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Palermo, ti presento... la Lazio

Interviste a Riccardo Mancini e Francesco Ponticiello


Torna l'appuntamento con "Palermo, ti presento...", la rubrica di Golsicilia.it affidata ai giornalisti che seguono da vicino le vicende dell'avversaria dei rosa. A due giorni dalla sfida in casa della Lazio, Riccardo Mancini di Sky e Francesco Ponticiello di Lalaziosiamonoi.it ci presentano i biancocelesti.

Un buon pari in casa del Milan, un ko interno contro il Genoa, primi tre punti al "Manuzzi" di Cesena. L'incipit di questo campionato ci ha detto che la Lazio è una formazione da trasferta. È davvero così?

Riccardo Mancini: «Stando a quanto dimostrato dal campo e soprattutto dai risultati sembrerebbe di si, ma sono passate appena tre giornate di campionato, è ancora presto per dare giudizi definitivi. Nell'unica gara giocata all'Olimpico contro il Genoa, tra le altre cose, la Lazio ha mostrato i suoi due volti: nel primo tempo ha letteralmente sovrastato la squadra di Malesani, non legittimando però a dovere le tante occasioni da gol create. Nella ripresa, come già accaduto in precedenza contro il Milan, è entrata in campo scarica e senza le giuste motivazioni, facendosi recuperare prima e sorpassare poi dai rossoblu. È un aspetto, questo, sul quale Reja sta lavorando negli ultimi giorni ed i primi risultati si sono già cominciati ad intravedere a Cesena».

Francesco Ponticiello: «È ancora presto per dire se la Lazio è una formazione da trasferta, una cosa è certa però: all’Olimpico c’è una pressione maggiore e i giocatori la sentono questa cosa. Poi se andiamo ad analizzare i risultati nello specifico, contro Milan e Genoa la squadra biancoceleste ha giocato solo un tempo, mentre a Cesena nonostante lo svantaggio iniziale, c’è stata la reazione e la squadra ha retto fino al novantesimo. Domenica contro il Palermo capiremo le reali condizioni dei biancocelesti».

Capitolo Reja: sembra che il tecnico, nonostante la stima di presidente e giocatori, abbia ben poca voglia di continuare la sua avventura in biancoceleste. Quanto può pesare quest'aspetto sul rendimento della squadra?

Riccardo Mancini: «La squadra contro il Cesena ha dimostrato, se mai ce ne fosse bisogno, il proprio attaccamento all'allenatore, scendendo in campo concentrata e vogliosa di restituire credibilità al proprio timoniere. I giocatori, dopo la sconfitta contro il Genoa e soprattutto dopo la contestazione da parte dei tifosi, si sono stretti attorno all'allenatore, facendo quadrato e mettendo da parte le polemiche della settimana. Una mossa, a mio avviso, intelligente ma che, dopo le ultime dichiarazioni dello stesso Reja, non riuscirà a placare l'ira della gente nei confronti dell'allenatore goriziano, reo di aver definito "Cornice Marcia" l'ambiente attorno al club biancoceleste. Mi aspetto un'altra sonora contestazione per Reja domenica contro il Palermo: una situazione che a lungo andare potrebbe pesare seriamente sul rendimento della Lazio».

Francesco Ponticiello: «La telenovela tra Reja e i tifosi biancocelesti ormai va avanti da circa due anni, a differenza di Lotito il tecnico non ama determinate critiche. Alla fine se è rimasto sulla panchina della Lazio è perché crede ancora nel progetto del club capitolino e il suo è stato solo uno sfogo. Per il momento la vittoria contro il Cesena ha fatto ritornare il sorriso a Formello, anche se sappiamo bene tutti che al prossimo passo falso si scateneranno nuove polemiche e sinceramente non so fino a quando il mister riuscirà a reggere, nonostante l’appoggio del presidente e della squadra».

Secondo Lotito, tuttavia, il caso sarebbe figlio di invenzioni giornalistiche...

Riccardo Mancini: «Il caso, nonostante le dichiarazioni di Lotito, è di fronte agli occhi di tutti. L'ostilità covata nel corso del tempo da parte dei tifosi nei confronti di Reja è un qualcosa di attuale: sbaglia, ovviamente, chi contesta e fischia a prescindere da tutto, ma sbaglia anche chi, come il goriziano, non cerca il minimo contatto con la gente, innalzando invece un muro contro muro che può risultare deleterio esclusivamente per la Lazio. In alcune circostanze bisognerebbe fare tutti un passo indietro e remare nella stessa direzione per il bene di un passione che va avanti da oltre 111 anni».

Francesco Ponticiello: «Io non le definirei invenzioni giornalistiche, a Roma così come in tutta Italia, i media si comportano tutti allo stesso modo. Poi è normale che se andiamo ad analizzare la situazione nello specifico, sicuramente in piazze come Roma, Napoli, Milano e Torino c’è una pressione maggiore da parte di tutti, ma lo ritengo normale. Nella capitale, ad esempio, ci sono moltissime radio che seguono la Lazio 24 ore al giorno, cosa che non succede in altre città. La passione per la squadra è forte e sicuramente se il rapporto tra Reja e i tifosi non è idilliaco non è solo colpa dei media».

Hernanes-Klose-Cisse: con questo trio offensivo è possibile raggiungere un posto Champions?

Riccardo Mancini: «Quei tre lì davanti, potenzialmente, possono far male anche alla difesa più forte del mondo. Il problema è che Reja deve riuscire a trovare la quadratura del cerchio in breve tempo. Spesso e volentieri, infatti, Cisse si è ritrovato a giocare da ala nel 4-2-3-1 e non da centravanti, il ruolo che più gli si addice, mentre Hernanes non è riuscito ancora a tornare, in questo primo scorcio di stagione, sui livelli stratosferici della scorsa annata. L'allenatore biancoceleste, già dalla trasferta di Cesena, ha cominciato a spostare le proprie pedine tornando ad un più congeniale, almeno per le caratteristiche dei giocatori in campo, 4-3-1-2, con la coppia Klose-Cisse in avanti. Non è azzardato puntare ad un posto in Champions League perchè questi sono giocatori con esperienza e fama internazionale e che spesso risultano determinanti nelle situazioni più critiche. L'unica incgonita, a mio avviso, è quella dei ricambi. Perchè cedere nell'ultimo giorno di mercato un giocatore come Zàrate, 6 anni più giovane di Cisse e 9 di Klose, e non rimpiazzarlo a dovere? E' stata una scelta che personalmente non ho condiviso».

Francesco Ponticiello: «Il valore di giocatori come Cisse e Klose non si discute e penso che già in queste prime giornate abbiano dimostrato di essere dei grandi campioni. Quando il loro inserimento nel campionato italiano sarà completato, ci faranno divertire. Un discorso a parte invece merita Hernanes che non è ancora il giocatore ammirato nello scorso campionato, bisogna dargli tempo, ha comunque svolto per la prima volta nella sua vita una preparazione diversa e deve abituarsi a determinati ritmi. Per capire se la Lazio potrà lottare per un posto in Champions bisognerà aspettare almeno fino a dicembre». 

Quello di domenica sarà il terzo impegno in sette giorni. Pensi che Reja possa far rifiatare qualche titolare?

Riccardo Mancini: «Quasi certamente Reja insisterà sul 4-3-1-2 visto a Cesena, ma difficilmente attuerà turnover. Ovviamente, però tutto dipenderà dagli uomini a disposizione. Quasi certamente non ci saranno nè Gonzalez, trauma distorsivo al ginocchio, nè Brocchi, contusione al collo del piede. Senza di loro, il ballottaggio aperto è tra Cana e Matuzalem, che potrebbero o svolgere il compito di interno in un centrocampo a 3 o quello di mediano davanti alla difesa al fianco di Ledesma con il conseguente ritorno al 4-2-3-1 e l'inserimento di Sculli. Per il resto dovrebbe essere confermata la stessa difesa di Cesena con Konko, Diakitè, Dias e uno tra Stenkevicius (favorito) e Lulic sulla sinistra. In avanti, il trio Hernanes-Klose-Cisse non si tocca».

Francesco Ponticiello: «Non penso, in questo momento la squadra ha bisogno di certezze e quindi difficilmente ci sarà turnover».

Chi potrebbe decidere la sfida dell'Olimpico?

Riccardo Mancini: «Per la Lazio l'uomo decisivo può essere Djibril Cisse, uno degli idoli della gente biancoceleste, soprattutto dopo essere tornato a giostrare 20 metri più avanti».

Francesco Ponticiello: «La Lazio vorrà riscattarsi dopo la sconfitta con il Genoa, i giocatori che possono decidere la sfida con la squadra di Mangia sono sempre gli stessi: Cisse e Klose».

Domanda finale: chi porterà a casa la posta in palio?

Riccardo Mancini: «È difficile fare un pronostico, il Palermo è in salute, la Lazio vuole e deve riprendere confidenza con il terreno di casa. Mi aspetto una partita aperta, con tanti gol».

Francesco Ponticiello: «Non amo i pronostici, anche perché alla fine li sbaglio sempre. Sarà comunque una bella partita, il Palermo è partito bene e sicuramente vuole continuare a stupire. I rosanero, a differenza della Lazio, giocheranno con più tranquillità perché non hanno niente da perdere, mentre gli uomini di Reja ritornano all’Olimpico dopo il ko con il Genoa e nonostante la vittoria di Cesena non ci sarà un bel clima, dovranno essere bravi i giocatori a non farsi condizionare».



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Gianluca Rubino 23/09/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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