Novara, entusiasmo e sudore per difendere un sogno

La presentazione dei piemontesi di Tesser, prossimi avversari del Catania


In serie A, si sa, partite facili non ce ne sono più. Chiunque si affronti, ormai, bisogna essere pronti a tutto e dare tutto ciò che si ha dentro. Ciò è stato fatto con successo nella partita contro la Juventus, in cui forse poteva andare ancora meglio, e si dovrà continuare a fare anche in futuro. A cominciare dalla partita di dopodomani, ad un orario che ha sorriso solo una volta e contro un'avversaria che, nelle sue restanti 18 partite interne stagionali, lotterà con le unghie e con i denti grazie alla spinta del proprio spirito di provinciale e del proprio pubblico, gran parte del quale la serie A dal vivo non l'ha mai vista. Il Novara è il prossimo avversario del Catania di Vincenzo Montella, chiamato a sconfiggere il mal di trasferta nella bolgia del 'Silvio Piola' nell'anticipo domenicale delle 12.30.

IL CALVARIO E LA RISALITA 55 anni. Questo è il lungo periodo che la città di Novara ha dovuto attendere prima di rivedere la propria squadra nella massima serie. Dopo Novara-Torino 1-2 del 3 giugno 1956, ultima giornata di quel campionato in cui arrivò la retrocessione dopo sei stagioni di fila in A (in totale sono 12), gli azzurri hanno dato luogo ad un lento ma triste declino, che li ha visti sprofondare fino alla serie D nel '90, salvo poi essere ripescati grazie al fallimento della Pro Vercelli. Da quel momento una risalita molto travagliata, una fugace apparizione in C1 prima di diverse salvezze stentate in quarta serie nel contesto di un quadro societario instabile. Poi, però, la promozione in C1 nel 2002-2003 comincia a far uscire un pò di sole in mezzo a tante nuvole per una squadra che mezzo secolo prima aveva un posto fisso nel paradiso della A. Un paradiso dove gli azzurri non sarebbero tornati molto tardi: nel 2007 la famiglia De Salvo, particolarmente attiva nel settore ospedaliero, acquista la società piemontese e progetta un futuro roseo. Tre stagioni di assestamento, e poi via a quello che forse neanche la stessa proprietà avrebbe immaginato: il doppio salto dalla Prima divisione alla Serie A nel giro di due anni, dal 2009 al 2011. Alcuni protagonisti di quella cavalcata, vedi la coppia d'oro Bertani-Gonzalez, sono emigrati in altri lidi; altri, invece, si preparano a spendere tutte le proprie energie per difendere quanto conquistato con grande determinazione e con un calcio a tratti spettacolare.

TESSER, DALLE STALLE ALLE STELLE Tra questi ultimi vi è in primis l'allenatore, una guida tecnica il cui aplomb e il cui entusiasmo vanno a nozze con il Dna di questo Novara: Attilio Tesser. Un allenatore che con la squadra condivide pure la storia recente, fatta di soddisfazioni ma anche di grandi delusioni, e la voglia matta di salire sempre più in alto scongiurando la caduta. Dopo due buone stagioni alla Triestina in serie B dal 2003 al 2005, per il tecnico di Montebelluna solo amarezze, non sempre per demeriti propri: nel 2005 c'è per lui il salto in serie A con il Cagliari, ma il presidente Cellino lo esonera dopo una sconfitta alla prima giornata a Siena; comincia la stagione 2006-2007 ad Ascoli, ancora in A, ma dispone di una squadra imbottita di giocatori alle prime armi e in alcune occasioni la fortuna non lo aiuta, fino all'esonero che arriva a novembre. Insignificanti le parentesi di Mantova e Padova prima della discesa in Prima divisione col Novara: è il preludio alla riconquista della serie A, che stavolta non può sottrargli nessuno.

ARRIVI E PARTENZE: PORTA E DIFESA Anche nella massima serie sono rimasti alcuni artefici di questo grande risultato sportivo, in linea con una strategia intelligente da parte della dirigenza, volta a mantenere lo zoccolo duro e a non stravolgere la squadra, alla base dei cui risultati vi è stato certamente un grande spirito di gruppo. Pur non essendo il portiere titolare, Alberto 'Jimmy' Fontana è abituato a fare da gregario ai propri colleghi di reparto e a farsi trovare sempre pronto: da applausi la sua prestazione a San Siro negli ottavi di Coppa Italia contro il Milan di due stagioni fa. Samir Ujkani ha invece dimostrato in queste prime giornate di essere all'altezza di un posto da titolare tra i pali nella massima serie. In difesa Giuseppe Gemiti riassapora la serie A dopo averci giocato con continuità all'Udinese ed essere sceso di categoria con il Modena, mentre il palermitano Lisuzzo (attualmente infortunato ma comunque usualmente titolare) viene spalleggiato al centro da Massimo Paci, in cerca di stimoli dopo diverse stagioni a Parma. L'ex rosanero Dellafiore assicura forza fisica e affidabilità, lo svizzero Morganella (in comproprietà con il Palermo) è corsa e freschezza sulla fascia destra.

CENTROCAMPO Nel reparto mediano Marianini, come Gemiti, sembrava aver salutato definitivamente la serie A dopo la retrocessione con l'Empoli, ma è anche grazie a lui che il Novara è tornato in paradiso. Filippo Porcari è indubbiamente uno dei simboli della forza di questo Novara, ben rappresentata dal suo grande lavoro di interdizione in mezzo al campo, accompagnato da una buona castagna dalla distanza. Dopo diversi anni di serie B a buoni livelli ad Ascoli Giorgi ha una grande occasione, come ha un opportunità di rilancio Simone Pesce, che nelle due stagioni al Catania non ha avuto molto spazio. Anche Alex Pinardi sembrava destinato a "svernare", eppure eccolo di nuovo nella massima serie. Mazzarani è il futuro, ma l'elemento di maggior qualità nonchè leader del centrocampo è Marco Rigoni, 31enne scuola Juventus, una lunga gavetta tra cadetteria e terza serie prima di trascinare il Novara alla promozione con due gol pesantissimi nei playoff: il primo è uno strepitoso tiro al volo che salva gli azzurri a pochi minuti dalla fine nella semifinale contro la Reggina; il secondo è quello che dichiara chiusi i giochi nella finale di ritorno con il Padova al 'Piola', facendo scrollare la paura di dosso ai tifosi e dando il via alla festa per una promozione insperata all'inizio ma più che meritata.

ATTACCO C'è comunque un reparto che è stato rivoluzionato ed è l'attacco. Tutti e quattro gli attaccanti in prima squadra sono stati acquistati nella scorsa estate. Jeda può ormai considerarsi un giocatore navigato, forse in cerca di una dimensione ideale dopo che a Lecce non ha lasciato grandi tracce. Gli altri tre possono invece considerarsi elementi di buone qualità ma ancora in cerca di una presenza regolare sui tabellini dei mercatori nella massima serie: Meggiorini ha già eguagliato il numero di marcature realizzate in tutta la scorsa stagione a Bologna, cioè una; i soli 4 gol in due stagioni al Chievo sono troppo poco per Granoche; Takayuki Morimoto, acquistato in comproprietà dal Catania, arriva in Piemonte per fare due cose che ultimamente ha potuto fare molto di rado in Sicilia: giocare, e quindi segnare.

MODULO Il modulo prediletto da Tesser per la squadra azzurra è il 4-3-1-2, in vigore già dalla stagione in B. Un modulo che esalta e richiede la costante spinta dei due terzini e prevede l'azione di un trequartista dai piedi buoni, come Rigoni, Pinardi o Mazzarani.

Il rendimento in campionato è finora discreto: in quattro partite, di cui una sola disputata in casa, i piemontesi hanno raccolto quattro punti, frutto di un pareggio esterno all'esordio a Verona contro il Chievo e dell'entusiasmante vittoria alla quarta giornata contro l'Inter. I ko contro Cagliari e Atalanta sono derivati principalmente da un atteggiamento timoroso e remissivo nei primi tempi, dopo i quali gli azzurri hanno macinato gioco e anzi sfiorato la rimonta a Bergamo, vanificata
da un errore del guardalinee che non ha convalidato il gol del pareggio nel finale di Granoche. Un segno lampante del fatto che questa squadra deve ancora prendere reale coscienza dei propri limiti e delle proprie potenzialità. L'aria che si respirerà al 'Piola' avrà sicuramente un effetto positivo su Rigoni e compagni, che saranno spinti a dare tutto e non risparmiare neanche l'ultima stilla di sudore, cercando di aggredire subito l'avversario e a andare in vantaggio il prima possibile per poi gestire: il Catania ha quindi un motivo in più per affrontare la sfida di domenica con maggiore grinta e concentrazione, elementi di solito predominanti al 'Massimino' ma latitanti lontano da casa.


Michele Patanè 01/10/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Golsicilia.it © 2014 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846
Ricambi per moto e abbigliamento per bikers low costStampa digitale grande formato, banner, insegne, cartelloni, gonfaloni e tanto altro