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Si è arrivati alla 3^ edizione del Torneo “Valle degli Iblei” che si giocherà dal 26 al 30 giugno negli stadi di Palazzolo e Noto.
È quindi una conferma che vi è collaborazione tra le società, pur essendo rivali di territorio calcistico. Il Torneo ha il valore più importante, quello del “calcio di prospettiva”, ed anche turistico e dei servizi, se si pensa che arrivano squadre da tutta Italia ed anche dall’estero.
Palazzolo e Noto sono due comunità che nella loro storia architettonica sono già tra le possibili mete turistiche. Il Barocco è il vero diamante da esporre, allo stesso tempo opposte come latitudini, le montagne iblee, con la vicinissima “Necropoli di Pantalica”. A Noto il Barocco e, ci ripetiamo volutamente, il mare sempre più blu, fra i litorali più belli d’Italia.
Dopo la geografia ci soffermiamo con Paolo Bonaiuto, spalla destra del presidente del Palazzolo Cutrufo e grande volano di questa manifestazione. Un manager che vede nei giovani (talenti), anche volano di economia gestionale per le società di calcio, in questo calcio, fatto solo di costi.
È orgoglioso di questo progetto, giunto alla 3^ edizione, si percepisce l’impegno e il motivo. Questi alcuni concetti: «Nelle due edizioni passate, abbiamo portato oltre 1.000 persone, tra tesserati, genitori ed addetti ai lavori. Vedere questa quantità di gente, e di ragazzi soprattutto, è ciò che ti fa innamorare del calcio. Serve a capire che senza i settori giovanili, senza i bambini che poi diventano ragazzi, il calcio non può vivere, siamo già ad una sopravvivenza estrema».
Altro motivo? «È la grande collaborazione e lo scambio di esperienza che avviene fra le società e fra i ragazzi. Diventa un villaggio calcistico, un parco giochi che un pallone muove». Naturalmente anche in prospettiva muove soldini ed interessi, magari illudendo molti di questi ragazzi.
Afferma un concetto societario: «Noi come attività calcistica curiamo il settore giovanile, sappiamo che da loro si ottengono le risorse, per mantenerci in vita. Cerchiamo di non illudere e disilludere, facciamo delle scelte ed in questa stagione i nostri ragazzi ci hanno dato grandi soddisfazioni».
Quindi da queste manifestazioni si traggono benefici?«Certamente, dal punto di vista organizzativo, è molto complesso, si muovono i bambini ed i ragazzi, hanno esigenze diverse e noi responsabilità notevoli».
Lo proiettiamo al torneo, gli chiediamo quali categorie, quante squadre e se vi sarà qualche squadra straniera. Aumenta la sua enfasi: «Pensi che sfileranno nel centro storico di Palazzolo. È la parata del calcio giovanile, tantissime squadre».
Inizia a fare un elenco lunghissimo, chiede anticipatamente scusa se non le nomina tutte, anche perché manca un mese e le adesioni non sono complete. Nomina dalla provincia di Siracusa l’Hellenika, i Pantanelli, il Noto, Real Siracusa, il Flora, altre da Floridia. Poi il Trapani, la squadra di Davide Baiocco e Peppe Mascara. Poi dall’altro lato dello stivale, l’Hinterreggio, il Cittanova, la Reggina e la squadra russa dello Zenit. Le categorie sono Allievi del 1995-1996, Giovanissimi 1997-1998, Esordienti 1999-2000 e pulcini 2001-2002 e 2003.
Passiamo alla nuova stagione del Palazzolo, con la ricerca dello staff tecnico, poiché il tecnico Anastasi ed il ds Cassarà si sono accasati a Ragusa. «Entro questa settimana il presidente Cutrufo ufficializzerà il tutto, dallo staff tecnico alle nuove amicizie che faranno parte della società del Palazzolo 2012-2013».
Fa un passo indietro, alla stagione già archiviata. «Sai dov’è il rammarico maggiore? Di non averci creduto, poiché avevamo realmente la possibilità di vincere questo campionato».
Gli chiedo dei mesi di novembre e dicembre, con il tilt interno che ha portato ad allontanare alcuni giocatori ed all’esonero del tecnico Anastasi poi richiamato dopo la breve parentesi di Angelo Galfano: «Sì, non siamo stai bravi e lucidi caratterialmente nel gestire quella fase. Abbiamo perso qualcosa di fondamentale per il massimo obiettivo e facendo una riflessione critica forse è stato un bene non aver vinto il campionato, come dirigenza non eravamo pronti».
Come mai non vi è stata la conferma del tecnico e del ds? «Ciclo finito. Due anni speciali, ma in alcuni momenti della stagione ci è mancata la presenza ed il carisma dei loro ruoli, gli auguriamo di ripetere i successi avuti con noi».
Quindi ci proiettiamo al futuro “molto presente”, gli facciamo alcuni nomi di allenatori.Marco Pizzo, Gian Carlo Betta, Angelo Galfano, Lorenzo Alacqua e Gaspare Cacciola,tutti con il comune denominatore di “ex”. Così Bonaiuto: «Sì, fra questi vi sarà l’allenatore del Palazzolo. Puntiamo ad una guida tecnica che sappia anche relazionarsi con la tifoseria e la comunità. Se devo muovere una critica su Anastasi e Cassarà è proprio sulle pubbliche relazioni con la comunità».
Che tipo di squadra si sta allestendo? «Le conferme dei migliori, anche fra Juniores. Ferla e Bonarrigo, gli altri innesti devono essere del territorio locale, così teniamo ben saldo l’aspetto dei bilanci economici».
Appuntamento a metà settimana per l’esclusiva sul nome del tecnico. Noi lo buttiamo giù subito Lorenzo Alacqua…
di Gian Paolo Montineri
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