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Abbiamo intervistato in esclusiva Andrea Pippa, terzino campano che nella stagione appena conclusa ha indossato la maglia del Siracusa e il cui contratto è scaduto lo scorso 30 giugno. A Golsicilia.it l’ex Salernitana ha parlato di futuro, dei rapporti con lo spogliatoio e dell’avventura azzurra…
Andrea, circa due mesi fa sei stato operato al menisco. Come stai?
«Dai sto bene adesso. Sto facendo tanta riabilitazione. Dal lunedì al venerdì lavoro sul ginocchio per cercare di essere pronto ad un eventuale ritiro. Ho ripreso a correre e lentamente anche a calciare, quindi ora posso dire che sto bene».
Il contratto che ti legava al Siracusa è scaduto a giugno, si è parlato di contatti con altre squadre come Treviso e Ternana…
«Sono solo voci. Onestamente sto aspettando che la situazione del Siracusa si risolva per prendere qualsiasi tipo di decisione. Non c’è nessun contatto ufficiale con altre squadre. Certo sono in scadenza e mi sto guardando attorno, ma la priorità va agli aretusei. Sentito qualcuno? Sì, ho sentito sia il direttore Laneri che il presidente Salvoldi. Entrambi mi hanno assicurato che tutto si risolverà al meglio e che, in base agli obiettivi futuri, decideremo insieme se prolungare la mia avventura in Sicilia».
Chi è il compagno che ti ha impressionato di più dentro il campo e chi fuori dal campo?
«Beh tanti, è difficile citarne qualcuno. Magari ti dico Vincenzo Pepe, perché siamo stati insieme anche in passato e quest’anno è davvero esploso. Poi Lucas Longoni, Davide Moi, Carmine Giordano per costanza di rendimento e Davide Baiocco, ma davvero potrei allungare tanto questa lista. Di D. Baiocco posso dirti che, nonostante l’età (ride, ndr), corre più di un ragazzino e non mi aspettavo sinceramente fosse così forte. Eravamo davvero una bella squadra. Fuori dal campo? Ho trascorso molto tempo con Enrico (Verachi, ndr) che ha vissuto una stagione più sfortunata della mia. Mi sono trovato bene anche con Zizzari, ma davvero credimi, con chiunque perché fondamentalmente eravamo tutti bravi ragazzi».
Nella stagione scorsa sei sceso in campo solo in 16 occasioni. Come te lo spieghi?
«Infortunio a parte, obiettivamente ho giocato poco rispetto a quanto speravo inizialmente. All’inizio scendevo in campo più spesso, poi dopo la sconfitta interna con il SudTirol il mister ha cambiato modulo e giocatori. Sicuramente potevo dare di più, ma alla fine sono soddisfatto perché come squadra abbiamo fatto grandi cose. Naturalmente spero di restare a Siracusa per dimostrare il mio valore e soprattutto che posso fare meglio dell’anno scorso».
Per tutto l’anno c’è stato un dualismo tra te e Capocchiano. Da “protagonista”, come si vive una situazione del genere?
«Valerio è un gran bravo ragazzo, ma in campo c’è stato un sano dualismo. A nessuno fa piacere stare fuori, ma se chi gioca al tuo posto fa sempre bene è uno stimolo ad impegnare e a fare sempre di più. Capocchiano ha giocato un grande campionato».
Che ricordo porterai dentro dell’esperienza azzurra?
«Considera che nelle ultime due stagioni ho giocato praticamente a casa, a Salerno, quindi avevo un po’ di timore a spostarmi. Invece a Siracusa sono stato divinamente, sia dal punto di vista della gente che della città vera e propria. Si vive davvero bene quindi il ricordo che porterò dentro me, se quest’avventura non dovesse continuare, sarà sempre più che positivo».
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