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In una dodicesima giornata in cui la Roma storce il muso per aver sprecato la gara, la Juventus può gioire per essere riuscita nel suo doppio intento: quello di battere il Napoli nello scontro diretto e quello di avvicinarsi ai giallorossi, ormai distanti un solo punto.
JUVENTUS-NAPOLI Il Napoli si inchina alla Vecchia Signora. La partita aveva il sapore di una finale perché, fino a quel momento, le due squadre si contendevano lo stesso posto. Una Juve travolgente davanti ai suoi tifosi che con tre splendidi gol si lascia il Napoli alle spalle. Gli azzurri danno prova di grande forza soprattutto nel secondo tempo quando già sono sotto di un gol siglato da Llorente dopo appena due minuti. La partita sembra essere aperta a mille soluzioni, visto anche al ritrovato sprint del Napoli che ora è quello di sempre e può far paura. Forse la cattiveria agli uomini di Benitez non basta. Ma alla Juventus bastano la punizione da manuale di Pirlo del 2-0, e il gol-capolavoro di Pogba per chiudere la partita da vincitori. Questa è la gara che la Juve cercava. Quella utile per fare il salto in avanti e stare lì, stavolta veramente ad un passo dal gradino più alto. Ma se i bianconeri ci hanno messo tanto del loro, un piccolo ringraziamento lo devono anche al Sassuolo.
CHE GRAN BEFFA ROMA-SASSUOLO Si presenta come una partita facile. Una squadra come la Roma che conserva il record delle 10 vittorie consecutive e di 11 risultati utili, ha quasi la vittoria in tasca. Quasi. Qualcosa è andato storto e la Roma torna a casa con un solo punto. Una beffa bella e buona per i giallorossi che sono stati l’unica squadra in campo. L’errore è stato non chiudere prima la gara. Cullarsi su un 1-0, conquistato grazie all’autogol di Longhi, non si è dimostrato sufficiente alla conquista dei tre punti. L’amaro in bocca però resta. La Roma soffre già la perdita di molti dei suoi giocatori, tra cui Borriello infortunatosi proprio in questa occasione. Il gol dei neroverdi arriva come un fulmine a ciel sereno. Chi se lo poteva aspettare che a 15 secondi dalla fine il destino dei giallorossi sarebbe cambiato così? E invece ci pensa Berardi a infrangere tutti i sogni e le speranze. Il dominio assoluto tenuto per 11 giornate, si va esaurendo. La fortezza solida che la Roma aveva costruito si sta pian piano sgretolando. Un po’ di sfortuna, un po’ di stanchezza, un po’ il fatto che Garcia è costretto a impiegare le riserve. Questo sta diventando il tallone d’Achille di una compagine che per le prime dieci gare è stata sempre brillante. C’è chi già, dopo i due pareggi consecutivi, la dà per finita. Basta veramente così poco a smantellare la compagine dei record?