



Difesa in crescita ma a centrocampo serve quantità
Alletto a GS.it: «Vorrei indossare la maglia del Palermo»
Primo pari interno degli etnei
Analizzando il Palermo...
Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine della 4^ di campionato.
Chi sale
L'Inter è tornata a interpretare sé stessa. I nerazzurri passeggiano contro il Bari, asfaltato con un 4-0 che non ammette replica alcuna. Milito si è sbloccato, Eto'o dispensa giocate e assist a ripetizione, la squadra sembra aver acquisito una precisa identità di gioco: Benitez, insomma, ha trovato la quadratura del cerchio. Chi li ferma?
E dopo la terza giornata, il Palermo resuscitò. I rosanero, verrebbe da dire alla faccia di Zamparini, capovolgono la regola delle tre reti, stavolta realizzate, e riescono ad avere la meglio di una Juventus apparsa, a dire il vero, ben poca cosa rispetto alla tanto conclamata vittoria di Udine. Il gioco non è mai mancato, adesso sembra essere arrivata anche l'attenzione in fase di non possesso. Se si conquistano i tre punti contro il Lecce si potrà guardare al futuro con serenità.
Catania, Maxi vittoria. I rossazzurri, grazie all'ottima prova di un ritrovato Lopez, battono e raggiungono in classifica l'ormai ex capolista Cesena. Esprime un'ottima filosofia di gioco la compagine allenata da Giampaolo, inaspettatamente quarta in graduatoria. La missione salvezza potrebbe trasformarsi in una passeggiata di salute, ma occhio a non distrarsi...
Brescia e Chievo, scusate l'intrusione. Rondinelle e clivensi si ritrovano sorprendentemente nella condizione di vice-padroni della serie A. Sorprese sì, ma non casuali. Sia Iachini che Pioli, infatti, sono tra i pochi tecnici in giro che ancora si ostinano ad insegnare calcio, piuttosto che limitarsi a disporre pedine su un prato di metri 110x65. Complimenti a entrambe, stupiteci ancora.
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Chi scende
Udinese, Guidolin vara la B-zona. Sfruttando la citazione di un celebre film interpretato da Lino Banfi, potremmo dire che il tecnico di Castelfranco Veneto stia facendo di tutto per restare attaccato al palo, anziché alla panchina. E pensare che in passato l'uomo dalla pedalata facile ci ha abituati a scatti iniziali degni del miglior Merckx. Al momento i bianconeri fanno acqua da tutte le parti: assetto difensivo scriteriato, centrocampo slegato e dalla prima e dalla terza linea, fase offensiva basata su estemporanee iniziative degli attaccanti. Chi va piano, va sano e...retrocede.
La Roma cala a picco. Ennesima battuta d'arresto per la banda-Ranieri, peggiore difesa insieme ai friulani. Borriello prova a tirare la carretta, ma predica nel deserto. Il resto della compagnia sembra aspettare le rivelazioni della Madonna di Fatima per capire come mettere in difficoltà l'avversario di turno. Forse sarebbe meglio rivolgersi a quella di Lourdes...
Juve e Milan, viaggio sull'ottovolante. Vincere, convincere, perdere, straperdere, stravincere, pareggiare, soddisfare. Cercano ancora identità di gioco e continuità di risultati le formazioni allenate da Delneri e Allegri. Le risorse non mancano ma il tempo stringe. L'Inter, nel frattempo, ride di gusto e va in fuga.
Napoli senza carattere. Gli azzurri si fanno maramaldeggiare dal Chievo di mago Harry Potter, alias Luca Campedelli, aggiudicandosi il premio “Magra figura di giornata”. Mazzarri, come sempre dopo una sconfitta, recrimina contro l'arbitro e soltanto l'intervento dell'addetto stampa gli ricorda che il direttore di gara non era il signor Paolo Cannavaro della sezione di Napoli. Scherziamo, tuttavia consigliamo all'ottimo tecnico di Livorno di occuparsi più dei problemi della squadra che degli errori, veri o presunti, della terna.
Gianluca Rubino 24/09/2010