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Il nuovo Paternò ce lo presenta…Vincenzo Anicito

Le rubriche di Golsicilia.it


Golsicilia.it continua con la rubrica che accompagnerà i lettori appassionati di serie D per l'intera settimana, sino alla vigilia dell'esordio in Coppa Italia per alcuni dei club del girone I. Oggi a presentarci il nuovo Paternò, sarà Vincenzo Anicito.

Vincenzo Anicito Il dott. Anicito, 36 anni, laureato in Scienze Politiche, è corrispondente de "La Gazzetta del Sud" dal 1996, de "La Sicilia" dal 1999, corrispondente del "Corriere dello Sport" quando il Paternó era in serie C, ha fondato nel 1999 "La Gazzetta Rossazzurra", quindicinale di cui è direttore dal grande seguito e dall'ampia diffusione, con un'occhio di riguardo al Paternó calcio.

Vincenzo sta nascendo il nuovo Paternò, come tecnico il “veterano” Pippo Strano. Sei convinto della scelta che ha fatto la società?

«Il Paternò è tornato! E chi meglio di Pippo Strano può gestire al meglio questo ritorno? Il tecnico catanese è di casa a Paternò, qui ha giocato per 7 stagioni di fila a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, quindi ha iniziato i primi passi da allenatore nel 1993 in Eccellenza e vi è ritornato , per alcune giornate nella sfortunata stagione di serie D nel 2008. Insomma, al di là delle indubbie capacità tecniche e tattiche, Strano ha il vantaggio di conoscere la piazza molto bene, per cui non solo sono convinto, ma anche contento di Pippo Strano come allenatore del Paternò».

Parlando sempre del tecnico, che schema adotterà e in che modo credi giocherà la formazione rossazzurra?

«Strano è camaleontico, non ha un modulo fisso, perché il tutto dipende anche dai giocatori a disposizione. In questo momento potrebbe giocare con un 4-3-3, che in certi casi diventerebbe un 4-5-1. Il discorso cambierebbe se arrivasse il bomber e quindi passerebbe al classico 4-4-2».

Si potrebbe già ipotizzare un 11 titolare?

«Sì certo: Latino tra i pali, difesa composta da Pasqualicchio a destra, Caldarella a sinistra, Cocuzza e Orefice centrali, centrocampo con La Marca, Zumbo e Savanarola(Di Mauro al momento è infortunato), attacco con Torcivia, Dumitrescu e Mandarano»

Domenica 26 agosto si parte con la Coppa Italia, stai seguendo il ritiro, i ragazzi di Strano hanno già giocato le prime amichevoli, come vedi dal punto di vista atletico la squadra?

«La squadra al momento sta lavorando molto sodo, i ragazzi sono imballati ed è anche giusto così, per cui per la Coppa Italia non c’è da aspettarsi prestazioni brillanti. Comunque sia, le impressioni fin qui avute sono confortanti, anche se il calcio che conta è quello che inizia a settembre».

Il mercato è invece ancora aperto, il ds Finocchiaro ha già ben lavorato, credi che serva ancora qualcosa alla rosa attuale?

«Al momento la squadra ha bisogno di un portiere junior, diciamo un classe ’94, mentre sia Finocchiaro, che la presidente Amato hanno promesso la ciliegina sulla torta in attacco. Si parla di Majella, ma il costo sembra un po’ troppo elevato, per cui diciamo che i tifosi sono in attesa di questo grande colpo».

C’è un giocatore su tutti che secondo te potrà dare quel qualcosa in più agli etnei?

«Il bello di questa squadra è che non c’è un leader, ma un gruppo ben affiatato, con dei senatori autorevoli e dei giovani volenterosi. Dal punto di vista tecnico, Mastrolilli,La Marca e Zumbo danno qualità e quantità, mentre dietro Cocuzza, Scalia, Cristaldi e Orefice sono ermetici. Da valutare la cosiddetta “ciliegina”, perché dovrebbe essere colui che finalizzerà il gioco».

Invece tra gli under, chi potrà rivelarsi per te una piacevole sorpresa?

«Caldarella e Pasqualicchio senza ombra di dubbio, anche se sono convinto che un under dall’avvenire assicurato è il portiere classe ’96 Gulisano».

L’obiettivo dichiarato è quello di una salvezza tranquilla, è in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato la formazione del Comprensorio Normanno?

«Credo che la rosa sia attrezzata per disputare un campionato tranquillo, di transizione, per poi preparare nei prossimi anni l’assalto alla Lega Pro».

Secondo il tuo parere chi sarà la squadra da battere nel girone I della prossima stagione?

«Acr Messina in primis, ma Cosenza, Ragusa, Comprensorio Montalto Uffugo, Cavese e Savoia verranno subito dopo».

Qual è l’entusiasmo intorno alla squadra? I tifosi sono soddisfatti o si aspettavano qualcosa in più dalla dirigenza?

«Il Paternò, il suo campionato l’ha già vinto prima di iniziare, poiché fino a qualche mese fa, non si sapeva cosa fare e quale campionato disputare. Poi è arrivata l’opportunità di rilevare il titolo dell’Adrano e per tutti i tifosi si sono aperte le porte del Paradiso. L’ambiente è ricco di entusiasmo, c’è molta voglia di far bene, per cui i tifosi sono esigenti, ma tranquilli e molto soddisfatti della squadra appena allestita».

Tra le “outsider” chi può rilevarsi una piacevole sorpresa per il calcio siciliano dilettantistico?

«Spero proprio il Paternò».

Un saluto ed un immenso grazie a Vincenzo Anicito, con l’augurio di buon lavoro per la prossima stagione.

«Grazie a voi, grazie soprattutto ai lettori ed a tutti quello che credono in questa terra. La Sicilia è un luogo eccezionale, una miniera inesauribile di risorse, che merita di ritrovare il benessere e l’entusiasmo che oggi gli manca. Lo sport, può diventare l’ottimo viatico per riuscirvi…..dimenticavo FORZA PATERNÒ!».

 

 

 



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Marcello Provito 18/08/2012
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