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Pape Ousmane Senè, attaccante senegalese della Gelbison, ci ha concesso un’intervista in esclusiva.
Si parla dell’interessamento di molte squadre, soprattutto il Noto, che c’è di vero?
«Tutto vero, ma sto bene alla Gelbison e non intendo muovermi. Qua mi sento come a casa non vedo perché cambiare. Possibilità in futuro? Se si può fare perché no, dipende dai programmi della società. Ripeto però, qua attualmente sto bene e voglio finire alla grande il campionato con la maglia della Gelbison».
Domenica hai dichiarato “Da tre anni c’è la possibilità di andare a Noto ma probabilmente non mi vogliono”. Ci spieghi meglio?
«È così ed è sempre stato così negli ultimi due anni. Sono molto amico di Ciccio Montalto e ho ricevuto parecchie chiamate da lui e dal direttore Conti. Poi però alla fine non si è mai fatto nulla, ma non per colpa mia, perché non è mai partita una trattativa concreta».
Alla Gelbison stai e state facendo un grande campionato, ve lo aspettavate?
«Di andare così bene sinceramente non me lo aspettavo, però già l’anno scorso eravamo tutti insieme, siamo un bel gruppo e potevamo aspettarci di fare un buon campionato. Credo sia merito del gruppo che c’era l’anno scorso, ma bisogna sempre pensare alla salvezza domenica dopo domenica».
Ai nostri microfoni, il tuo presidente, ha detto che sei incedibile almeno fino a giugno. Come valuti l’esperienza fino ad oggi a Vallo?
«Il mio obiettivo intanto è la salvezza tranquilla della squadra, poi magari penserò ai gol fatti. Mantenere la categoria per noi è come vincere un campionato, poi certo se ci sarà la possibilità di divertirci di più e magari andare a fare i play off ben venga».
Domenica siete tornati alla vittoria e vi siete avvicinati alla testa della classifica. Credete nella possibile promozione?
«Non è che non ci crediamo, ma questo lo lasciamo alle altre due squadre che sono più blasonate e hanno rose più forti della nostra, almeno sulla carta. Comunque poi è sempre il campo a dare le sue sentenze e noi finora stiamo facendo molto bene, quindi nessuno ci toglie la possibilità di sognare. Non ci tireremo indietro, domenica dopo domenica, cercheremo di raggiungere prima possibile i 43 punti che valgono la salvezza sicura e soltanto dopo anche noi proveremo a sognare qualcosa di più».
Il Cosenza ha battuto il Messina agganciandolo in vetta. Secondo te, tra le due, chi è più forte e perché?
«Il Messina è più forte del Cosenza, anche perché i peloritani non hanno una rosa ampia ma proprio ampissima. Poi con gli acquisti degli ultimi giorni, vedi Savanarola, stanno dimostrando di voler vincere questo campionato a tutti i costi. I calabresi stanno facendo una campagna acquisti di minor spessore e quindi li vedo un gradino sotto rispetto ai siciliani».
Tu sei stato ad Acireale e conosci bene la Sicilia, ti piacerebbe tornare a giocare qui?
«Assolutamente sì. Per me la Sicilia, con la Campania, è una seconda casa. Poco tempo fa avevo deciso di non voler giocare più in Campania, poi è arrivata la chiamata della Gelbison e l’anno scorso ho preso questa decisione. Credimi però che qua sto davvero bene. Mi piacerebbe giocare in qualche squadra in particolare? No, non ho preferenze. L’unica cosa che conta è l’obiettivo, che sia salvezza o promozione non cambia molto, oltre alla presenza di persone serie, visto che in questa categoria sono davvero poche».
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