Serradifalco, DI MICELI a GS.it: «Il Serradifalco ha una mentalità vincente»

L'intervista al neo acquisto biancoazzurro


Golsicilia.it ha intervistato uno dei nuovi acquisti del Serradifalco che l'anno prossimo disputerà il campionato di Eccellenza: parliamo di Vincenzo Di Miceli, ex giocatore del Ribera che adesso ha sposato il progetto del club biancoazzurro e la cui esperienza potrà essere fondamentale per il cammino del Serradifalco nel difficile massimo campionato regionale. Ecco le sue dichiarazioni:

Da qualche mese ormai è un giocatore del Serradifalco. Fino a dove si possono spingere le ambizioni della squadra, secondo lei, nel prossimo campionato e quali obiettivi si prefigge a livello personale?

«Innanzitutto sono felice di essere arrivato in una squadra che ha tante ambizioni e la cui dirigenza è davvero speciale perché persone come i presidenti Burgio e Monti non si incontrano spesso nel mondo del calcio e grazie a loro in soli due anni il club ha fatto veramente miracoli. La loro politica calcistica è quella di creare una vera e propria famiglia, dove l'aspetto del denaro conta ben poco. Indubbiamente l'obiettivo resta quello di portare il Serradifalco il più in alto possibile ma so benissimo quanto sia difficile il campionato d'Eccellenza e quanto sia necessario vendere cara la pelle in determinati momenti. Io spero di far bene e di rendermi utile alla causa della squadra».

Dunque pensa che il Serradifalco possa partire, in quanto neo promossa, con un grande deficit nei confronti delle altre squadre oppure crede che questo gap possa essere presto colmato?

«Ogni campionato ha una storia e ogni anno è sempre diversa. Per esempio l'anno scorso quando andai ad Alcamo a dicembre erano tutti convinti di vincere il campionato dati i nomi che avevamo in squadra ma poi non finì così. Ci vuole sempre serietà e dunque non credo che il Serradifalco parta con uno svantaggio nei confronti delle avversarie, non sempre i nomi fanno la forza di un club. Certo sarà difficile ma sono sicuro che sapremo dire la nostra. Inutile adesso fare promesse di salvezza o altro, i campionati vanno giocati e non parlati».

Quale squadra appartenente alla categoria di Eccellenza rispetta di più?

«Sicuramente l'Atletico Campofranco perché è una squadra molto forte con giovani interessanti, inoltre la società lavora con grande serietà. Poi, se devo fare un altro nome, dico il Marsala: società che conosco molto bene nella quale ho vissuto due anni bellissimi e che farà di tutto per vincere il campionato. L'anno prossimo sarà una bella Eccellenza».

Con buona probabilità l'anno prossimo il Serradifalco giocherà al "Valentino Mazzola" di San Cataldo. Crede che giocare fuori dalla propria città possa essere penalizzante per la squadra oppure pensa che questo non crei alcun problema?

«Penso che giocare fuori dalla propria città sia penalizzante per la squadra. Conoscendo il sostegno che c'è in un paese di 7.000 abitanti di cui la maggior parte sono tifosi la dice lunga su quanto tifo ci sia attorno al Serradifalco. Vedere gli ultras spostati da uno stadio ad un altro è negativo però questi tifosi sono speciali e non faranno mai mancare il loro calore alla squadra».

Mi racconti dell'esperienza avuta a Ribera: quali momenti ricorda con maggior affetto e soprattutto è contento della salvezza ottenuta dalla squadra?

«A Ribera ho tanti ricordi bellissimi, ho vissuto davvero una bella esperienza. Ho lasciato la squadra che aveva 30 punti in classifica e non nascondo che averla lasciata consensualmente è stato difficile, ma avendo una famiglia a cui pensare, dato le difficoltà e le incertezze che stava vivendo il club ho preferito cambiare aria e giocare ad Imperia e così in accordo col Presidente Ezio Ruvolo, che saluto, ho preso questa ardua decisione. Sono contentissimo che il Ribera si sia salvato perché un pezzo di salvezza è anche mio e spero proprio che la società non venda i titoli e continui in Serie D».

Tra i tanti compagni con cui ha giocato, c’è qualcuno in particolare che le piacerebbe “portare” al Serradifalco?

«Indubbiamente Castillo che adesso gioca a Trapani e che con me ha giocato nel Gallipoli. Un attaccante fortissimo dal quale ho solo appreso tante cose e mi ha fatto migliorare moltissimo».

Cosa pensa di Rappa, insieme a lei altro acquisto di spessore del Serradifalco?

«Con lui ci conosciamo da quando siamo bambini, abbiamo giocato insieme nell'Elenka Tommaso Natale e siamo stati campioni regionali nel campionato degli Esordienti. Poi la vita ci ha divisi e adesso rincontrarlo e rigiocarci nel Serradifalco è davvero bellissimo. Parliamo poi di un ottimo giocatore che ha messo a segno dieci reti col Kamarat e che dunque darà un grande contributo alla squadra».

Da qualche mese è diventato padre di una splendida bambina. Questo evento speciale pensa che la possa cambiare, migliorare come uomo e anche come calciatore?

«Sicuramente diventare padre ti responsabilizza in tantissime cose. Nel mio caso dovrò sempre scendere in campo col massimo dell'impegno, convincere la società per la quale gioco affinché possa sempre credere in me portando risultati più che positivi dato che vivo di calcio e questo è il presente e spero il mio futuro. Inoltre diventare padre ti dona anche una grande forza, una grinta particolare difficile da spiegare a parole che sicuramente mi ha migliorato come uomo e fortificato come calciatore».

Mister Tutrone le ha già trovato un ruolo ad hoc per mettere in risalto le sue qualità o ancora dovete lavorarci? Inoltre in quale ruolo ama giocare?

«Dipende dal modulo che sceglie il mister. Se adotta il 4-4-2 giocherei come esterno a destra, col 4-3-3 invece sarei nel vivo dell'attacco come una delle tre punte. Ancora è presto per decidere, molto dipende dal mercato che farà il Serradifalco».

Un'ultima personale dichiarazione riguardo ciò che si augura per il prossimo campionato...

«Spero di ricambiare la grande fiducia che Burgio e Monti mi hanno concesso con prestazioni di alto livello affinché la squadra possa fare bene».


Giorgio Mannino 31/05/2013
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