Sancataldese, Torregrossa: «Che esordio! Ora, incontrerò il mio amico Scalia»

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Ha una voce felice, Lirio Torregrossa, e come dargli torto. La sua Sancataldese è riuscita a bloccare il Ribera nei minuti finali del secondo tempo, annullando così la loro possibilità di allungare su l'Akragas di Raffaele. Lirio Torregrossa non è proprio un acquisto, infatti ha vestito la maglia della Sancataldese per dieci anni e già ha avuto possibilità di misurarsi con la direzione della stessa, inoltre è originario di San Cataldo e lui stesso ci racconterà quanto questo fattore sia stato fondamentale per accasarsi nuovamente alla Sancataldese. Emozionato ci racconta i primi giorni del suo ritorno e tutti i messaggi affettuosi che la gente gli ha mandato nelle ultime giornate.

Mister Torregrossa come ha vissuto il suo esordio?

«Sono veramente contento, neanche una settimana di lavoro e pareggiare con la prima in classifica mi riempe di gioia. Non era facile e sono contento, insomma prendere gol dal Ribera solo al 42' e segnare in extremis alla migliore difesa del campionato è una gran soddisfazione. Da premettere che abbiamo avuto dei piccoli problemi fisici che hanno bloccato alcuni giocatori».

Si aspettava un esordio del genere?

«Ero fiducioso  della squadra che ho trovato, molto preparata fisicamente e tatticamente. Sono entrato in una realtà già avviata e spero solo di continuare il percorso di Orazio Pidatella, chiaramente con obbiettivi diversi: Orazio aveva una squadra che puntava ai play-off, oggi noi miriamo ad una salvezza tranquilla».

Noi abbiamo seguito la vicenda del cambio di panchina in casa Sancataldese, sapevamo che oltre lei c'erano altri nomi in gioco. Si sente una seconda scelta o il suo essere originario di San Cataldo è stato un fattore fondamentale per la riuscita della trattativa?

«Io penso che l'essere di San Cataldo è stato molto rilevante. Le dico di più: ogni anno, la società mi ha contattato per la panchina, ma io ho sempre rifiutato perchè speravo in piazze più importanti. Nessun è eroe in patria. I tifosi e la società mi hanno fatto ragionare ed alla fine ho dato la mia disponibilità. Il mercato del pallone funziona così: i giocatori ed i dirigenti vengono contesi da tutte le squadre. Volendo essere sinceri, all'inizio rifiutai la piazza di Campofranco ed anche l'Akragas, perchè non riuscì a trovare un accordo adeguato».

Come valuta il calendario che dovrà affrontare la sua squadra?

«Difficile. Fuori casa non riusciamo a fare punti e quindi non la vedo facile. Sappiamo che il campionato lo vincerà chi è fortunato e chi usufruirà di maggiore continuità, io penso comunque, che questo campionato è molto equilibrato, tutte le squadre possono dire la loro, dal Terrasini al Ribera».

Visto che siamo in tema di trasferte: domenica sfiderete l'Audace Monreale, squadra che ha vinto di più nel girone di ritorno ed in più con squadre importanti. Vi spaventano?

«Bè, da notare il grande lavoro di Paolo Scalia, grande amico mio, che non vedo l'ora di incontrare. Spero che lui possa continuare i suoi successi, però se la vedranno contro una squadra nuova, rivitalizzata dal cambio di allenatore. Come tu sai, il cambio di allenatore, aldilà del modulo nuovo e delle nuove indicazioni, è un cambio di mentalità e spero che la mia squadra incanali questa nuova serenità per un possibile successo contro la squadra del mio amico, Scalia. Vi assicuro che una squadra che punta alla salvezza, è molto più serena di una che deve concorrere per obbiettivi più rilevanti».

Una curiosità: Quali sono state le sue prime parole dette alla sua rosa?

«Io ho detto: "Ragazzi, nel calcio paga l'allenatore, io non credo che ciò sia del tutto vero, quindi dimostratemi che le colpe non erano, solo ed esclusivamente, le vostre».


Gualtiero Sanfilippo 26/01/2012
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