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«Protagonista? Sicuri di non avere sbagliato numero?». Apre così, mister Brucculeri, che non si sente e non vuole essere considerato come un protagonista. Ci tiene a passare inosservato, ne è testimone la sua discrezione ed il peso misurato con attenzione dietro ogni sua parola, pur toccando alcuni argomenti spigolosi. Il Ribera è nuovamente primo in classifica ed è una delle maggiori esponenti del calcio Siciliano nelle serie minori, il piccolo centro vive un sogno e si coccola il suo mister, ma qualcosa è andato storto. In settimana il mister, nonostante gli ottimi risultati presenta una lettera di dimissioni che viene subito rigettata dalla dirigenza, subito tutto l'ambiente si è dimostrato vicino all'allenatore e tutto è tornato al suo posto, ma secondo alcuni c'è chi lavora nella costante creazione di speculazioni che possano danneggiare la società, ma di questo ne parla Brucculeri ai nostri microfoni.
Questa settimana, in esclusiva solo per Golsicilia.it, Totò Brucculeri, allenatore del Ribera 1954.
Mister, si torna a respirare l'aria della vetta della classifica, come vi sentite?
«Tutto merito di un gruppo formato da ragazzi umili e responsabili che nonostante l'altitudine, dimostrano di avere la testa sulle spalle».
Ricordando la debacle contro il Campofranco, quanto è stato difficile recuperare i ragazzi sull'aspetto sia tattico che mentale?
«La gara con il Campofranco è stata rocambolesca, per diverse sfaccettature. I ragazzi hanno metabolizzato subito la sconfitta. Siamo riusciti a tornare in vetta grazie alla buona prestazione dei ragazzi contro il Valderice».
Volendo parlare di un singolo, Galluzzo, un giocatore che ormai non fa più notizia. Si sente di dire qualcosa in merito?
«Galluzzo è un giocatore polivalente, si è messo a disposizione e sta facendo grandi cose. Io lavoro sulla squadra non sui singoli, se Galluzzo fa gol, è merito della squadra».
La concorrenza, oggi, vede Akragas, Kamarat e Alcamo. Sente il fiato sul collo?
«Ritengo che le uniche squadre che in partenza furono costruite per vincere il campionato erano Akragas e Alcamo, quindi posso affermare che in merito ai risultati conseguiti fin qui, le uniche sorprese sono il Ribera ed il Kamarat, al contrario di quello che dicono i miei colleghi che restringono la lista delle squadre da battere solo alle prime due. Speriamo di continuare così, con i piedi per terra».
La prossima partita vi vedrà contro la Palermitana, squadra fuori forma...
«Fuori forma? Questo lo dice lei! Io non mi fido di nessuno e queste partite sono le più rognose e complicate, va interpretata come se giocassimo con la prima della classe».
In settimana si è parlato delle sue dimissioni, ci può raccontare la verità in merito?
«Questa voce ha girato tutta la regione ed oltre. Io, in questo momento, posso dirle che il Ribera, essendo un piccolo centro, si trova fra le mani una realtà calcistica mai registrata fino ad ora. Noi stiamo iniziando a dare fastidio a qualcuno. Siamo scomodi e c'è chi ha l'interesse di destabilizzare un ambiente sereno. Le mie dimissioni non sono mirate nei confronti di qualcuno, figuriamoci nei confronti della società. Il mio è stato uno sfogo personale, sapendo che avrei perso la scommessa iniziale, ma la società non ha accettato le mie dimissioni e la squadra mi ha dimostrato il rispetto e la fedeltà che ripone su di me, per cui le ho riconsiderate ed infine ritirate. Oggi, sono più forte di prima».
Lei ha parlato di qualcuno che vuole mettervi i bastoni fra le ruote. Avete affrontato molte partite, ma altrettante fuori dal campo contro le azioni mosse contro la società, ad esempio quella dell'accusa di presunto illecito formalizzata contro di voi dall'Audace Monreale. Ci vuole dire, lei che è il diretto interessato, qual è la verità?
«Sapevo dove voleva arrivare... Ebbene, ad oggi noi abbiamo giocato dodici partite più sei di Coppa Italia, sì, abbiamo commesso diciotto illeciti sportivi. La verità è che in Italia, illecito sportivo è segnare a 29 secondi del primo tempo o vincere le partite in maniera netta come è stato con l'Audace Monreale».
Conclude così, mister Totò Brucculeri.
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