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Golsicilia.it ha intervistato Mario Fontanella, attaccante classe '89, ex Noto e Sarnese. Il giocatore negli ultimi giorni è stato avvicinato a numerose squadre siciliane di serie D. Con lui abbiamo parlato degli ultimi risvolti e della possibilità di tornare proprio in Sicilia.
Mario, ci eravamo sentiti a dicembre e avevi dichiarato che eri dispiaciuto di lasciare Noto ma auguravi il meglio alla squadra netina. Come sono andati questi sei mesi alla Sarnese, ti sei “pentito” di aver lasciato la squadra granata?
«Non tanto bene in realtà, diciamo così. Pentito di lasciare Noto no, perché ormai doveva andare così, però… Comunque mi dovevo avvicinare per forze di cose a casa perché mi dovevo sposare».
Si parla sempre più insistentemente di un tuo ritorno in Sicilia, c’è la possibilità di rivederti qui e chi ti ha cercato realmente?
«C’è un forte interessamento nei miei confronti dell’Orlandina, che è venuta a Napoli per venirmi a parlarmi direttamente. Poi c’è un’altra squadra, che però non vi dico qual è, che mi ha cercato con insistenza. A me farebbe molto piacere tornare in Sicilia, sono stato benissimo. È il Città di Messina? Può essere sia lei…».
C’è la voglia quindi di tornare in Sicilia?
«Assolutamente si, per dire, se mi richiama il Noto io vengo di corsa, anche se ho visto che la situazione al momento non è delle migliori. Di questo sono dispiaciuto veramente, resto sempre legato ai netini e al Noto».
C’è la possibilità entro breve tempo di chiudere con una tra Orlandina, Città di Messina o un’altra siciliana?
«Non lo so dire questo, veramente. Sono tornato ora dal viaggio di nozze, e adesso riceverò tutte le chiamate da parte delle società interessate. Dovrò risentire tutti, fare un resoconto e tirerò le somme».
Oltre alle siciliane, chi ti ha contattato?
«Tantissime squadre del girone H e del girone I. Per me è indifferente dove andare, in Campania come in Sicilia senza problemi, due posti fantastici dove mi trovo bene. Diciamo che l’importante è restare nel girone I, è il gruppo che mi piace di più, il più difficile».