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Di Antonio Ingrassia
Sono le 19 del 15 giugno. Piazza Vittorio Veneto, più nota come la “piazza del Comune”, è stracolma di gente, tappezzata di granata. Tutti attendono la festa. Gli occhi sono fissati su quel palco sul quale da lì a poco saliranno i loro beniamini: i calciatori del Trapani che hanno conquistato la Prima Divisione. E in tanti tornano in mente i ricordi dello scorso 4 agosto allorquando si festeggiò la promozione in Seconda Divisione. Sempre in questa piazza. E nello stesso luogo nel 2009, con precisione il 30 maggio, un nutrito gruppo di ultras, dopo un lungo corteo sulla via Fardella, cercò di incontrare il sindaco Girolamo Fazio affinchè trovasse una soluzione per il salvataggio della società che Morace, ormai stanco, voleva lasciare. Sono ancora vivi i ricordi di disperazione di tanti tifosi al solo pensiero che il loro Trapani stesse scomparendo. Adesso, invece, questa famosa piazza che tutti vogliono chiamare “Piazza Vittorio Morace” si è trasformata in luogo di festa. Il Trapani calcio è adesso una realtà che conta. Non più proteste, invocazioni d’aiuto, invettive, recriminazioni ma solo felicità. Perché in città è tornato il calcio che conta. Quello che compete alle tradizioni della città. E per questo almeno in quattromila sono tutti lì a testimoniare la loro gioia perché, assieme ai tantissimi che non ci sono per vari motivi, il Trapani calcio rappresenta qualcosa di loro, della loro vita. Lo hanno scritto in una parte del cuore. E’ l’emblema delle loro radici. Chi più chi meno ha una sciarpa granata, una bandiera tricolore con la scritta Trapani, una bandiera, una cappellino, una maglia con le scritte più disparate che inneggiano a questa squadra, un viso tinto di granata, qualcosa che parli di questi colori. E poi tante figure singolari come la signora supertifosa seduta su una sedia a rotelle, il noto trombettiere “Miccione” con la bandiera tricolore sulle spalle, il mitico “Pablito” dalla notevole stazza autore di lunghe trasferte spesso da solo e da sempre, il capo ultrà Mario Giacalone pronto a guidare la folla con il suo grande carisma, il venditore di caramelle con alle spalle una intera vita allo stadio ancora lì con la sua latta dove metteva le monete. E poi tanti bambini, tifosi in erba che crescono, naturale ricambio per il futuro, vestiti di granata dalla testa ai piedi. Ma non c’è più tempo di pensare. Qualcosa si muove. Nell’aria si sente che la grande festa sta per iniziare. In prima fila davanti al palco le autorità prendono posto. Il sindaco Girolamo Fazio. Il presidente della Provincia Mimmo Turano. Assieme a loro il Presidente Vittorio Morace con la moglie Anne Marie e la figlia (vice presidente) Fiammetta. I dirigenti Fontana, Giliberti, Lipari (deus ex machina). Gli speaker salgono sul palco. La bolgia ha inizio. Il trombettiere ne intona una delle sue. E via giù di lì tra cori, trombe, vuvuzelas, grida di giubilo. I ragazzi sono pronti per salire. L’emozione è grande. A breve salirà tutto il gruppo. C’è anche pronto un video che sarà proiettato nel corso della serata con le immagini più belle della stagione. Arriva l’annuncio e tutto “il Trapani” sale sul palco. Ad uno ad uno. Ognuno con la propria battuta rispondendo alla domanda di rito dello speaker. Autentiche ovazioni per Barraco, Gambino e Perrone che piange e ha la forza di dire: «Nel ’96 vi ho affondato (militava con la Fermana in C/1, ndr.) e adesso sono arrivato qui per contribuire alla risalita del Trapani». E naturalmente per Roberto Boscaglia allenatore-manager, autentico mattatore. Poi i dirigenti e, dulcis in fundo, l’artefice di tutto questo momento magico: Vittorio Morace. I tifosi sembrano impazziti. Questo uomo è diventato un simbolo per una intera città. Accenna ad un passo di danza per andare ritmicamente incontro ai cori della tifoseria. Sembra un direttore d’orchestra pronto a guidare i quattromila presenti quando iniziano a gridare “Serie B. Serie B.“. E fa un cenno di assenso col capo. Sorride, fa il gesto della vittoria ma al momento di esprimere i propri sentimenti gli manca la voce. Sarebbe difficile parlare. E’ troppo emozionato di fronte a questo immenso affetto. I suoi gesti dicono tanto. E’ emozionato anche il sindaco Girolamo Fazio, orgoglioso d’aver convinto, a suo tempo, Vittorio Morace a non lasciare il Trapani. Il primo cittadino consegna una coppa a capitan Filippi come simbolo di riconoscenza per il prestigio che la squadra ha donato all’intera città. Il primo cittadino riserva una grande sorpresa alla imponente folla. Essendo grande amico di Fabio Capello, lo rintraccia telefonicamente e giungono così sulla piazza i fervidi auguri di un grande allenatore che indica che «finalmente questa città è tornata a calcare i campionati che più le si addicono». Poi dialoga anche con il Presidente. E partono i cori degli ultras. Felici di queste affermazioni ma soprattutto per l’augurio di un grande allenatore che accostano ai loro sogni legati al grande calcio. E poi Mimmo Turano, presidente della Provincia regionale che elogia la squadra e si propone di riservare una sorpresa a lavori ultimati dell’impianto di illuminazione. Poi si canterà “Gente di mare”, dedicata al Presidente. Tutti assieme in un unico coro tra fiumi di spumante. E’ una meraviglia. Sicuramente difficile da descrivere. Bisognerebbe esserci.
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In mezzo a tutta questa gente non può mancare l’ambizioso commento del presidente Morace: «sarebbe un piacere immenso vedere il Trapani in serie A. |
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Sono ormai diventato tifoso di questi colori. Certamente il progetto prosegue nel migliore dei modi e naturalmente guai a fermarsi. Sono pronto a dare il massimo impegno senza mai tirarmi indietro. I miei sogni sono ambiziosi come quelli di una intera città. Mi auguro che giunga anche il sostegno delle istituzioni. Sono orgoglioso di essere a capo di un meraviglioso gruppo e di vivere uno splendido momento con un popolo che mi ha mostrato un attaccamento enorme. Spero di ripagare tutto ciò sempre nel migliore dei modi. Affronteremo il prossimo torneo con grande ambizione senza mai dimenticarci che l’umiltà sta alla base di tutto» |
Qual è la migliore squadra siciliana della stagione 2010/11?