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Lanciano, D’Aversa a GS.it: «Siracusa ha 'speculato' sulla mia ammonizione…»

Le esclusiva di Golsicilia.it – capitano Virtus Lanciano


Roberto D’Aversa, giocatore d’esperienza e capitano della Virtus Lanciano, ci ha concesso un’intervista in esclusiva. Il play maker, che in passato ha vestito le maglie di Sampdoria e Pescara, ma soprattutto di Messina e Siena in serie A, è il faro del centrocampo degli abruzzesi.

Roberto, domenica scorsa vi siete aggiudicati l’andata della semifinale play off battendo 1-0 il Siracusa. Quali sono state le vostre armi in più?

«La maggiore intensità, soprattutto nel primo tempo. Abbiamo "aggredito" la partita esattamente come l'avevamo preparata. E anche sotto il profilo della qualità del gioco siamo stati sempre presenti; non ci siamo mai accontentati. Abbiamo sicuramente raccolto meno di quanto meritato».

Con le indicazioni di Gautieri, sia tu che Capece siete riusciti ad ingabbiare bene sia Davide Baiocco che Mancosu, cioè le maggiori fonti di gioco degli aretusei. Sono stati loro sottotono o bravi voi in questa mossa?

«Si è trattato di un ottimo lavoro di squadra, non solo mio e di Giorgio. Ci siamo mossi molto bene, in blocco, tenendo la squadra stretta e chiudendo le linee di passaggio. Bravi noi».

Quanto rimpianto c’è per il rigore sbagliato da Volpe che avrebbe potuto consentirvi di avere già un piede in finale?

«Indubbiamente c'è il rimpianto per non aver "monetizzato" tutto quanto prodotto. Va riconosciuto gran merito al loro portiere che in due/tre circostanze ha tenuto la squadra in piedi. Sul rigore c'è poco da dire: solo chi li tira può sbagliarli; lascia l'amaro in bocca ma può succedere; è un episodio che va dimenticato».

Sei rientrato in campo dopo quasi tre mesi di stop. Come valuti la tua prestazione?

«Positiva, come quella di tutta la squadra».

Chi ti ha impressionato maggiormente degli aretusei e chi temi per la gara del “De Simone”?

«Il Siracusa è un ottimo collettivo e lo ha dimostrato per tutto il campionato. È evidente che Baiocco rappresenta l'anima della squadra, per esperienza e personalità è il leader. Poi, ci sarà da tenere in considerazione il fattore campo con un pubblico sicuramente numeroso e caldo, pronto a spingere i nostri avversari per tutta la gara. Detto questo, non vorrei che certe dichiarazioni del dopo partita producessero condizionamenti e togliessero serenità a chi dovrà tenere salde le redini dell'incontro».

A Siracusa in molti si sono lamentati dell’arbitro Pairetto per il “ritiro” della tua seconda ammonizione. Ci racconti bene cosa è successo e cosa vi ha spiegato il direttore di gara?

«È molto chiaro quello che è successo. L'arbitro ha ammesso chiaramente e onestamente di aver sbagliato e di essersi prontamente corretto. Non c'è altro da aggiungere, se non apprezzare la capacità di riconoscere un errore e correggerlo immediatamente. Sarebbe stata un'autentica follia ammonirmi, visto che ero completamente estraneo all'azione che aveva determinato il fallo e l'unica ragione della mia presenza sul posto era il tentativo (ostacolato) di riprendere in fretta il gioco. Piuttosto, mi stupisce moltissimo che uomini di grande esperienza, da una vita nel calcio, abbiano voluto speculare su questo episodio facendolo diventare "il fatto" principale della gara; messa così, sembra quasi un tentativo di sviare un'analisi della partita che avrebbe, secondo me, dovuto focalizzarsi sulla prestazione delle due squadre e su altri episodi di gioco determinanti. Se, invece, è questo il piano di confronto che si preferisce è facile, per noi, chiamare in causa gli episodi decisivi della gara di regular season a Siracusa; tanto per essere netti e diretti: un rigore a nostro favore non fischiato e un gol regolare (di Vastola) annullato. Ma non mi sembra il modo migliore di avvicinarsi a una gara così importante».

Che partita sarà Siracusa-Virtus Lanciano?

«Tosta. Una vera finale. Occorreranno concentrazione, determinazione e coraggio; più ancora delle gambe».



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Dario Li Vigni 23/05/2012
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