




Golsicilia.it continua con la rubrica che accompagnerà i lettori appassionati di serie D per l'intera settimana, sino alla vigilia dell'esordio in Coppa Italia per alcuni dei club del girone I. Oggi a presentarci il nuovo Palazzolo, sarà Marco Petrolito.
Marco Petrolito, collaboratore per la provincia di Siracusa del “Giornale di Sicilia”, inviato di "Diretta stadio" su Telecolor e di varie agenzie di stampa del sud-Italia, segue da ben dieci anni il calcio dilettantistico, dedicando particolare attenzione al Palazzolo.
Marco sta nascendo il nuovo Palazzolo targato Cacciola. Il presidente Cutrufo ha deciso di puntare sull’ex Nissa Gaspare Cacciola. Sei convinto della scelta fatto dai gialloverdi?
«Una scelta fatta con il cuore, e, soprattutto, con la consapevolezza e la volontà di chiudere con il passato per dar vita ad un nuovo ciclo in cui i giovani hanno un ruolo di primo piano e saranno affiancati da alcuni elementi di grande esperienza non può che essere condivisa in pieno. Cacciola, tra l’altro, conosce bene Palazzolo e i palazzolesi (che lo amano particolarmente e che da tempo speravano di vederlo sedere sulla panchina gialloverde) essendo stato uno degli artefici della prima storica promozione in serie D. Anche per questo, dopo una bella carriera da giocatore, l’ex centrocampista può soltanto crescere e migliorarsi anche come allenatore. A Palazzolo, poi, da sempre si lavora senza eccessive pressioni e gli ingredienti per fare bene ci sono tutti».
Parlando sempre del tecnico, che schema adotterà e in che modo credi giocherà la formazione aretusea?
«Nonostante nella prima amichevole, quella persa con il Catania a pochi giorni dall’inizio della preparazione estiva, abbia utilizzato il 4-4-2, Gaspare Cacciola (lo ha pure dichiarato) ama particolarmente giocare con le tre punte. Ed è il 4-3-3, molto probabilmente, il modulo che adotterà,come si è visto anche domenica sera,a Modica, in occasione del triangolare “Sisolar cup 2012” che ha visto il Palazzolo vincere battendo l’Acireale e pareggiando con il Modica. Lo lasciano intendere anche gli acquisti messi a segno dalla società. E’ normale, poi, che l’allenatore dovrà essere bravo a leggere le partite, e, in base alle avversarie, ad adottare le dovute contromisure anche dal punto di vista del modulo. Però, come ha detto il tecnico nei giorni scorsi, il Palazzolo dovrà fare gioco e non è stato costruito per adattarsi alle avversarie. Se il suo credo e le sue idee, dunque, saranno portati avanti, a Palazzolo, così come del resto è accaduto negli ultimi anni con Anastasi, si vedrà un calcio davvero bello e spumeggiante. Almeno questa è la speranza dei tifosi».
Si potrebbe già ipotizzare un 11 titolare?
«I cosiddetti punti fermi ci sono già, ma definire una formazione titolare, in questa fase, non è impresa semplice. Se tra i pali, all’occorrenza, potrebbe essere utilizzato Scordino, il posto da titolare, almeno per ora, sembra essere di Romano. In difesa, invece, lo spazio per i giovani resta soprattutto sulle corsie esterne con Occhipinti e Fascetto certi di un posto da titolari in virtù della grande esperienza mostrata sin dalle prime uscite. Nel reparto nevralgico, poi, insieme ad Antonio Profeta e a Gigi Calabrese c’è Compagno, mentre davanti, oltre a Seby Aperi (che può essere impiegato in vari fronti, anche a centrocampo, e sta dimostrando di avere anche il “vizietto” del gol), si potrà contare su Arigò e Impallari. Senza dimenticare un altro “jolly” come il nigeriano Ike su cui potrebbe ruotare l’intero attacco».
Domenica 26 si parte con la Coppa Italia, stai seguendo il ritiro, i ragazzi di Cacciola hanno già giocato le prime amichevoli, come vedi dal punto di vista atletico la squadra?
«La squadra sembra aver iniziato con il giusto piglio anche se, a dire il vero, si vede che c’è ancora molto da lavorare per perfezionare alcuni meccanismi. La formazione iblea, che è stata totalmente rinnovata sia negli uomini che per quanto riguarda il modo di stare in campo, esordirà al primo turno della competizione, il 26 agosto. L’impegno, però, è subito di un certo rilievo in quanto gli accoppiamenti effettuati nei giorni scorsi dalla Lega nazionale dilettanti hanno previsto, come accadde lo scorso anno, quando a passare fu proprio il Palazzolo, il derby - lontano dalle mura amiche dello “Scrofani Salustro” - con i cugini del Noto. Il tempo per smaltire le tossine accumulate nella prima fase della preparazione e per farsi trovare pronti, però, i ragazzi di Cacciola lo hanno abbondantemente. E anche per questo la squadra sta lavorando molto col pallone, al fine di trovare subito il ritmo-partita ed entrare sempre più in condizione».
Il mercato è invece ancora aperto, il ds Brevi ha già ben lavorato, credi che serva ancora qualcosa alla rosa attuale?
«Se da un lato la rosa appare ben assortita in tutti i reparti, con quattro o cinque giocatori che, sia in difesa che in attacco, possono essere ben adattati ed alternati, è normale che bisognerà attendere ancora un po’ per capire se le previsioni del ds Enzo Berti saranno del tutto esatte oppure no. In ogni caso, qualora dovesse servire e su indicazione del tecnico, i dirigenti iblei hanno già lasciato intendere di essere pronti a intervenire sul mercato. Se vogliamo trovare qualche carenza non può che essere individuata in avanti, anche in virtù degli acciacchi degli ultimi giorni di Arigò ed Impallari, che, comunque sono sulla via della definitiva guarigione. Una prima punta di ruolo potrebbe ugualmente servire ai gialloverdi».
C’è un giocatore su tutti che secondo te potrà dare quel qualcosa in più ai gialloverdi?
«Qualora gli attaccanti Arigò e Impallari dimostreranno di essere all’altezza della situazione, e, come si spera in casa Palazzolo, riusciranno a essere prolifici in termini realizzativi, a beneficiarne non potrà che essere l’intera squadra»»
Invece tra gli under, chi potrà rivelarsi per te una piacevole sorpresa?
«La campagna acquisti, soprattutto per quanto riguarda gli under, non è ancora completata. Quindi, prima di dare un giudizio definitivo, bisogna ancora attendere. Buone prospettive, comunque, per i giovani palazzolesi “doc” Peluso, Bordonaro e Gennarini: sono loro gli ultimi frutti prodotti dal ricco vivaio palazzolese».
L’obiettivo dichiarato è quello di un campionato tranquillo con il “sogno” promozione, è in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato la formazione del presidente Cutrufo?
«Ripetere la stagione e i risultati dell’anno scorso, con la squadra che giunse sino alla semifinale dei play-off persa, poi, con il Cosenza, di certo non sarà facile. La concorrenza poi è più che mai agguerrita e le squadre che vogliono e possono dire la loro in chiave promozione sono almeno quattro o cinque. La salvezza, però, è un obiettivo ampiamente alla portata di questo Palazzolo, che, a parer mio, può anche ambire a qualcosa in più. Certamente non alla promozione diretta».
Secondo il tuo parere chi sarà la squadra da battere nel girone I della prossima stagione?
«Senza dubbio davanti a tutti c’è Messina del patron Pietro Lo Monaco. Ma la serie D, come spesso è accaduto, non è un campionato in cui i grandi i nomi emergono così facilmente. Quindi le sorprese sono sempre lì, dietro l’angolo».
Qual è l’entusiasmo intorno alla squadra? I tifosi sono soddisfatti o si aspettavano qualcosa in più dalla dirigenza?
«I palazzolesi non possono che essere grati a una società seria che, in tempi di crisi, ha programmato il futuro con oculatezza e riportato in terra iblea la serie D dopo la retrocessione di tre anni fa. Tuttavia, pur non essendoci una vera e propria tifoseria organizzata né un entusiasmo smisurato attorno alla squadra, gli sportivi locali hanno vissuto, soprattutto nell’ultimo anno, una fase di alti e bassi nel loro rapporto con la società del manager siracusano Gaetano Cutrufo. Quest’anno, però, la proprietà si attende una risposta del pubblico decisamente diversa rispetto a quanto accaduto nel passato, soprattutto in riferimento alle presenze domenicali allo stadio».
Tra le “outsider” chi può rilevarsi una piacevole sorpresa per il calcio siciliano dilettantistico?
«Con ben dieci squadre siciliane nel girone I del massimo campionato dilettantistico non è facile individuare una probabile “outsider”: le formazioni etnee, comunque, dopo qualche stagione vissuta nell’anonimato, potrebbero finalmente tornare a dire la loro».
Un saluto ed un immenso grazie a Marco Petrolito, con l’augurio di buon lavoro per la prossima stagione.
«Un saluto a voi con l’augurio di vedere le formazioni siciliane protagoniste di un’entusiasmante stagione calcistica».
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