Con un comunicato uscito nelle scorse ore, la società del Paternò ha voluto descrivere i fatti accaduti a Licata dopo il match tra i gialloblu e gli etnei. Questo il testo integrale:
"LICATA. Che fine hanno fatto i valori dello sport? Nel 2013 si possono accettare episodi di guerriglia, come se fossimo ad una battaglia? La società Sport Club Paternò alias Comprensorio Normanno condanna duramente il comportamento subito a Licata dai dirigenti e tifosi della locale squadra di calcio. Il comportamento avuto nei confronti dell’intero sodalizio, nonché in quelli del nostro direttore sportivo Alfredo Finocchiaro è alquanto increscioso. Finocchiaro è stato aggredito verbalmente e fisicamente, e grazie all’intervento di tutta la squadra che ha evitato il peggio. Ancora più grave, l’episodio accaduto ai 15 tifosi arrivati al seguito della squadra. I tifosi hanno infatti trovato squarciati i copertoni delle proprie auto, e sono stati ripetutamente oggetto di una fitta sassaiola da parte di circa 500 tifosi locali. Con le forze dell’ordine che hanno fatto quel che potevano, i tifosi hanno reagito, trovando le forze per difendersi e scampare così all’intervento armato degli ultras locali, i quali non si presentavano soltanto con pietre e sassi di vario genere, ma avevano mazze e bastoni di varia natura. Azione premeditate dunque, che lascerà sicuramente degli strascichi, ma che sottolineano ancora una volta, che lo sport sano e genuino non fa più parte dei nostri tempi.
Ufficio stampa e comunicazione S.C. PATERNO’".




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