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L'Aquila, Ianni a GS.it: «Non mi fido del Milazzo»

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Maurizio Ianni, ex difensore e bandiera de L'Aquila, ha vissuto come calciatore una carriera tutta tra Eccellenza e serie D. L'anno scorso la grande occasione come allenatore: la società abruzzese, appena promossa in Seconda Divisione, gli offre la panchina. Aquilano doc, è alla sua seconda stagione alla guida della squadra abruzzese.

Mister Ianni, partiamo dal pareggio nel derby contro il Chieti. Che giudizio dà alla sua squadra?

«Purtroppo siamo partiti male, abbiamo preso un gol subito, dopo un minuto; la squadra in quel momento ha un po' accusato mentalmente il gol subìto a freddo; abbiamo anche risentito della mancanza di un giocatore come Carcione che, a centrocampo, è quello che ha le caratteristiche più adatte per creare gioco, quindi abbiamo avuto qualche difficoltà a creare pericoli durante il primo tempo. Nel secondo tempo siamo entrati in campo con un piglio diverso, siamo stati più aggressivi, abbiamo agito di più sugli esterni abbiamo fatto subito il gol del pareggio, abbiamo creato tanto. Perciò dobbiamo ripartire da questo secondo tempo, perchè è lì che, almeno un po', è uscita la vera L'Aquila».

Contro i neroverdi è stato espulso al 18' del primo tempo, qual è stato il motivo di questo provvedimento arbitrale?

«Nulla di grave, semplicemente facevo notare all'arbitro che l'ammonizione a Piccioni in realtà era un'ammonizione che non c'era, perchè il giocatore non aveva fatto nulla di antiregolamentare dal momento che aveva rimesso in gioco la palla dal fallo laterale, colpendo un giocatore avversario che si era girato di spalle, ma l'aveva fatto regolarmente; ponendomi verso di lui, ho calpestato la linea del rettangolo di gioco e da regolamento questo non si può fare e per questo motivo mi ha allontanato. Anzi sono stato solo ammonito, piuttosto che essere direttamente squalificato per questo errore».

In questo momento L'Aquila si trova a quota nove punti in classifica: come valuta il cammino dei suoi fin qui?

«Sicuramente lo reputo un cammino positivo, dal momento che abbiamo dato contnuità ai nostri risultati; forse qualche pareggio poteva tradursi nei tre punti e adesso magari staremmo parlando di una classifica diversa. Siamo consapevoli di essere una buona squadra, siamo in grado di lottare su ogni campo e il nostro obiettivo è quello di fare un campionato di medio-alta classifica».

Questo è un obiettivo che deriva dalle richieste della società oppure quello che si è posto lei anche giudicando la rosa a sua disposizione?

«Per quanto ci riguarda, noi siamo consapevoli di avere un buon organico, ma sicuramente non siamo ai livelli di squadre come Perugia, Paganese e Catanzaro; però credo che, nell'ottica di un eventuale discorso play off, ce la potremmo giocare benissimo».

Siete prossimi alla trasferta di Milazzo: i siciliani hanno bloccato il Catanzaro in Calabria, che squadra affronterete?

«Sicuramente una squadra giovane, brillante che probabilmente non ha raccolto finora quello che avrebbe meritato in campo. Ho visto anche la partita a Chieti, dove il Milazzo ha perso, pur disputando un ottimo incontro. Come tutte le squadre giovani, anche il Milazzo vive di entusiasmo, della forza e della freschezza dei suoi giocatori; questi sono i loro punti forti e noi dobbiamo essere bravi a stare attenti ad ogni situazione, dobbiamo cercare di limitarli, di non farli giocare e soprattutto di non fargli prendere fiducia. Di certo troveremo una squadra difficile da affrontare, lo ha dimostrato anche questo ultimo pareggio a Catanzaro che ha rappresentato un ottimo punto per i mamertini, in un campo, a parer mio, difficile».

Al momento i rossoblu hanno conquistato soltanto due punti. Questione di sfortuna oppure i siciliani si devono abituare a questo tipo di classifica?

«Da quello che ho visto io, ritengo che il Milazzo possa disputare un campionato per salvarsi tranquillamente. Quando si lavora con tanti giovani ci vuole un po' di pazienza e a volte alcuni risultati sono determinanti, perchè quando provieni da qualche risultato positivo, loro riescono a dare il meglio di se stessi, in quanto riescono a giocare liberi da pressioni e da situazioni; sono squadre vivaci, sono squadre che, dal punto di vista tattico e anche dal punto di vista psicologico, devono essere lasciate libere di costruire gioco, squadre a cui non si deve mai fare perdere la fiducia, proprio perchè i giovani possono anche essere capaci di fare grandi cose».

Pensa che domani L'Aquila e Milazzo faranno turn over?

«Per chi se lo può permettere sicuramente è un discorso conveniente. Credo che in alcuni ruoli ci si dovrà abituare anche al turn over, d'altronde tre partite disputate in una settimana sono tante, fanno sentire stanche le gambe dei giocatori, anche le trasferte affrontate; certe valutazioni sicuramente andranno fatte per tutte le squadre, poi dipende dai vari organici, da come sono composti e dalle situazioni che si creano al momento».

Infine, un pronostico secco per la gara di Milazzo?

«E' difficile fare dei pronostici. Si affronteranno due squadre costruite in maniera diversa: il MIlazzo è una squadra più giovane rispetto alla nostra, più spregiudicata e vivace; la nostra, invece, è una squadra più esperta, soprattutto nel reparto avanzato. Sarà un match che sicuramente fa parte di quelle gare che non sono mai facili da disputare, nelle quali non si può stabilire con precisione quale sia la compagine che parte favorita sull'avversario; è sul campo che i miei dovranno dimostrare di essere all'altezza dei giocatori del Milazzo e in grado di portare a casa la vittoria».

Grazie, arrivederci.

«Grazie a voi, arrivederci».



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Luca Di Noto 27/09/2011
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