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Anche oggi, come di consueto, torna l'appuntamento con l'intervista al tifoso. Questa settimana la rubrica di Golsicilia.it raccoglie le opinioni e le memorie di Andrea Caniglia, tifoso 'doc' dell’Aci Sant’Antonio, compagine che milita nel girone B dell'Eccellenza siciliana. Ecco cosa ci ha raccontato.
Andrea, da quanti anni segui l’Aci Sant’Antonio?
«Seguo la squadra da quando avevo 8 anni. Mio padre era il custode del campo sportivo quindi sono cresciuto lì con lui. Dall’età di 9 anni sono diventato la mascotte del club quindi puoi immaginare che emozioni porta alla mia mente l’Aci Sant’Antonio».
Nell’ultimo match di campionato è arrivata una pesante sconfitta per 3-0 in trasferta contro il Due Torri. Ti aspetti un passivo di questo tipo?
«Non ho seguito il match però devo dire che nelle ultime uscite la squadra è un pò in calo. Il Due Torri ha sfruttato le occasioni che le sono capitate, in quanto squadra molto cinica, ma se devo analizzare i motivi specifici che hanno portato a questa sconfitta non so rispondere. Di sicuro non mi aspettavo che i ragazzi tornassero senza nemmeno un punto perchè in difesa siamo abbastanza forti».
Pensi che mister Ricca sia l’uomo giusto per guidare questa squadra?
«Il mister è un bravo ragazzo. Per l'età che ha forse gli manca un pizzico d'esperienza, elemento fondamentale in categorie come l'Eccellenza. Tutto sommato la squadra non gioca male anche se gioca meglio in casa. I problema di questa fase del campionato non vanno quindi addebitati al tecnico».
Al momento la squadra si trova a metà classifica con 8 punti. Quali sono secondo te gli obiettivi che si può prefiggere la società?
«Spero che il club punti quanto più in alto possibile ma, per quello che vedo, mi auguro una tranquilla salvezza. Ho visto delle squadre con un livello inferiore al nostro ma, allo stesso tempo, molte altre più forti quindi faremo bene a mantenerci a metà classifica».
Domenica prossima un'altra partita insidiosa contro il Modica, questa volta in casa. Come la vedi?
«Sarà una gara difficile per entrambe le squadre anche se il Modica è la squadra più forte del campionato. Gli avversari hanno un ottimo organico che in fase offensiva può far male ma noi, come già detto prima, possediamo un buona difesa. Mi auguro di vincere con un 1-0».
Se potessi scegliere la formazione della domenica, quali undici metteresti in campo?
«Schiererei un 4-4-2 di questo tipo: Tassinato; Spatà, Ricca, Ranieri, Orlando; Occhipinti , Caponcello, Cordova, Leonardi; Costa, Ventura».
Tra questi undici appena elencati chi rappresenta l'elemento in più?
«Ce ne sono almento tre, uno per reparto. Ranieri in difesa, Cordova a centrocampo e Costa in attacco. Punto però tutto su quest'ultimo che, in condizioni ottimali, può fare la differenza».
Cosa vuol dire per te ‘essere tifoso’?
«Solo chi è cresciuto sul campo dell'Aci Sant'Antonio e, come nel mio caso, ha vissuto col proprio padre tante gare, può capire l'emozione che si prova a tifare per questi colori. La simbiosi con la mia squadra è talmente profonda che ogni volta che subiamo un gol sto male mentre quando lo realizziamo impazzisco di gioia».
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