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Secondo appuntamento con "Palermo, ti presento...", l'approfondimento di Golsicilia.it affidato a un giornalista che segue da vicino le vicende della prossima avversaria dei rosanero. Alessandro Dell'Orto, giornalista di Libero, ci presenta l'Atalanta di Stefano Colantuono.
Reduce dal pareggio in casa del Genoa, l’Atalanta cerca tre punti per recuperare sulle dirette concorrenti per la salvezza. Quanto rischia di pesare la penalizzazione sugli obiettivi stagionali degli orobici?
«Sei punti da recuperare sono veramente tanti, significa che per salvarti devi tenere una media quasi da Europa League. La penalizzazione ha stravolto completamente il modo di affrontare questo campionato, lo dimostrano anche gli ultimi colpi di mercato: calciatori come Brighi e Cigarini in condizioni normali di classifica non sarebbero arrivati, o comunque non entrambi».
Domenica la gara tra nerazzurri e rosanero si giocherà all’ora di pranzo. A tuo parere si tratta di un fattore che può influire sul risultato finale?
«Sicuramente è un orario insolito, credo che giocare a mezzogiorno influenzi le prestazioni dei giocatori e di conseguenza delle squadre. È difficile prepararsi, anche perché poi succede una volta ogni tanto. L’Atalanta in questi giorni si sta allenando alle 12.30, ma saranno tanti i fattori che influiranno sull’esito della gara».
La trasferta in terra ligure ha permesso all’Italia di scoprire il talento di Maxi Moralez. Che tipo di giocatore è l’argentino?
«Si tratta di un giocatore molto basso, proprio per questo dotato di una rapidità fuori dal comune. Tutti all’inizio pensavano si trattasse di un centrocampista offensivo o di una mezz’ala, in realtà a Genova ha dimostrato che il ruolo che gli si addice di più è quello di seconda punta. Un aspetto positivo del suo modo di affrontare le partite è quello di non essere innamorato del pallone, ma di badare perlopiù all’essenziale. Sa giocare bene la palla, spesso con uno o due tocchi, se riesce a mantenere una media realizzativa alta può essere un valore aggiunto in grado di far compiere all’Atalanta il cosiddetto salto di qualità».
Quello tra l'argentino e Miccoli è un paragone possibile?
«Al momento è un po’ azzardato, dato che Miccoli ha ottenuto molto in carriera mentre Moralez ha appena esordito in serie A. In prospettiva, però, il confronto potrebbe essere calzante, dato che si tratta di due giocatori di non elevata statura, bravi a giocare il pallone e con un innato istinto realizzativo».
Oltre all’argentino, a centrocampo Colantuono può fare affidamento su gente come Schelotto, Cigarini, Brighi e Ferreira Pinto. È proprio la zona nevralgica il punto di forza dell’Atalanta?
«Il centrocampo nerazzurro è un reparto di tutto rispetto, gente come Cigarini può fare la differenza. L’ex Napoli oltre ad avere piede, geometrie e senso tattico, nella partita di Genova ha dimostrato di saper tenere unito il reparto, lavorando anche in fase difensiva. Credo che quella nevralgica sia la zona più affidabile della formazione bergamasca».
Ritieni che l’impegno infrasettimanale contro il Lecce, in programma mercoledì sera, possa influenzare il tecnico romano nella scelta degli uomini da schierare contro il Palermo?
«Mi auguro di no, anche perché in questo momento l’Atalanta deve pensare a giocare partita per partita, cercando di ottenere il maggior numero possibile di punti. La squadra di Colantuono ha l’obbligo di affrontare ogni gara come una finale, anche perché la rosa permette all’allenatore di potere fare affidamento su una panchina di buon livello, ma allo stesso tempo non deve più pensare alla penalità, per non rimanere vittima di crisi di nervi che possono solamente creare problemi al gruppo».
Quanto pesa in termini di coesione del gruppo la squalifica di un uomo spogliatoio come Cristiano Doni?
«È un argomento molto delicato, ma allo stesso tempo parecchio interessante. Doni è una figura di indiscutibile carisma, che ha dato molto alla piazza. All’interno dello spogliatoio, indubbiamente, ha sempre fatto la differenza. La squalifica ha destabilizzato l’ambiente, c’è chi continua a ritenerlo innocente, tuttavia una minoranza rumorosa lo considera un traditore. Non bisogna dimenticare che Doni prosegue regolarmente gli allenamenti con i compagni, sicuramente la sua assenza in campo è un handicap per l’Atalanta, tuttavia giornalmente continua ad essere un punto di riferimento per il resto della squadra».
Chi potrebbe decidere la sfida dell’”Atleti Azzurri d’Italia”?
«Per quel che riguarda i nerazzurri, dico e spero Bonaventura. Si tratta di un giovane di indiscutibile qualità di cui, a mio parere, si parlerà molto in futuro. Del Palermo bisogna tenere d’occhio Hernandez, un calciatore che a me piace tantissimo, e Migliaccio, che qui conosciamo abbastanza bene. Il centrocampista campano è uno di quei giocatori il cui contributo può far pendere dalla tua parte il risultato finale».
Domanda finale: chi porterà a casa la posta in palio?
«Credo che l’Atalanta possa farcela, anche se sarà difficilissimo, provando a sfruttare il fattore campo e contando sull’insolito orario del calcio d’inizio».
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