



SANNINO E PERINETTI: «QUI PER GRANDE PROGETTO»
Zamparini: «Voglio un Palermo sempre più competitivo»
Lanciano, Chiricò a GS.it: «Screzio con Sabatino? Cose da campo»
Serie A: ecco tutte le panchine della prossima stagione
È arrivata dopo il pareggio del Noto contro il Serre, la comunicazione da parte della società granata che Mario Di Nola non sarebbe stato più il tecnico della compagine aretusea. Golsicilia, per fare chiarezza sulla vicenda, ha contattato telefonicamente il tecnico campano, che ci ha spiegato i motivi di questa separazione. Di seguito l'intervista integrale:
Mister Di Nola partiamo subito dalla risoluzione consensuale del suo contratto. Come ha accolto la notizia del suo allontanamento e di alcuni giocatori? Qual è il reale motivo di questo addio e come mai è arrivato a 90' minuti dalla fine del campionato?
«Sicuramente non ho accolto bene la notizia, perché secondo me sono stati sbagliati tempi e modi. Questa scelta da parte della società è dovuta al fatto che al presidente non è andato giù il pareggio di domenica contro il Serre, a quel punto ci sono state delle divergenze di vedute su come è stata impostata la partita»
C’è qualche sassolino nella scarpa che vuole togliersi nei confronti del presidente?
«No, non devo togliermi alcun “sassolino”. Tornando alla partita dico solo che non dovevamo fare altro che evitare di perdere per raggiungere la salvezza matematica. Anche i nostri avversari hanno giocato così e quando i match vedono entrambe le squadre giocare per non perdere normale che ne viene fuori un pareggio. Aggiungo pure che noi comunque abbiamo avuto le nostre occasioni per vincere la partita»
Il Noto si è reso protagonista di un campionato abbastanza strano. Quali sono le ragioni di un cammino così discontinuo?
«Non sono pienamente d’accordo, il Noto ha rispecchiato l’andamento del campionato. Diverse squadre hanno avuto il nostro stesso andamento, anche se noi, ultimamente, abbiamo avuto un’ottima regolarità nei risultati, soprattutto dopo avere trovato un certo tipo di gioco che ci faceva rendere al meglio. Purtroppo però nel calcio i numeri contano parecchio, credo che a tutti piacerebbe vincere tutte le partite ma è una cosa impossibile»
Lei ha sempre detto di essere affezionato a questa squadra, ma il destino ha voluto separarvi. . .
«Sono ancora affezionato a tutta la squadra. Mi sono ritrovato un gruppo unito, fatto di persone per bene. Hanno dimostrato affiatamento nei momenti difficili, hanno sempre lottato per dare fare gioire una tifoseria che segue questa squadra in modo quasi morboso»
Eravate in linea con gli obiettivi fissati dal presidente Musso ad inizio stagione?
«Gli obiettivi fissati dalla società erano quelli di vedere la squadra in piena zona play off. Nel girone d’andata abbiamo fatto 23 punti e siamo arrivati ad una sola lunghezza dalla quinta in classifica. A fine campionato considerando che manca una partita, il Noto sfiorerà la zona play off e questo non significa che ha fatto male durante il corso della stagione ma che hai sbagliata una - due partite, cosa che ci può stare visto che una stagione è fatta da 34 partite»
Ha avuto la fortuna di allenare giocatori di spessore, alcuni meriterebbero anche di giocare in categorie superiori. Chi l’ha impressionato di più?
«Ovviamente non posso che fare i nomi di Villa e Fontanella, due giocatori straordinari che hanno fatto più di trenta gol in due. Il Primo secondo me potrebbe giocare non una ma più categorie sopra la D. Il secondo è un classe ’89; è già abbastanza talentuoso e può solo migliorare. Non mi sento però di fare solo questi due nomi, tutti hanno ampio margine di miglioramento visto che tutti sono molto giovani,basti pensare che i più “anziani” sono Serrapica (classe ’81) e Montalto (classe ’84). Anzi secondo me la società non dovrebbe fare altro che confermare questo gruppo, cercando di migliorare con qualche tassello»
Tornando indietro cambierebbe qualcosa o rifarebbe le stesse scelte?
«Non credo cambierei le scelte fatte, perché quando le ho fatte ne ero convinto. Solo se avessi commesso errori madornali, ma nulla di grave è successo»
Questa squadra poteva dare di più o non poteva andare oltre la salvezza tranquilla?
«No, ancora è troppo presto. La società è ancora indietro rispetto ad altre squadre, serve del tempo poi si potrà lottare anche per la vittoria del campionato»
Vuole lasciare un messaggio ai tifosi?
«In primis voglio ringraziarli per l’affetto che mi hanno mostrato, così come società, presidente e tutit quelli che ruotano attorno a questa squadra. In secondo luogo l’unica cosa che mi sento di dire adesso ai tifosi è di stare vicini alla squadra e al presidente Musso perché, anche se a volte può sbagliare alcune cose, è grazie a lui che il Noto Calcio vive»
Cosa vede nel suo futuro?
«Ancora è troppo presto per parlare del mio futuro, in questo momento mi dispiace solo non potere essere in panchina per il match contro l’Acireale, partita che sentivamo parecchio e che volevamo giocare ai massimi livelli»
In queste categoria molto spesso avete a che fare con parecchi giovani, mettendo da parte la Serie D, vuole commentare l’episodio che ha visto protagonista in negativo l’ex tecnico della Fiorentina Delio Rossi?
«Io credo che molto spesso questo sport ci fa “deragliare”, nel senso che le forti tensioni del momento, mischiate alle forti emozioni che uno prova, ti fanno perdere la ragione e agire a volte in modo errato. Il gesto di Rossi è sicuramente da condannare perché violento, ma per come lo conosciamo noi, pacato, educato e tranquillo, Ljajic deve avere detto qualcosa di veramente offensivo per farlo sbroccare. Dunque non voglio assolutamente dare colpa ad uno solo, credo che abbiano sbagliato entrambi al 50%»
La ringrazio per la disponibilità e in bocca al lupo!
«Grazie mille a voi, crepi il lupo!».
Akragas e Città di Messina in finale. Chi riuscirà ad andare in D?