



Tifosi Trapani: «Vi vogliamo così!»
Eccellenza A: top e flop della 7^ giornata
MONTELLA: «Contro la Lazio non dobbiamo rilassarci»
Tifosi Siracusa: «A Bassano solo per vincere»
di Gian Paolo Montineri
Sud Tirol, al nord dell’Italia, Siracusa, al nord quasi dell’Africa, il calcio fa anche varcare confini e si confronta, ma si notano delle differenze che, piccole o grandi, ci sono. La loro qualità di vita supera il 7, i loro cognomi sono molto austriaci, la loro economia si basa molto sul verde e sul turismo di montagna. La mela come icona di marketing, nel calcio un tecnico ex Milan come Stroppa, allievo di Sacchi ma che ieri ha badato innanzitutto a non prenderle. Sembra confusa la mia premessa, ma è ciò che mi sono portato dentro di questa partita, confusione, perché?
Alcune riflessioni adesso si devono fare, pur riconoscendo meriti al Siracusa ed ai suoi tifosi, ma vedendo le facce della dirigenza alla fine della partita, che dovrebbe ricondurre alla realtà, dando un chiaro segnale distensivo che per arrivare alla vetta ci vuole una squadra che abbia nella testa la convinzione di essere in grado di scalare la montagna. La nostra confusione ha poi avuto uno sconvolgimento su fattori chiari al credo del tecnico Andrea Sottil: non lasciare mai le ali scoperte nella fase di non possesso, perché la principale caratteristica dei difensori centrali aretusei non è la velocità, quindi devono essere supportati dagli esterni difensivi ed i raddoppi dei cursori di centrocampo esterno. Nulla di tutto questo è avvenuto, i ragazzi del Sud Tirol hanno saltato la linea difensiva del Siracusa come dei birilli o belle statuine, con Martin, 2 gol simili anzi uguali, schierato come esterno difensivo di sinistra, ma in grado di fare il bello e il cattivo tempo. La squadra trentina molto italiana tatticamente, ha dapprima asfissiato col pressing tutto il Siracusa, anche nelle tribune giungevano i giocatori, poi dopo il gol…pe si è rintanata nella sua metà campo aspettando che la squadra aretusea avesse reazione violenta e rabbiosa, anche se stentava ad avviarsi. Ci siamo subito chiesti, anzi non capivamo, perché non vi era velocità di fraseggio e dribbling da parte di coloro che in queste partite dovrebbero agire, agitare e scavare fra le trincee. Al contrario, le azioni del Siracusa si concludevano ai 20 metri: abbiamo contato 7 tiri dal limite, che non hanno cambiato il risultato dello 0-1 nei primi 45 minuti, anzi. Ci siamo chiesti come Fofana e Montalto potessero essere utili, facendo gli stessi movimenti senza nessun incrocio, manco con gli sguardi. Naturalmente al Siracusa non mancano le risorse e ad andare in campo sono stati gli altri esterni, coloro che hanno l’estro, la fantasia. Ma non sono bastati, come neanche le dieci conclusioni in porta, a dimostrazione del fatto che il calcio è e rimarrà uno sport poco scientifico e pieno di variabili. Il portiere insuperabile, la traversa, lo scoramento, gli avversari come serpenti a sonagli, che non appena ti muovi sei morso e morto, le ambizioni che tendono al ribasso, gli altri risultati che ti fanno arrabbiare. I numeri dicono solo la verità, nel calcio conta chi fa più gol dell’avversario, non basta ritornare in campo in mutande e chiedere scusa alla tifoseria, gesto nobile e dignitoso contano solo i punti in classifica.
Nessun voto oggi, per non essere demagogico e antropologico. Credo nel lavoro e nei ruoli, una squadra di calcio si basa su questa scala piramidale, in cui c’è chi fa meno e chi più. Ma oggi mi manca un grande sorriso di vita, ciao Marco.
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