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ROLIN: «Voglio lavorare ed essere pronto»

La presentazione dell'uruguaiano a Torre del Grifo


Oggi pomeriggio, nella Sala congressi di Torre del Grifo, è stato presentato alla stampa Alexis Rolin, difensore centrale prelevato dal Nacional di Montevideo. Ecco gli interventi del presidente Pulvirenti, dell'amministratore delegato Gasparin, del segretario esecutivo del Nacional Guillermo Pena e dello stesso Rolin.

PULVIRENTI «Credo che con Rolin si sia chiusa la campagna acquisti. La sessione di mercato per noi è aperta solo sul fronte delle cessioni. Congratulazioni a Gasparin e allo staff tecnico, e grazie al vice-presidente del Nacional e ai procuratori. Abbiamo chiuso col botto, Rolin è un giocatore importante».

GASPARIN «Il ragazzo ha sottoscritto un contratto di cinque anni. Lo seguivamo da un paio di mesi, ma era un oggetto proibito dal punto di vista economico: il suo acquisto era un’operazione preclusa dalle richieste proporzionali al valore del giocatore, quindi stavamo considerando altre piste. Ma alcuni eventi ci hanno aiutato parecchio: la selezione olimpica uruguaiana, pur con giocatori di altissimo livello, ha disputato un torneo in tono minore».

«Lavorando sotto traccia, rimanendo umili, come deve fare una piccola società lottando contro i titani, abbiamo sempre tenuto sott’occhio il giocatore e abbiamo colto l’occasione alla fine del mercato, quando i tempi stringono. Su segnalazione del referente D’Ippolito, siamo convenuti con Cesarino Arias sulla possibilità dell’affare e siamo arrivati alla soluzione positiva».

«Il nostro unico timore si è presentato quando è stata data notizia del suo arrivo, prima sui giornali uruguaiani e poi su quelli italiani: noi abbiamo esigenze diverse dalla stampa, dobbiamo condurre gli affari in silenzio. La trattativa non era ancora conclusa».

«Le cifre uscite sui vari quotidiani sono esagerate. Io non parlo mai di numeri, per una questione di riservatezza e di rispetto della privacy, quindi per chiarire i dettagli della trattativa dò semplicemente dei riferimenti: l’operazione è stata ultimata con un importo inferiore a 3,5 milioni di euro e con un contratto di base inferiore ai 250mila euro, insieme ad alcuni bonus».

«Il contratto di base è congruo a quelli che sono i valori interni, per una questione di coerenza comportamentale all’interno di questo gruppo: bisogna avere costi fissi, regolamentati, accompagnati però da misure variabili quando il rendimento del giocatore è importante. Alexis ha già completato le visite mediche».

«E’ pronto il suo contratto, ma il giocatore deve comunque tornare in Uruguay al consolato per ottenere il visto. Solo quando c’è il visto è possibile depositare il contratto, ottenere il trasfert e ultimare il trasferimento. Sarà molto difficile averlo in tempo per la seconda giornata, impossibile per questa domenica».

«Quando lo abbiamo seguito, abbiamo cercato di cogliere non solo il giocatore, ma anche l’uomo: qui a Catania diamo importanza ad entrambi gli aspetti. Rolin ci ha dato l’impressione di essere non solo un ottimo giocatore, ma anche e soprattutto di essere una persona positiva».

PENA «Grazie, un saluto a tutti. E’ un piacere essere qui a Catania, soprattutto in questa città e per questa squadra. Ha gli stessi colori che finora ha indossato Alexis, che ha vinto due volte di fila il campionato uruguaiano; siamo sicuri che avrà un ruolo importante anche qui a Catania. E’ un grande calciatore e una grande persona, che fa parte di una buona famiglia. Auguro solamente un felice esito al Catania per questo trasferimento».

Poi rivolgendosi al giocatore: «Ti auguro il meglio, gioca come sai fare».

ROLIN «Sono molto contento di stare qui con voi. Il mio obiettivo è quello di fare una buona stagione qui. Grazie a Guillermo Arias, Vincenzo D’Ippolito e agli altri, per avermi considerato un giocatore importante; ringrazio anche l’appoggio incondizionato della mia famiglia, mio padre in particolare. Già prima di arrivare qui ho giocato e mi sono allenato: sono pronto e ho voglia di iniziare».

«Sarei presuntuoso se aspirassi ad avere sin da subito un ruolo centrale: da parte mia cercherò di lavorare per essere all’altezza. Quello che mi ha colpito di più qui è la serietà della gente. Il calcio italiano è molto tattico, tra i giocatori del mio ruolo mi ha impressionato molto Thiago Silva. Mio padre è stato il mio primo allenatore, è stato sempre molto esigente con me: il suo appoggio, come quello di tutta la sua famiglia, è stato fondamentale».

«Prima di venire qui mi sono consultato con Jorge Martinez: mi ha parlato molto bene di questa società. Thiago Silva è un grande giocatore, se dicessi di somigliare a lui sarei superbo; cercherò di far sì che in futuro si parli di me come si parla di Thiago Silva. Fa parte del mio ruolo evitare piuttosto i gol, ma è sempre un piacere farli. Sono cresciuto per cinque anni nel Danubio, a dieci anni sono passato al Nacional; ho avuto delle difficoltà come tutti i calciatori, ma sono stato sempre forte e perseverante in quello che ho fatto». 



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Michele Patanè 23/08/2012
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