



Milazzo-Perugia 0-0: ottimo punto per i rossoblu
Leotta: «Spero in un Barletta con la pancia piena»
Quando il calcio ti trovava...'U travagghiu
Terrasini: la famiglia D'Amore torna a guidare la società
Mancano appena tre giorni al grande appuntamento, alla scala del calcio, tra Milan e Palermo. Le due squadre, seppur paradossalmente, viaggiano in posizioni nettamente differenti di classifica: i rossoneri arrancano e sono ‘invischiati’ nella parte destra della graduatoria, i rosanero, invece, sono ad un solo punto dalla vetta dopo un avvio di stagione al di là di ogni più rosea previsione visto il pessimo precampionato disputato dagli uomini dell’ex tecnico Pioli. Abbiamo analizzato i punti di forza, uno per reparto, delle due rose reincarnando in sei giocatori (più i due mister) le figure principali delle due rose.
DIFESA
Thiago Silva: è lui, senza ombra di dubbio, il pezzo forte della retroguardia rossonera. Giunto a Milano nel 2009 il brasiliano si è assicurato, in breve tempo, la maglia da titolare al fianco di Nesta. Abile nel gioco aereo, possiede una buona velocità di base, senso della posizione ed è esemplare negli interventi in anticipo. È in grado anche di far ripartire l'azione e vista la sua duttilità tattica (può giocare anche da terzino, mediano o ala) viene considerato uno dei centrali difensivi più forti al mondo: non a caso Guardiola lo vorrebbe nel suo Barcelona.
Matias Silvestre: acquistato per sette milioni di euro durante l’ultima sessione di mercato, l’ex centrale del Catania ha subito conquistato il cuore dei tifosi rosanero non facendo rimpiangere l’inattesa cessione di Bovo al Genoa. Nonostante il possente fisico, Silvestre è un centrale moderno capace di giocare sia in una difesa a tre che in una difesa a quattro. La velocità non gli manca così come non gli mancano i piedi per poter far partire le azioni dalla retroguardia non disdegnando nemmeno percussioni centrali solitarie. Nell’ultima stagione alle pendici dell’Etna ha siglato sei reti e per un difensore non è poco.
CENTROCAMPO
Clarence Seedorf: qui la scelta è tutt’altro che facile. Gente come Van Bommel, Gattuso (seppur infortunato) e Alberto Aquilani meriterebbero una citazione ma, bacheche alla mano, l’olandese spicca su tutti. Seedorf è un giocatore completo, dotato di un ottimo bagaglio tecnico e di grande forza fisica. Queste peculiarità gli permettono di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. La sua specialità, essendo dotato di un tiro potente e preciso, è la conclusione dalla distanza e si distingue anche per l'abilità nel dribbling nei confronti dei diretti avversari.
Edgar Barreto: in un momento dove Ilicic fatica a trovare la giusta identità in un centrocampo radicalmente stravolto dall’ultima sessione di mercato Barreto, in questo avvio di stagione, ha dimostrato di essere una spanna sopra gli altri. Ha trovato subito il giusto feeling con Della Rocca (altro nuovo arrivo) e con la grinta e la determinazione messe in campo sin dalla prima apparizione è entrato, di diritto, nelle grazie di mister Mangia. Lui è un centrocampista estremamente duttile visto che può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo ma, come dichiarato dallo stesso paraguaiano, preferisce giocare da centrale.
ATTACCO
Zlatan Ibrahimovic: se nel centrocampo rossonero c’era qualche dubbio su chi menzionare, in attacco questo problema non si pone. Ibrahimovic, ad oggi, è uno degli attaccanti più forti e completi che vi siano in circolazione. Dribbling e tecnica sopraffine, tiro esplosivo ed incommensurata reattività la fanno da padrone. È reduce da un avvio di stagione piuttosto deludente (un solo gol all’attivo contro la Lazio) ma va ricordato che ha avuto parecchi acciacchi fisici. Difficilmente contro i rosa sarà al 100%.
Fabrizio Miccoli: anche lui, come Ibrahimovic, è reduce da un acciacco muscolare che lo ha costretto ad abbandonare anzitempo il campo nell’ultima sfida di campionato. La sua presenza a ‘San Siro’ non dovrebbe essere a rischio ma qualora non fosse completamente recuperato difficilmente Mangia lo rischierà. In ogni caso lui è la bandiera di questo Palermo essendo arrivato alle dipendenze di Zamparini ben cinque anni fa: è un attaccante rapido, scattante ed estremamente tecnico. È dotato di un ottimo tiro, sia in corsa che da fermo, non a caso qualsiasi punizione viene affidata ai suoi piedi.
ALLENATORI
Massimiliano Allegri: ha ‘solo’ 44 anni ma nonostante questa giovane età ha già tanta gavetta alle spalle. Ha iniziato con l’Aglianese salvo poi passare da Ferrara, Grosseto e Sassuolo. Nel 2008 arriva la grande chiamata dalla Serie A: Massimo Cellino lo vuole nel suo Cagliari e lui accetta senza problemi. Dopo una prima stagione vissuta senza grossi patemi non riesce a confermarsi in quella successiva tanto da venire esonerato agli inizi di aprile. Nonostante ciò Galliani nota le sue qualità e decide di affidargli la panchina rossonera : al primo anno Allegri riesce a conquistare lo scudetto e la Supercoppa Italiana a discapito dei cugini nerazzurri. Cosa chiedere di più?
Devis Mangia: da un allenatore giovane all’altro. Se Allegri ha ‘solo’ 44 anni lui addirittura ne ha 37 ma a differenza del collega rossonero è stato letteralmente catapultato in una situazione che nessuno si sarebbe mai aspettato. Dopo il licenziamento di Pioli da parte di Zamparini, lo stesso patron rosanero aveva deciso di affidargli la panchina ma solo temporaneamente in attesa di una decisione di Rossi o Ranieri. Ed invece, questo ragazzo sconosciuto di Cernusco sul Naviglio ha sorpreso tutti riuscendo a plasmare, a sua immagine e somiglianza, una squadra che sembrava letteralmente allo sbando. I dieci punti in cinque giornate non sono un caso e se la squadra dovesse continuare su questi livelli per gran parte della stagione non è da escludere un rinnovo contrattuale. Con annesso adeguamento dello stipendio, ovviamente.
Siciliane a fatica: quale il risultato più inaspettato?