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Dopo gli allenatori, interpellati per la gara d’andata, è il turno dei presidenti. Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva Aniello Pappacena (foto a sx) e Alfredo Salvà (foto a dx), massimi dirigenti di Sarnese e Biancadrano. Le due formazioni, domenica alle ore 16, si sfideranno allo stadio ‘F.Squitieri’ di Sarno per il ritorno della finale nazionale play-off del campionato Eccellenza. Tensioni e speranze avvolgono la vigilia dei due numeri uno, giunti ad un appuntamento storico per le loro rispettive società.
Presidente Salvà, la finale d'andata contro la Sarnese si è conclusa con un pareggio per 1-1 fra le mura amiche, che sensazioni ci sono in vista del ritorno?
SALVA’ «Abbiamo disputato una gara d’andata che, secondo il mio punto di vista, meritavamo di vincere, senza nulla togliere alla Sarnese che ha dimostrato d’essere una squadra ben messa in campo con giocatori di categoria. Dobbiamo rammaricarci per aver sprecato molte occasioni. Ad inizio secondo tempo, infatti, potevamo portarci sul 2-0 ma non siamo stati cinici nell’approfittare delle azioni create. Successivamente loro, sugli sviluppi di un’azione casuale, hanno trovato il pareggio su calcio d’angolo. Domenica andremo a Sarno per giocarci questa promozione. Dimostreremo di non essere inferiori a nessuno».
Presidente Pappacena, in Sicilia la sua squadra ha acciuffato un importante pareggio che vi permette di preparare al meglio il return-match, che aria si respira nello spogliatoio granata?
PAPPACENA «La stessa aria che si respira da quando è iniziato il campionato, nessuna differenza. Sarà una partita come le altre in cui, chiaramente, la posta in palio rappresenta tutto. Ciò che rende affascinante questa finale risiede proprio nel fatto che affronteremo gli ultimi ’90 della nostra stagione. Sappiamo molto bene che entrambe le formazioni vogliono arrivare alla vittoria per poter consacrare la serie D, la tensione per il raggiungimento del risultato è atissima».
Ci racconta brevemente come ha vissuto la gara di domenica scorsa?
SALVA’ «A livello personale la gara è stata emozionante. Per la nostra dirigenza la gara di domenica scorsa ha rappresentato la prima finale nazionale della carriera quindi l’emozione l’ha fatta da padrone per tutti i 90’».
Che impressioni ha tratto nel vedere gli avversari siciliani?
PAPPACENA «È stata una gran bella partita, difatti mi sono complimentato con i nostri avversari che mi hanno impressionato parecchio. L’Adrano ha dei giocatori di livello superiore e vederli giocare mi ha messo molta tensione. Prima di giocarci contro non mi aspettavo un così bel gruppo, complimenti veramente a chi si occupa della preparazione. Devo ammettere che qualche calciatore potrebbe anche interessarci(ride ndr), quest’ultima ovviamente è una battuta».
Come ha risposto, a suo avviso, il pubblico del 'Dell'Etna' alla chiamata per questo importante appuntamento?
SALVA’ «Il pubblico di Adrano ha risposto più che bene. Allo stadio c’erano poco più di 1.200 persone. Durante l’ultima stagione il ‘Dell’Etna’ non si era mai riempito tanto, mentre in queste ultime due partite casalinghe(contro l’Atella e la Sarnese ndr), siamo rimasti piacevolmente sorpresi. I tifosi stanno dimostrando sempre più attaccamento a questi colori, questo fatto mi rende molto orgoglioso. In futuro non so se l’affetto crescerà ma, al momento, siamo sulla strada giusta».
Ad Adrano siete stati seguiti da un numeroso gruppo di tifosi, saranno i supporter di fede granata a fare la differenza nella gara di ritorno?
PAPPACENA «I tifosi li ho sempre ritenuti il dodicesimo uomo in campo. Se un giocatore vede una coreografia fatta dai propri tifosi è molto probabile che quest’ultimo si senta motivato a far bene, allo stesso modo il discorso vale per l’avversario che potrebbe esaltarsi vedendo un pubblico avverso. Spero che i nostri ragazzi possano usufruire al meglio della spinta dei nostri sostenitori».
Cosa la preoccupa maggiormente della trasferta in terra campana?
SALVA’ «Sinceramente ho difficoltà ad esprimermi. In gare di questo tipo, da dentro-fuori, può accadere di tutto. Stabilire, a priori, cosa potrebbe far vincere o perdere, l’una o l’altra squadra, non è per niente facile. La casualità del rettangolo di gioco la farà da padrone».
Che insidie può nascondere la gara di ritorno fra le mura amiche?
PAPPACENA «A mio avviso la tensione, vincerà chi ha più calma. Chi si farà prendere dal panico sarà incline a commettere più ingenuità. Se società, pubblico e, ovviamente, giocatori sapranno mantenere determinazione ed equilibrio la partita sarà tutta in discesa».
In caso di promozione cosa vorrebbe promettere alla città e ai sostenitori del Biancadrano?
SALVA’ «Il nostro progetto, ovvero portare l’Adrano nel corso di tre anni in serie D, è quasi completo, manca soltanto l’ultimo tassello. Siamo arrivati a questo punto dopo solo un anno di presidenza. Alla città ed ai tifosi possiamo promettere di proseguire con serietà il lavoro che abbiamo intrapreso quest’anno. Il nostro augurio è quello di ritrovarci ad intraprendere un campionato di serie D in cui non lotteremo certo per i primi posti ma, allo stesso tempo, non sfigureremo con nessuno».
Se fosse serie D, cosa vorrebbe promettere alla gente di Sarno ed ai tifosi della Sarnese?
PAPPACENA «Alla base del nostro lavoro c’è un programma triennale che, fino ad ora, è stato rispettato. In caso di promozione andremo avanti nel segno della continuità, valore che ha contraddistinto il nostro percorso. Solo in questo modo una squadra di calcio come la Sarnese può crescere. Si guarderà al futuro non perdendo però di vista il passato, periodo temporale in cui si è commesso qualche errore».
Si ringraziano gli uffici stampa di Sarnese e Biancadrano
Interviste a cura di:
Salvatore Peri
Marcello Provito
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