



LIVE CALCIOMERCATO SICILIA - lunedì 1 luglio
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Si fa fatica a dimenticare cinque anni trascorsi in un club, soprattutto se in altrettante stagioni conquisti tre promozioni, dall’Eccellenza alla Prima Divisione, sfiorando la serie B. Ti guadagni l’affetto di un’intera tifoseria, soprattutto se vesti la fascia da capitano. Frank Domicolo, 90 presenze e un gol in maglia granata, è parte della storia del Trapani Calcio: “Cinque anni indimenticabili caratterizzati, oltre da tanta visibilità, da forti emozioni sia positive che negative. Trapani è Trapani, non c’è nient’altro da aggiungere e i fatti dimostrano quanto la famiglia Morace stia mantenendo gli obiettivi prefissati al suo arrivo in città”.
La storia d’amore con il Trapani si conclude con la delusione contro il Lanciano…
«Dopo la grande gioia della finale play off vinta contro l’Avellino che ci ha permesso di approdare in Prima Divisione, – mostra fiero la sua foto da capitano di quel match – la sconfitta contro la Virtus Lanciano rappresenta senz’altro il momento più buio della mia carriera. Questa batosta mi ha riportato sulla terra perché dopo la vittoria di Frosinone e, con i contemporanei pareggi di Spezia e Siracusa, avevamo un vantaggio di otto lunghezze e credevamo che fosse già tutto fattore: abbiamo vinto in un campo difficile ma con una formazione a larghi tratti rimaneggiata con Caccetta che faceva il terzino destro, Priola in coppia con Lo Monaco che non giocava da un anno e che lasciò il campo a Colletto che quella stagione collezionò solo quella presenza; io entrai a metà del secondo tempo al posto di Cianni che sbloccò il risultato».
Cosa è mancato a quel Trapani?
«La squadra era stata costruita per mantenere la categoria e, nella migliore delle ipotesi, arrivare a centro classifica; eravamo sorpresi noi stessi per ciò che stavamo compiendo e ci è mancato quel pizzico di esperienza psicologica che alcuni di noi, incluso me, non avevano mai provato in una serie prestigiosa come la Prima Divisione. Oltre a questo, è mancato una figura centrale come quella di Faggiano e ho avuto modo di dirglielo pochi giorni dopo la vittoria a Cremona».
Chi è stato l’elemento determinante per la promozione in B?
«Non penso ci sia qualcuno in particolare perché Boscaglia ha sempre proposto un calcio improntato sulla collettività e sul gioco a memoria. Se devo fare qualche nome, per rendimento ritengo Nordi, Basso e Mancosu tra i migliori; a questi aggiungo Lo Bue, cresciuto in maniera esponenziale, Dai’ che si è fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa e Pirrone, straordinario professionista, all’inizio della stagione non partiva titolare, ma col tempo si è ritagliato un posto importante e per me è stata una fortuna aver giocato accanto a lui».
Che Trapani ti aspetti la prossima stagione?
«Il Trapani farà benissimo. La determinazione del Comandante, del direttore Faggiano e del prolungamento del contratto di Boscaglia sono sinonimi di garanzia: i granata saranno la mina vagante del campionato di serie B. Sarebbe ipocrita pensare o dire che una neo promossa possa competere per le zone alte della classifica, ma il calcio ci ha abituato che nulla è dato per scontato».
Parliamo un po’ di te…l’anno prossimo dove ti vedremo?
«Ho iniziato l’anno ad Alcamo e sono andato via a metà stagione perché deluso per le promesse non mantenute; sono passato alla Riviera Marmi, mi trovo bene e la priorità è rimanere qui anche se non nascondo che c’è stato qualche contatto con altre società».
Cosa farai a carriera terminata?
«Non mi vedo seduto su una panchina ad allenare, ma mi piacerebbe rimanere nel giro di questo mondo e mi dividerò con la gestione di un wine bar, prossimo all’inaugurazione».
Ultima domanda. Perché i trapanesi sono innamorati di Domicolo?
«L‘affetto dei trapanesi nei miei confronti deriva dalla voglia che mettevo sul campo e l’attaccamento alla maglia. Qui mi sento a casa: tante sono state le manifestazioni d’affetto, anche a serie B conquistata».