




Per noi, è stato fra quelli che hanno avuto il voto più alto nella stagione del Siracusa, sicuramente un posto sul podio, la sua duttilità tecnica e razionale ha permesso ad Andrea Sottil di sviluppare il progetto in campo del Siracusa; poi come accade ed è certificato nei rischi di lavoro, l’infortunio grave,che incide sulla stagione e decide i programmi di un atleta. Certo, da marzo in poi il patto di non belligeranza fra tesserati e società ha portato, da un lato, i tesserati a vincere sul campo il torneo, dall’altro, la società Siracusa calcio a perderlo e scomparire per mancata iscrizione.
Danno e beffa per Carmine Giordano, che in due anni si ritrova senza contratto e con le valigie da calciatore, a suo discapito, pronte per l’ennesimo trasloco senza nome, poiché il suo infortunio è di quelli a medio-lunga riabilitazione; partiamo dalla sua condizione di salute: «Il mio recupero è continuo, anzi la riabilitazione è continua, i tempi sono stati rispettati e migliora lo stato di salute con tempi quasi anticipati, è inutile piangerci su, fa parte del mestiere».
Naturalmente, in virtù della mancata iscrizione del Siracusa calcio, gli chiediamo se il tesserato è tutelato o meno: «Almeno quello sì, è infortunio sul lavoro, quindi abbiamo la copertura assicurativa. Per il resto, c’è da aspettare, anzi io sono al secondo fallimento consecutivo, ma dalla vecchia società non ho ancora ricevuto nulla». Sarà così anche col Siracusa? «Non so dirti nulla al riguardo, ma non mi aspettavo che il Siracusa non si iscrivesse al campionato».
Noi gli apostrofiamo che sembra segnato da un destino avverso, per certi versi “sfigato”, nella carriera. Ribatte con decisione «Assolutamente no, è la crisi a incidere; il sistema calcio, come altre categorie, sta subendo la stangata, però non immaginavo che Salvoldi non riuscisse nel suo intento».Lo sgomento generale è evidente in città, chissà se si riesce a recuperare il calcio, partendo magari da categorie inferiori, il popolo azzurro vive di calcio, lo respira.
La squadra del Siracusa, come conferma il mercato, era di valore e tutti i tuoi compagni hanno faticato poco per trovare una nuova casacca di lavoro…
«Sì, il Siracusa era molto forte, scatta maggiormente il sentimento di rabbia».
E adesso la carriera di Carmine Giordano?
«E’ fondamentale il recupero fisico, fino a fine mese rimango a Siracusa, la prossima settimana c’è la visita che dovrà sancire il passaggio alla riabilitazione e al potenziamento, poi pensiamo al resto, prima dell’infortunio qualche contatto col Latina c’era stato, è naturale che oggi nessuno mi cerchi. Difficile distaccarsi da questa città? Si, mi auguro che possano ripartire con la serie D, poiché che campionati saranno quelli della Lega Pro? Senza retrocessioni, è meglio e più reale la serie D quest’anno.
Rimarresti in serie D con il Siracusa? «Prima di tutto il mio recupero, poi il resto», classica risposta da “bravo ragazzo”.
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