



Le ultime: un po’ di Real Avola non guasta…
FAGGIANO: «Un paio di colpi in arrivo. Rinforzeremo tutti i reparti, ma qualcuno andrà via...»
LIVE CALCIOMERCATO SICILIA – mercoledì 10 luglio
Ag. Ciaramitaro: «Oggi incontro decisivo con il Trapani, i granata la sua priorità»
Da un lato una società che ti ha rispettato lanciandoti nel calcio che conta, dall’altro una dirigenza che non ha mai creduto in te mandandoti, addirittura, fuori rosa per sei mesi. Questo il destino di Maurizio Ciaramitaro, centrocampista del Modena, che in passato ha vestito sia la maglia del Chievo che quella del Palermo. Lui, palermitano di nascita, si dice preoccupato per la stagione rosanero ‘colpevolizzando’ una società incapace di portare avanti un progetto. Di seguito l’intervista completa:
Chievo e Palermo stanno attraversando momenti molto diversi: i primi sono reduci dalla vittoria ottenuta ai danni dell’Udinese in coppa Italia mentre il Palermo dalla pesante sconfitta contro il Napoli. Che partita ti aspetti?
«Per il Palermo sarà una gara molto difficile perché il Chievo è una squadra collaudata già da tempo e ogni anno fa acquisti mirati senza stravolgere l’assetto della squadra. La loro qualificazione ai quarti di coppa Italia non mi sorprende più di tanto. Sapevo che potevano giocarsela e alla fine hanno espugnato un campo difficile come quello di Udine. Per quanto riguarda i rosa mi auguro che recuperino qualche infortunato perché contro il Napoli, eccezion fatta per i primi venticinque minuti, ho visto una squadra in grandissima difficoltà»;
A Palermo sei stato, possiamo dire, per due stagioni senza mai riuscire ad affermarti. Quanto rammarico c’è per non esserti imposto nella tua città natale?
«Sinceramente non ho grossi rimpianti perché in Sicilia non sono mai stato preso in grande considerazione. C’erano della gerarchie che volevano titolari alcuni giocatori a dispetto degli altri. Io ho lavorato sempre da grande professionista e ho cercato di farmi trovare pronto non appena chiamato in causa perché a questa maglia tengo particolarmente. Alcune volte ho preso delle decisioni azzardate per tornare in rosa e, col senno di poi, me ne sono un po’ pentito. Ricordo la battaglia fatta quando ero a Parma per tornare: probabilmente se non avessi preso quella decisione avrei avuto un futuro diverso, magari ricco di maggiori fortune. Quello che mi brucia è come sono stato trattato gli ultimi sei mesi della mia permanenza a Palermo: sono stato addirittura messo fuori rosa e non credevo di meritarlo»;
Visti i tuoi trascorsi non certo entusiasmanti a Palermo volevo chiederti del tuo rapporto con Zamparini. Non so magari vuoi toglierti qualche sassolino dalla scarpa…
«Io ringrazio Zamparini perché è stato il mio datore di lavoro per tanto non mi permetto di dire qualcosa contro di lui almeno dal punto di vista lavorato. Da tifoso, invece, dico di essere parecchio deluso. Dovremmo prendere esempio dal Napoli e invece ne prendiamo da tutt’altre squadre. I partenopei con il passare degli anni si sono rinforzati mentre a Palermo non c’è un vero progetto. Ogni anno la squadra viene stravolta e la mia unica soddisfazione è quella che la società abbia trattenuto mio fratello Miccoli. Ci mancava solo che mandavano via anche lui ed eravamo apposto. A Palermo c’è la tendenza di tenere i giocatori non attaccati alla maglia e mandare via, invece, chi tiene realmente a questi colori. Mi auguro, adesso, che con il mercato di gennaio possa arrivare qualcuno in grado di risollevare le sorti di una squadra allo sbando. L’obiettivo stagionale rimane quello della salvezza e se rimarranno Hernandez, Pinilla ed Ilicic penso che questa possa essere raggiunta senza grossi patemi. In ogni caso bisogna guardare in faccia la realtà: i rosa non sono più la squadra di qualche anno fa e non meritano di stare nei piani alti della classifica»;
Un giocatore del Chievo, Luca Rigoni, sembra essere finito nelle mire del Palermo. La trattativa potrebbe sbloccarsi con il passaggio di Bacinovic a Verona. Chi credi ne possa beneficiare maggiormente tra le due squadre?
«Io conosco entrambi: Luca è un buon giocatore molto fisico con discreta tecnica, mentre Armin è un metronomo di centrocampo e se uno come Rossi punta su di lui qualche qualità deve pur averla. Non so quale sia la motivazione che possa spingere la società a puntare su Rigoni: probabilmente vogliono un centrocampo molto più fisico. In un centrocampo a tre Bacinovic sarebbe l’ideale perché è capace sia di interdire, sia di impostare. Credo, comunque, che il problema dello sloveno sia di natura psicologica. Non avverte più la fiducia che avvertiva un anno fa e le sue prestazioni ne hanno risentito»;
In caso di sconfitta, si vocifera, che la panchina di Mutti potrebbe saltare. Cosa ne pensi di questa politica portata avanti da Zamparini che ha cambiato ben cinque allenatore nell’arco di un anno?
«Tutti questi cambiamenti non posso che fare male alla squadra, sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista tattico. Zamparini aveva uno degli allenatori più forti in circolazione (Rossi, ndr) e se lo è lasciato sfuggire in maniera assurda. Così facendo non si crea mai un progetto»;
Nelle ultime ore si parla dell’imminente arrivo di Viviano in Sicilia. Questo comporterebbe l’addio di Benussi, altro giocatore che tu conosci bene. Secondo te non meriterebbe la riconferma l’ex portiere del Lecce per quanto fatto vedere fino ad oggi?
«Personalmente conosco bene anche Viviano. A Cesena sei anni fa, nonostante l’età, dimostrava già di avere i colpi da fenomeno. In ogni caso sono d’accordo con te: Benussi ha fatto bene fino ad ora e non capisco il perché di questo movimento di mercato della società. Francesco non credo si accontenterà della panchina e credo andrà via»;
Maurizio parliamo un po’ di te e della tua esperienza a Modena. Quanta rabbia c’è per aver perso in quel modo a Verona nell’ultima giornata di campionato?
«Se a Verona c’è stata una squadra che ha giocato a calcio quella è il Modena. C’è tanto rammarico perché, vista la classifica, quei tre punti ci avrebbero fatto molto comodo. Peccato per quel piccolo black out che c’è costato caro ma abbiamo pagato a caro prezzo il loro strapotere fisico. In ogni caso dobbiamo ripartire dal ‘Bentegodi’: giocando così possiamo mettere in difficoltà chiunque»;
Quanto crede questo Modena alla salvezza?
«Noi ci crediamo tanto. Abbiamo tutte le qualità per salvarci e già sabato contro la Reggina cercheremo di imporci per risalire la china. Non abbiamo paura e passare dal ‘Braglia’ sarà difficile per tutti»;
Ultima domanda tornando a Chievo-Palermo. Quanto finirà?
«Mi auguro, per ovvi motivi, che vinca il Palermo. Dico 2-1 per i rosa con doppietta di Miccoli».