subito, dimostrando di essere molto ospitali nei nostri confronti».

Nella stagione 1992/1993 avete conquistato la promozione in Serie B nonostante gli addetti ai lavori non davano l'Acireale fra le squadre favorite. Quale fu il vostro segreto?

«Si, concordo. In quel campionato sulla carta c'erano delle squadre superiori alla nostra come ad esempio Palermo e Perugia. Però, noi dalla nostra avevamo la forza di un gruppo veramente coeso che ha saputo superare alla grande dei momenti difficili. Credo che il fattore del gruppo in quella stagione fu determinante ed abbia superato anche le qualità tecniche delle squadre avversarie. Al di là del ripescaggio, per quello che abbiamo fatto vedere sul campo la nostra promozione in Serie B fu meritata perchè perdemmo solo tre gare e vincemmo molte partite in trasferta come la vittoria nello scontro diretto a Perugia. Noi in quell'anno abbiamo superato tante difficoltà ed il Perugia del presidente Luciano Gaucci, il quale ci ha battuto nello spareggio, ha ricevuto la condanna per illecito sportivo come stabilito dagli organi competenti. Noi siamo stati superiori anche a quella situazione (ride nrd)».

Che ricordo ha della vostra stagione in Serie B?

«Per noi quella fu una stagione dura e difficile, ma nonostante qualche limite tecnico, riuscimmo a salvarci ancora grazie alla forza di gruppo. Numeri alla mano, il nostro girone di ritorno fu molto importante e nelle ultime dieci partite perdemmo solo a Firenze. La nostra marcia ci permise di arrivare allo spareggio di Salerno con il Pisa, match poi vinto da noi per 4-3 ai calci di rigore».

A proposito della stagione in cadetteria. Di quell'annata, oltre alla vittoria nello spareggio con il Pisa, in tanti ricordano la sua esultanza in occasione del "gol vittoria" di Logiudice contro il Bari...

«Si, noi dovevamo vincere assolutamente quella partita in modo da giocarci delle importanti chance nell'ultima gara di Ancona, sfida che pareggiammo per 1-1 e che ci portò a disputare lo spareggio con il Pisa. Mi ricordo che Logiudice segnò a tempo scaduto al 94' e quel suo gol fu una liberazione per tutti; quella sembrava una partita stregata che stava per finire 0-0, ma noi vincemmo grazie ad un gran tiro di Logiudice dal limite dell'area. A proposito del tiro di Logiudice le racconto un anneddoto: in settimana parlando con il ragazzo in modo scherzoso gli dissi che aveva bisogno di mangiare carne di cavallo per dare maggiore forza ai suoi tiri e Logiudice mi ascoltò dato che per diversi giorni mangiò delle bistecche di cavallo acquistate nella piazza del mercato di Acireale. Dopo il suo gol, Logiudice venne da me e mi ringraziò per il consiglio (ride ndr)».

Nei suoi due anni ad Acireale quale è stata la partita più bella ed al contrario quale quella più brutta?

«A livello di prestazione la partita più prestigiosa fu quella casalinga contro la Fiorentina al "Tupparello", gara che si concluse 0-0. Come partite brutte mi ricordo la sconfitta casalinga per 0-1 in Serie C-1 contro la Salernitana, una gara che avremmo meritato di vincere».

Dopo la salvezza ottenuta lei ha lasciato Acireale. Quali sono le motivazioni che hanno portato a questa separazione?

«Non sono rimasto ad Acireale perchè secondo me era finito un ciclo e bisognava trovare degli stimoli nuovi. In modo consensuale con la società decidemmo di separarci e di prendere delle strade diverse. Devo dire che la decisione è stata anche sofferta, ma comunque ho conservato degli ottimi rapporti con tutta la dirigenza di allora che in quelle annate ha fatto qualcosa di importante per la città di Acireale. Mi riferisco al presidente Barbagallo, all'amministratore delegato Rapisarda, ai dirigenti Alfano e Ragonesi, ecc».

Che ricordo conserva della piazza acese?

«Io ho un ottimo ricordo di Acireale ed in tanti ancora mi chiamano per sentirmi. Devo aggiungere che in quelle stagioni fu importante l'apporto del capitano Orazio Sorbello, il quale ebbe un ruolo di primo piano. Un paio di anni fa sono ritornato ad Acireale per una serata amarcord ed è stato bellissimo rivedere tante persone dopo tanto tempo. Al di là della professione del tecnico, gli acesi mi hanno stimato come uomo e questa per me è una cosa molto positiva».

Elio Migliaccio, uno di quei protagonisti di quella squadra, circa un anno fa è venuto a mancare. Le chiedo un suo personale ricordo...

«Si, ho saputo della scomparsa di Elio Migliaccio grazie ad una telefonata della giornalista acese Emanuela Volcan. Per me quella della scomparsa di Migliaccio è stata una notizia bruttissima perchè Elio era un bravissimo ragazzo che faceva della serietà la sua arma migliore. In campo e fuori lui era un esempio per tutti».

Un altro dei protagonisti del suo Acireale fu un certo Walter Mazzarri... 

«Si, Walter è stato allenato da me per due stagioni ed era un bravo ragazzo che teneva al gruppo. Lui ha svolto il suo compito sempre con grande diligenza ed ha contribuito al raggiungimento dei nostri obiettivi. A dire la verità non mi aspettavo che Mazzarri avrebbe fatto la carriera di allenatore che tutti sanno, ma se è riuscito a fare il suo grande percorso vuol dire che dentro di lui c'erano le giuste caratteristiche. Io ho anche avuto il piacere di incrociarlo in diverse occasioni in Serie A e, pur facendo lo stesso lavoro, mi ha dato del lei visto che ancora in un certo senso mi considerava il suo allenatore».

Sul prosieguo della sua carriera come ha inciso la sua esperienza ad Acireale?

«Quando venni ad Acireale ero un giovane allenatore emergente, ma poi ho fatto una buona carriera dato che ho allenato in piazze importanti. Sulla mia carriera l'esperienza di Acireale ha inciso perchè è stato un importante banco di prova perchè sono stati dei campionati molto tirati, dove un allenatore per fare bene deve avere le giuste qualità».

Lei come allenatore ha sempre rifiutato l'apporto dei procuratori...

«Si, è una cosa inusuale non avere un procuratore nel mondo del calcio ed infatti anche per questo motivo attualmente non sto allenando. Io credo che una persona debba andare avanti con le proprie forze e non debba essere sponsorizzata da nessuno perchè poi entrano in gioco diversi interessi. Per me lo sport deve essere tale ed i migliori devono andare avanti solo se hanno la forza di andare avanti senza avere dei procuratori o degli agenti, i quali poi possono creare un circolo vizioso. Sono una persona libera sia da uomo che da professionista. In questi anni ci sono stati dei procuratori che mi hanno contattato, ma non si è concretizzato nulla perchè voglio restare fedele all'idea che ho detto prima. Ad esempio anche se mi invitano non vado mai alle trasmissioni sportive in televisione come ospite poichè secondo me chi ci va lo fa per ottenere delle cose che magari con il lavoro non riesce a raggiungere».

In questi due anni di inattività ci sono state società ad averla cercata?

«Si, sono due anni che sono fermo e sono sempre pronto a valutare le offerte che mi arrivano. In questi anni diverse società di Serie A e B mi hanno contattato, ma chi mi ha cercato non mi ha dato le opportune garanzie. Sarei potuto andare ad allenare anche negli Emirati Arabi, ma per motivi personali non mi sono spostato dall'Italia e non ho preso in considerazione questa possibilità».

Come ultima domanda le chiedo di salutare gli acesi...

«Prima di tutto auguro di cuore all'Acireale di ritornare fra i professionisti perchè la piazza merita tante soddisfazioni. Saluto con affetto ed auguro il meglio a tutte le persone che ho avuto il piacere di conoscere nella mia esperienza acese».


Davide Sirna 11/08/2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato il derby Palermo-Trapani, come finirà al Barbera?
Vincerà il Palermo
Vincerà il Trapani
Finirà in pareggio

VOTA! Guarda i risultati del sondaggio
Golsicilia.it © 2013 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846