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Milazzo, che cinquina! Ma la squadra c’è…

L’editoriale


Una sconfitta per 5-1 brucia, è normale che faccia questo effetto. Brucerebbe anche contro Real Madrid o Barcellona, Chelsea o Manchester City, Milan, Inter o Juve… E brucia anche contro l’Alessandria, squadra che si trova nello stesso girone del Milazzo e che sicuramente è in lizza per una delle prime posizioni. Il risultato è sicuramente troppo severo per quanto visto in campo e punisce eccessivamente quei ragazzi che sono scesi sul terreno di gioco dando tutto quello che potevano.

Non che si metta in discussione il successo dei grigi, che hanno strameritato di vincere il match, però terminare la partita con un gol subìto in meno o un gol realizzato in più forse sarebbe stato più giusto. Ancora una volta è da sottolineare l’impegno e il cuore dei giocatori che, nonostante una nuova settimana tribolata e praticamente priva di allenamenti, non hanno mollato mai un pallone, dando persino del filo da torcere a una delle squadre favorite del torneo.

Nel primo tempo il vantaggio dei piemontesi è arrivato alla prima occasione, dopo appena tre minuti, ma al quarto d’ora Mignogna ha pareggiato i conti con un eurogol, dimostrando come la squadra fosse viva. I grigi hanno trovato il nuovo vantaggio poco dopo, ma i mamertini hanno provato a impensierire il portiere avversario più volte, fino alla fine della prima frazione di gioco, quando i rossoblu sono rimasti in inferiorità numerica per l’espulsione rimediata proprio dal capitano.

Nella ripresa la squadra di casa ha dilagato, controllando con estrema facilità, anche perché i mamertini hanno pagato una stanchezza dovuta alla scarsa preparazione svolta in settimana. Nonostante tutto questo, i ragazzi di mister La Spada hanno continuato a provarci e a farsi vedere dalle parti dell’estremo difensore avversario, con i vari Dama, Campanaro e Mancini, purtroppo senza riuscire a metterla dentro, anche perché quests voglia di fare avrebbe meritato miglior fortuna.

Cosa si può fare per risolvere tutto ciò? Sicuramente la squadra c’è, i valori ci sono e l’attaccamento alla maglia non manca, con il Milazzo che non sarà una delle squadre favorite, ma può tranquillamente ambire alla salvezza. Ora la palla passa alla società: se i ragazzi hanno dimostrato una certa serietà, così non è stato da parte della dirigenza, colpevole di non aver mantenuto alcune promesse e soprattutto di essere poco chiara. Qui c’entra poco l’esperienza di una società appena nata, conta la voglia di fare calcio in una città che merita e vuole mantenere il calcio professionistico. E, quando c’è la volontà, si impara in fretta


Luca Di Noto 01/10/2012
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