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Protagonista di una splendida prima metà di campionato, la Leonfortese si prepara all’importantissimo scontro diretto di domenica prossima in casa contro il Kamarat, che potrebbe valere il primato in classifica. In esclusiva per voi abbiamo sentito il fantasista della formazione biancoverde, il giovane attaccante Giuseppe Torcivia.
Come state vivendo l’avvicinamento al big match di domenica?
«Domenica è stata una sconfitta brutta, perché comunque il Kamarat non è riuscito a vincere in casa, quindi noi vincendo potevamo già trovarci in testa alla classifica e affrontare lo scontro diretto più tranquillamente. Poteva bastarci anche il pareggio, adesso invece siamo costretti a vincere se vogliamo mettere la freccia e superare un Kamarat che comunque si sta dimostrando, eccetto le ultime partite di campionato, dove ci può stare un calo, una grande squadra».
Come analizzi la sconfitta di domenica scorsa?
«È stata una partita molto intensa, dove quelli della Riviera Marmi sono stati bravi a sfruttare le poche occasioni che hanno avuto, visto che noi siamo riusciti a non concedergli quasi nulla. I loro gol sono infatti arrivati con un rigore dopo una ripartenza, e un eurogol, il classico “tiro della domenica”. Noi purtroppo non siamo riusciti a chiudere la partita quando ne abbiamo avuto la possibilità, sullo 0-1; ma sappiamo che il calcio è questo, quando hai la partita in pugno e non la chiudi può capitare quell’episodio che ribalta tutto. Siamo stati un po’ sfortunati, ma un pizzico di attenzione in più, sia in attacco che in difesa, potevamo vincerla».
Quali pensi che siano i vostri punti di forza?
«Abbiamo costruito una squadra per mirare alla salvezza, ma con il passare delle settimane ci siamo ritrovati con merito in questa bella posizione di classifica. Con l’obiettivo minimo, la salvezza, praticamente raggiunta, adesso siamo qui, ad un passo dalla vetta, e vogliamo giocarcela fino in fondo. Perché siamo un gruppo giovane, con tanti ragazzi che si affacciano per la prima volta in questa categoria. Tranne il nostro bomber Nicola Cosimano, siamo tanti giovani, poi c’è il difensore Marco Semprevivo, e poi io classe ’88. Siamo noi tre i più esperti del gruppo, in grado di aiutare i nostri compagni più giovani ad ambientarsi nella categoria. Secondo me il nostro segreto è il gruppo, perché siamo molto uniti sia dentro che fuori dal campo. E quando in un gruppo si riesce ad essere così compatti, poi in campo la differenza si vede, ci si intende meglio. E poi da noi sia chi gioca sia chi sta fuori è sempre coinvolto all’interno della squadra, non si vedono mai facce imbronciate per un’esclusione, ma solo compattezza intorno al gruppo».
Al momento siete secondi: obiettivo playoff?
«Penso che i playoff siano adesso il nostro vero obiettivo da raggiungere, poi il calcio a volte può essere strano, come avvenuto domenica, e le partite si decidono soprattutto su pochi episodi. Ma sono convinto che noi, continuando con questa abnegazione, riusciremo a portare a casa almeno l’obiettivo dei payoff. E una volta qui, vivremo partita dopo partita fino alla fine».
Ti trovi a tuo agio negli schemi di mister Mirto?
«Il mister è una persona molto preparata, calcisticamente parlando. Mi sono trovato bene, perché il modulo che adottiamo è comunque particolarmente offensivo, e per un attaccante è sempre bello avere diverse occasioni durante la partita. Sono schemi che consentono sia a me che a Cosimano di mettere in mostra le nostre migliori qualità».
Per chi volesse conoscere meglio le tue qualità, descrivi agli addetti ai lavori..
«Le mie caratteristiche principali sono agilità e rapidità nello scatto, visto che sono alto circa 1.75 m, e penso che la mia qualità principale sia il rispetto del mio lavoro, di quello del mister e dei miei compagni, e l’umiltà di guardare sempre avanti. In squadra adottiamo diversi schemi tattici, svariando tra 3-4-3, 4-3-1-2 e 4-2-3-1, e comunque mi esprimo al meglio giocando da seconda punta dietro all’attaccante centrale Cosimano. Penso che si possa sempre migliorare, e qualunque sportivo dica il contrario è una persona che si sente già arrivata, e non può continuare a fare questo mestiere».
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