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Che la festa abbia inizio, il Milazzo si è salvato! E’ chiaro che festeggiare per una promozione o per un obiettivo prestigioso ha ben altro sapore, ma la salvezza conquistata dalla squadra mamertina ha quasi dell’incredibile, considerando come si erano messe le cose in classifica a un certo punto della stagione. Tante le occasioni, per i rossoblu, di poter fare un cammino tranquillo, altrettante quelle sciupate, con tanti punti lasciati per strada che sarebbero stati fondamentali.
Fondamentale è stata, però, la vittoria di ieri e il Milazzo non si è fatto trovare impreparato per l’appuntamento più importante della stagione. Anzi sì, se consideriamo il vantaggio iniziale del Celano, già retrocesso e l’incapacità di raddrizzare la gara già nel primo tempo, nonostante i molteplici tentativi e le occasioni gettate alle ortiche dai rossoblu. La gara è stata particolarmente nervosa: espulso Puntoriere per un pugno a Cucinotta, subito dopo anche mister Trimarchi cacciato via dall’arbitro, per proteste.
Nella ripresa, fortunatamente, la squadra è rientrata in campo con il giusto piglio e il gol del pari è stato soltanto una questione di minuti. Incommensurabile la freddezza e la classe di Chiaria nel battere il portiere avversario, Liverani, con un tiro di giustezza che si è piazzato nell’angolino basso alla sinistra del portiere. A questo punto non restava che trovare il secondo gol, quello della tranquillità, quello che avrebbe regalato al Milazzo e ai tifosi tre punti importanti, vittoria e salvezza dipendevano da questo.
Eppure la rete tardava ad arrivare, i tifosi facevano i dovuti scongiuri, ma nessuna percussione offensiva dei mamertini, purtroppo terminava con la rete avversaria gonfiata dal pallone. Altre espulsioni hanno fatto da contorno alla gara, con Ferrigno e Malafronte cacciati dall’arbitro per aver buttato un pallone in campo con lo scopo di interrompere un’azione avversaria. Un gesto opinabile, sia chiaro, ma fatto dai due con il cuore, per non vedere sprofondare la squadra, in quel frangente, in difficoltà.
E il gesto è servito eccome: qualche minuto dopo altra espulsione, questa volta decisiva. A lasciare il campo è Rapino, reo di aver commesso fallo da ultimo uomo su Scalzone, con conseguente rigore per il Milazzo quando ormai nessuno ci sperava più e tutti si erano rassegnati a rimandare l’appuntamento con la salvezza alla gara di Aversa, in programma domenica. Sul dischetto decide di portarsi Chiaria e anche qui arrivano i dovuti scongiuri da parte di tutti.
Perché? Ovvio, il pensiero va subito a tre giorni prima, al penalty fallito contro il Fondi che costrinse i mamertini a doversi accontentare di un pareggio. Stavolta però, il bomber acquistato a gennaio e resosi decisivo in parecchie occasioni non sbaglia, con il tiro che si infila in porta e fa esplodere il “Grotta Polifemo”. Dopo di che, allo stadio, è festa grande: il Milazzo ce l’ha fatta e l’anno prossimo, novità permettendo, sarà ancora tra i professionisti.
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