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Che la crisi italiana abbia colpito anche il calcio non è più un mistero, in particolare in serie D girone I ci sono parecchie situazioni critiche che hanno portato a "morti e feriti" nel corso della stagione. Lampante quanto successo ad Acireale e Nissa che, tra grandi esodi, debiti e difficoltà societarie, hanno di fatto abbandonato il torneo con parecchie giornate d’anticipo, pur scendendo sempre in campo, ma con squadre imbottite di Juniores.
Diversa la situazione in casa Comprensorio Normanno alias Paternò. I rossazzurri, che non ricevono uno stipendio da oltre sette mesi, hanno voluto dare un forte segnale a tutto il calcio siciliano, ma anche alla LND e alla propria dirigenza, nell’ultima gara prima delle festività pasquali. Era il 28 marzo, in programma il match Noto-Paternò: all’ennesima promessa non mantenuta della società, i rossazzurri hanno deciso di non partecipare alla trasferta netina ed in campo è scesa la Juniores. Segnale forte, forse inaspettato ma più che motivato. Tante le critiche (eccessive) ricevute dagli uomini di Pippo Strano che probabilmente avrebbero meritato maggiore solidarietà vista la situazione che sono costretti ad affrontare dall’inizio del campionato.
Dopo quella giornata, si è scatenato il caos mediatico accompagnato dal disfattismo che ha portato il Paternò ad essere la squadra maggiormente candidata alla retrocessione dopo il play out. La determinazione del ds Finocchiaro, la competenza calcistica e la professionalità di mister Strano, ma soprattutto la grande prova di “attributi” (passateci il termine) dimostrata dai giocatori, hanno fatto sì che la “prima squadra” scendesse in campo contro l’Agropoli.
Contro una diretta concorrente per la salvezza, Mastrolilli e compagni hanno sfoderato una delle migliori prestazioni dell’intero campionato. Sangue agli occhi, grinta da vendere e sprazzi di giocate degne di ben altre categorie, hanno permesso agli etnei non solo di portare a casa i tre punti regolando con un secco 3-0 i campani, ma soprattutto di far sgranare gli occhi e spalancare la bocca ad un intero ambiente calcistico regionale che ormai li dava per spacciati.
La situazione societaria è ancora tutt’altro che risolta, ma gare come quella disputata dai rossazzurri con l’Agropoli sono uno spot per la professionalità nel calcio che al giorno d’oggi non può essere data per scontata…