



Meteo: che tempo fa sui campi delle siciliane?
Milazzo: ecco chi è il Bassano
Ragusa, Rimmaudo a GS.it: «Vi dico la mia sui cinque addii, l’unico obiettivo è la salvezza»
Arena, Foderaro e Panatteri a GS.it: «Via da Ragusa? Tante illazioni, ecco la nostra verità»
Ha cominciato ad andare a “Scuola” di calcio a 10 anni. «Ho capito già a quell’età che nel mio futuro il gioco del calcio poteva diventare una parte importante della mia vita». Cristian Di Giovanni, adesso è un “giovanottone” di 20 anni e alto 1,90 m per 79 kg e gioca in Eccellenza nella squadra agrigentina del Kamarat ,che occupa la settima posizione nel girone A siciliano.
«I miei primi “maestri” sono stati Gianfranco Sucameli e Marco Cordaro nei Giovanissimi della Fincantieri. Poi la grande occasione con gli Allievi Regionali prima e Nazionali dopo nelle giovanili del Palermo con Salvatore Di Fresco e Rosario Compagno». Le due “Scuole” hanno lasciato un ottimo ricordo e soprattutto Di Giovanni ha appreso i fondamentali e soprattutto il modo di stare in campo.
Quali sono le sue caratteristiche e il suo ruolo?
«Sono un difensore che si adatta ai diversi ruoli del reparto arretrato. La mia altezza suggerisce agli allenatori di impiegarmi spesso da centrale, ma so giocare e mi rendo utile anche come difensore di fascia, sia a destra che a sinistra e anche da esterno di centrocampo».
Insomma, un ragazzo, che si diverte a giocare a calcio ma anche disposto a fare sacrifici per coronare il suo sogno: diventare calciatore professionista. Palermitano di nascita e smessa la maglia rosanero - delle giovanili ma sempre Palermo è - ha accettato la proposta dello Sporting Palermo, una squadra purtroppo scomparsa di recente, del campionato di Promozione. Impiegato da laterale destro si è subito messo in evidenza, dimostrando confidenza con il ruolo e le sue sgroppate sulla fascia destra sono state uno dei punti di forza dello Sporting Palermo. Nonostante l’altezza è un giocatore veloce e non facilmente superabile. Nel Kamarat giocano altri giocatori palermitani come Tarantino, Bonito, Totò Rappa e Magliocco, tutta gente di esperienza che sta dando al giovane Cristian i necessari “rudimenti” del mestiere.
Dicevamo che Di Giovanni è disposto a fare sacrifici e per un ragazzo di 20 anni abitare l’intera settimana, dal martedì alla domenica, a Cammarata e lontano dai genitori non è semplice...
«Sono sacrifici che affronto senza fare drammi, anzi se è questa la strada per arrivare al calcio professionistico va bene senza dubbio. Per il momento non penso e non mi prefisso un traguardo preciso. Mi diverto e apprendo in un ambiente sereno che ben s’adatta per la crescita dei tanti giovani che fanno parte del Kamarat».
Da difensore, ogni domenica, si scontra con attaccanti esperti che hanno giocato anche in categoria superiore e tanti giovani emergenti come lei. Chi l’ha impressionata o fatto “soffrire” di più?
«Non voglio fare classifiche e non penso che il mio giudizio possa valere più di tanto. Al primo posto metterei, e per mia fortuna è mio compagno nel Kamarat, Marco Margarini, un giocatore che ha fatto le giovanili nel Padova. Mi ha impressionato molto Dario Costa del Campofranco, sta facendo parecchi gol».
A un ragazzo di 20 anni non si può negare di sognare. Ci saluta ci ringrazia per l’interesse mostrato nei suoi confronti e con garbo e sorridendo conclude: «Per il momento mi diverto, ma so che la strada per arrivare nel calcio che conta è parecchio dura. Al momento penso al Kamarat e concludere nel migliore dei modi la stagione; poi se arriverà la telefonata giusta, non sarò certo io a dire di no».
Domenica AlbinoLeffe-Lecce e Cremonese-Trapani: chi la spunterà tra giallorossi e granata?