Acireale, Romano a GS.it: «Palella ha preso tutti in giro. Daspo? Ecco la mia versione»

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Nella mattinata di martedì in casa Acireale sono arrivate alcune novità con le nomine di Renato Marletta e di Massimo Scrivano: il primo è già operativo con il ruolo di direttore generale della società, mentre il secondo sarà l'allenatore dell'Acireale nella prossima stagione agonistica 2013/2014. Intervistato in esclusiva dai nostri microfoni, il presidente del sodalizio granata Salvatore Palella ha parlato degli scenari futuri che attendono l'Acireale Calcio, focalizzando la propria attenzione sul suo rapporto con una tifoseria sfiduciata nei suoi confronti tanto da chiedere al massimo dirigente acese di rassegnare le proprie dimissioni. Oggi Golsicilia.it ha intercettato l'oramai ex attaccante dell'Acireale Gaetano Romano, il quale ci ha parlato della sua esperienza in Sicilia che si è conclusa di recente con quattro reti siglate in campionato. L'attaccante napoletano classe 1974 ha avuto esprimere le proprie perplessità sugli ultimi mesi di gestione societaria e non solo. 

Gaetano, qual è la tua posizione attuale nei confronti dell'Acireale Calcio?

«Io ed i miei compagni siamo tesserati fino al prossimo 30 giugno, però come sanno bene tutti, siamo dovuti andare via per diverse motivazioni. Il presidente Palella ci ha firmato delle carte che ci autorizzano ad allenarci nella nostra residenza. Abbiamo praticamente finito una stagione con tre mesi di anticipo e una cosa del genere non mi era mai successa in tanti anni di carriera. Questo fatto mi dispiace perchè a dicembre sono venuto ad Acireale per cercare di dare una mano alla squadra per ottenere la salvezza. Personalmente credo sia lo stesso per gli altri calciatori, volevo giocarmela fino alla fine. Come tutti sanno, siamo dovuti andare via a causa dell'operato di Palella». 

Intervistato recentemente dai nostri microfoni, il presidente Palella ha affermato che i tifosi ti hanno dato motivo di parlare male della sua persona. Inoltre, secondo le sue dichiarazioni sei rimasto l'unico a non restare contento della gita a Milano...

«Io credo che il presidente Palella dovrebbe per prima cosa rispettare i tifosi e non parlare male nei loro confronti perchè lui, essendo il massimo dirigente, ha la responsabilità di gestire la maglia dei tifosi poichè i sostenitori sono sempre l'anima di una qualunque squadra. I tifosi sicuramente se contestano Palella è perchè hanno visto tutte le varie vicissitudini, non certamente a causa di qualche mia dichiarazione. I tifosi hanno visto tutti i rinvii che Palella ci ha fatto e tutte le promesse fatte da lui, ma mai mantenute. É normale che lui si doveva aspettare questa reazione da parte dei tifosi acesi, anche perchè non hanno potuto più subire passivamente questa situazione. Non è vero ciò che ha affermato, perchè sono un professionista e faccio da oltre vent'anni il calciatore, facendomi sempre stimare per ciò che ho fatto in campo ed anche per le mie qualità umane. Il presidente fino a questo momento non ha mostrato nessun rispetto ne per la squadra e neppure per i tifosi, i quali è giusto che si facciano sentire. Su Milano ha detto alcune inessattezze perchè un presidente non può dire che ha portato i calciatori a fare una gita a Milano dopo la situazione difficile che abbiamo vissuto. Sottolineo che noi non siamo andati a fare nessuna gita. Il venerdì prima che andassimo a Milano ci aveva rassicurato che ci avrebbe pagato gli stipendi perchè aveva sbloccato i fondi necessari. Siamo andati a Milano con la speranza di prendere ciò che ci spettasse, ma per l'ennesima volta ci ha preso in giro perchè non c'era nulla. Dire che ci ha portato a Milano per una gita non è una cosa rispettosa verso i tifosi e verso la città. Siamo rimasti delusi perchè magari se ci avesse pagato potevamo ancora credere nel progetto».

A fine dicembre cosa ti aveva spinto ad accettare l'offerta della società granata?

«Sicuramente mi ha spinto la grande voglia di misurarmi ancora alla mia età con una piazza importante. Acireale resta una grande piazza che nel corso degli anni ho avuto modo di vivere nelle vesti di avversario in categorie come la C-1 e la C-2. Per me è stato un motivo di vanto venire in Sicilia ed indossare la casacca granata. Voglio dire che mi dispiace perchè ho potuto dare poco all'Acireale, ma per quello che ho fatto credo di avere dimostrato di essere un professionista e di essere una persona che tiene al proprio lavoro. Volevo fare il mio dovere in modo professionale e giocarmela fino all'ultimo. Il presidente non ci ha dato la giusta serenità per giocarcela fino alla fine perchè credo che, se avesse mantenuto il 10% delle sue promesse, potevamo essere in corsa fino all'ultimo. È stato un peccato, ma sono comunque onorato di aver indossato la maglia dell'Acireale e la metterò insieme a tutte le altre casacche prestigiose che in carriera ho indossato».

Come ti comporterai riguardo le mensilità arretrate?

«Sicuramente mi comporterò di conseguenza agli atteggiamenti di Palella, il quale comunque resta ancora in tempo per onorare i suoi impegni verso di noi. Se non rispetterà gli impegni sarò obbligato a fare la vertenza perchè io vivo di calcio come altri miei compagni. La speranza è che Palella non faccia fallire la società perchè sarebbe un peccato. Se lui vuole continuare a portare avanti la società per come dice, prima di ogni cosa deve essere sincero e deve dimostrare di tenere alla città di Acireale. Solo così può fare ricredere tutti, anche se mi pare difficile perchè quello che sta facendo è sotto gli occhi di tutto il sud Italia. Lui deve capire che se vuole portare avanti la società deve cambiare il modo e la mentalità di farlo. Palella non può entrare nel mondo del calcio per prendere in giro tutti, perchè il calcio resta una passione comune alla gente ed ai tifosi. Acireale non merita questa situazione».

Nelle ultime settimane si sono dimessi diversi componenti dell'organigramma societario come il team manager Carmelo Messina, il segretario Pino Fichera e il responsabile dello stadio Nello Grasso, oltre che il tecnico Salvo Pennisi...

«Le dimissioni dei tre dirigenti rappresentano solo il finale, perchè quando si fanno da parte persone come Nello Grasso, Carmelo Messina e Pino Fichera, vuol dire che c'è una situazione molto grave, perchè i citati dirigenti sono il cuore pulsante della società acese. Le loro dimissioni fanno capire che il presidente Palella abbia venduto solamente delle chiacchere a noi giocatori ed ai propri collaboratori, prendendo tutti in giro».

Qualche settimana fa hai ricevuto il Daspo per un anno in merito ai fatti del post Acireale-Noto insieme al tuo compagno Salvatore Manganaro. Qual è la tua versione dei fatti?

«Il Daspo è ingiusto perchè non ho fatto assolutamente niente e le immagini testimoniano ciò. Quel giorno hanno fatto pagare me per tutti, perchè indossavo la fascia da capitano. In venti anni di carriera non ho mai subito una sanzione del genere perchè sono sempre stato un calciatore molto educato in campo. Tantissime persone mi conoscono ed in passato sono stato premiato per la mia correttezza. Sto comunque facendo ricorso e speriamo che vada tutto per il meglio. Stesso discorso per Manganaro, anche se nel suo caso è un po' diverso. Abbiamo preso il Daspo perchè tenevamo alla partita ed alla fine abbiamo perso la testa. Ci scusiamo per quello che è successo, ma il Daspo mi sembra troppo eccessivo. Sono sicuro che verrà fatta giustizia e che la mia posizione verrà chiarita. Mi dispiace che il presidente Palella sia rimasto indifferente al mio Daspo, tenendo conto anche che il ricorso lo sto facendo a mie spese. Inoltre, lui non ha dimostrato la minima solidarietà verso di me dal punto di vista umano».

L'Acireale è vicino alla retrocessione matematica in Eccellenza. Al di là delle varie vicissitudini societarie secondo te cosa non ha funzionato?

«Sicuramente non ha funzionato il progetto, perchè quando dovevo scendere ad Acireale sapevo che la società era in difficoltà. Chi ha preceduto Palella non ha fatto un grande lavoro: c'erano dei problemi e la squadra era limitata. All'arrivo di Palella si pensava che poteva arrivare la svolta, ma così non è stato. I problemi c'erano perchè la squadra aveva dei limiti, ma con gli acquisti che si erano fatti fra dicembre e gennaio (vedi me, Provenzano e Rabbeni), ribadisco che se lui manteneva il 10% delle sue promesse, noi potevamo giocarcela fino all'ultimo. Da esperto calciatore gli ho dato dei consigli anche perchè il presidente è nuovo nell'ambiente calcistico, però lui non ci ha ascoltato e non ha apprezzato nulla. Acireale merita presidenti che possano portare avanti progetti importanti perchè la tifoseria resta di categoria superiore. I tifosi di certo meritano ben altre soddisfazioni».

Ad Acireale ti ha voluto fortemente mister Sasà Marra. L'allenatore napoletano come ha vissuto le problematiche societarie?

«Il mister non ha potuto più sostenere la situazione perchè è una persona che ci ha veramente messo l'anima per poter continuare fino alla fine, nonostante tutte le problematiche esistenti. Ha cercato di tirare fino alla fine, ma ha preferito mollare anche per una questione di rispetto verso di noi. C'erano dei problemi nello spogliatoio nel senso che tutti ci lamentavamo dei continui rinvii di Palella che non ha dato serenità al mister ed alla squadra. Il presidente è tale solo se ricopre questo ruolo con rispetto e responsabilità verso tutti. Palella ha giocato con noi e con le nostre famiglie, dato che il calcio è il nostro lavoro. Qui non c'entra il calcio, perchè si tratta di valori umani, poichè noi abbiamo delle famiglie che vivono grazie al nostro lavoro di calciatori. Tornando a Marra è stato esonerato, anche se alla fine si può considerare una separazione consensuale vista la situazione».

Nel corso della tua lunga carriera hai vissuto situazioni simili a quella di quest'anno ad Acireale?

«Ci sono situazioni brutte da tutte le parti anche in Campania dove abito. Io personalmente in venti anni di carriera ho vissuto situazioni particolari, ma a differenza di Palella tutti i presidenti che ho avuto hanno dimostrato impegno per portare avanti il progetto. Certe situazioni che ho vissuto, sono state superate grazie all'unione tra noi calciatori e la società perchè ci siamo venuti incontro. Il presidente Palella nei nostri confronti non è mai stato sincero a differenza di altri presidenti che dicono le cose come stanno. Palella ha perso la sua credibilità da parte di tutti restando da solo. Io ed i miei compagni ci siamo sentiti presi in giro da questa persona».

Adesso quale sarà il tuo futuro professionale?

«Il mio futuro sarà ancora in campo perchè ho ancora voglia di giocare anche se oramai ho quasi 40 anni. Nonostante l'età, mi mantengo in forma e mi alleno come fa un normale professionista. Spero di trovare una società che mi dia serenità, dandomi anche l'opportunità di lavorare per togliermi altre soddisfazioni».

Grazie per la disponibilità...

«Grazie a te. A presto. Chiudo quest'intervista con l'augurio che l'Acireale Calcio possa avere un futuro migliore».


Davide Sirna 04/04/2013
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